Christmas with the yours…

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18 dicembre 2013 di thesurvivaldiaries

E così è quasi arrivato il secondo Natale della Nuova Era.

Ora nel nostro rifugio siamo in cinque: finalmente ci hanno raggiunto anche Pekka e Andrea. Tipi simpatici, quei due. Quando arrivarono, sono sbucati da dentro un polverone sollevato dall’Ape Car sulla quale viaggiavano, accompagnati da un rumore di ferraglia che, nel silenzio dell’apocalisse, li precedeva di alcuni minuti. Sembravano la versione riveduta e corretta di Arcovazzi e Bonafè sulla motocarrozzetta ne “Il Federale”. Come cazzo siano riusciti a sfuggire a zombi e Magna Tuto, per noi tutti resta un atto di fede.

In questi mesi ci siamo organizzati. Dove stiamo non manca nulla: cibo ne troviamo ancora, in giro. Altrimenti lo cacciamo oppure andiamo a rubarlo nei pollai degli MT. Sì, merdosi, quei pollastri che vi mancano ve li abbiamo fregati noi da sotto il naso, e lo rifaremo, statene sicuri.

Già, gli MT. Sono vicini sapete? Andiamo a controllarli, ogni tanto. A debita distanza, chiaramente. Hanno modificato le loro abitudini alimentari, adesso coltivano ed allevano animali domestici: non è che i cristiani li puoi far riprodurre come le galline, anche se non escludo che Area, di tanto in tanto, non sia riposseduta dallo spirito di Hannibal Lecter. Per l’acqua ci arrangiamo con quella piovana, quando non ne troviamo nelle nostre perlustrazioni.

Grazie a “nostra signora dei cannibali”, l’elettricità continua ad esserci per il momento. Non costantemente, ma quanto ci basta per scaldarci con delle stufette che Andrea ha trovato non so dove durante un’escursione di approvvigionamento. Ehi, merdosi, non è che nei vostri posti di guardia vi mancano anche tre termoconvettori? Chissà che vi si ghiaccino le chiappe!

E gli Zulu? Beh, come ormai saprete, amici sopravvissuti che ancora leggete il blog, i cadaverini rappresentano sempre meno un problema. Spesso, anzi, ci offrono l’occasione per svagarci un pochetto: sfondare il cranio ad un puzzone rinsecchito dà sempre belle soddisfazioni e risolleva il morale.

Ecco, il morale della truppa è altalenante. Parliamo tanto, ci raccontiamo aneddoti delle nostre vite passate e spariamo delle gran cazzate. In questo sembra che siamo espertissimi. Abbiamo anche recuperato dei giochi da tavolo, tra cui un Trivial Pursuit con cui ci diamo battaglia a colpi di nozionismo da parole crociate. Il gioco dei mimi con i titoli di film, poi, è il nostro preferito. L’altra sera ho vinto con un colpo da maestro: gli altri dovevano indovinare “L’invasione dei pomodori assassini”. In certe serate, tuttavia, la malinconia piomba nel rifugio e stiamo lì, in silenzio, ciascuno perso nei propri pensieri.

Ad esempio, il giorno di Halloween Elisa aveva una di quelle giornate tristi, l’avrete letto. Così, ebbi l’idea di fare le lanterne. Presi da parte Andrea e, senza dire niente a nessuno ce ne andammo. Quella sera avevamo le nostre Jack O’ Lantern. Era bastato trovare delle candele e qualche teschio di cui c’è abbondanza, al contrario delle zucche che marcivano nei campi. Fu il miglior allestimento di Halloween mai visto: la luce delle candele, spandendosi dalle orbite dei crani, conferiva alla stanza un’atmosfera più lugubre che in un film gotico della Hammer. Fuori, il vento ci portava i prolungati gemiti dei morti.

Dicevo del morale. Siccome è quasi Natale, abbiamo deciso di fare l’albero. È giusto mantenere le tradizioni, no? L’albero lo abbiamo tagliato da un giardino. Non è proprio un abete, ma ci si deve accontentare. Per gli addobbi, abbiamo pensato al “Metodo Ed Gein”: al posto delle palle e dei festoni, dal nostro alberello ora pendono falangi, vertebre, tibie, scapole, ed altre ossa che ci siamo divertiti a colorare con tinte sgargianti per rendere il tutto meno macabro. Elisa ha insistito per il puntale: così l’abbiamo assecondata mettendo, in cima, un teschietto di qualche animale con un lumino acceso sopra. Adesso manca solo la musica della Coca-cola e dei bambini che si tengono a manina sognando la pace nel mondo.

Oh, abbiamo anche i regali, sotto l’albero. Ce li ha portati Babbo Natale.

Ieri pomeriggio, abbiamo sentito del trambusto nei pressi della nostra casa. Sapendo che Pekka era uscito in perlustrazione, ci siamo precipitati fuori.

Lui era lì, vestito da Babbo Natale (non chiedetemi dove abbia trovato il costume…) reggendo su una spalla un grosso sacco, evidentemente pieno. Nell’altra mano teneva una sciabola con cui affrontava, con la serenità di Buddha, un gruppo di zombi, menando fendenti a destra e sinistra. Avanzando in quell’orgia di teste spaccate e sangue denso e nero, con un sorriso a trentadue denti Santa Pekka urlava ridendo: “Oh-Oh-Oh, Meeerryyy Christmaaas, mother fuckers! Oh-oh-oh-oh!”.

Comunque, il sacco è ancora chiuso: non vogliamo rovinarci la sorpresa di aprire i regali il giorno di Natale.

Vicino al sacco c’è anche un altro “regalino” che Pekka ci ha fatto: quella valigetta di calci-in-faccia con cui è arrivato da Exilles. Ehi, merdosi MT, se ci state cercando (e ci state cercando, lo so) non vi conviene venirci a trovare, perché quel regalino è per voi e se dovessimo usarlo potreste ritrovarvi il buco del culo in posti inimmaginabili!

C’è tuttavia una cosa che mi preoccupa, e credo preoccupi anche Elisa: Thomas.

Coma non si sottrae alle conversazioni, ai giochi od alle mansioni che a turno ci diamo, ma sempre più spesso lo vediamo schivo e taciturno, tranne quando, da solo ed appartato, parla con le sue bambine immaginarie di un posto dove c’è tanta luce e tanta gente, dove ci sono regole e cibo. Dove potranno stare bene.

Inoltre, a volte lo cogliamo a fissare con lo sguardo la valigetta delle meraviglie.

Voglio tenerlo d’occhio.

Messaggio per Alienone: lo so che sei andato fuori di testa e che credi di essere Dio, ma senti il mio consiglio: smetti di leccare l’ogiva di Michelle, perché quella è una puttanella che porta solo guai. A te ed a noi, che comunque vorremmo campare un po’ più a lungo, nonostante tutto. E poi, chi ti dice che funzioni e gli “Ammeriggani” non ti abbiano preso per il culo?

Per il momento è tutto. Meeerryyy Christmaaas, Mother Fuckers!

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