Manifesto

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La profonda passione per la scrittura creativa e l’amore che proviamo per il genere horror, ci ha portato a ideare The Survival Diaries, blog collettivo riguardante l’apocalisse zombie. Sei scrittori e aspiranti tali compongono la struttura principale del progetto, portando avanti il plot e delineando le linee guida principali. Attorno a loro moltissimi satelliti di fan del progetto e dell’argomento, gli special guest.

Lo scopo del blog è quello di portare l’immaginario romeriano a casa nostra, in Italia. Delimitato soprattutto nella zona di Padova e dintorni, senza però tralasciare il resto dell’Italia. Abbiamo scrittori da Torino, Vercelli, Milano, Roma e altro ancora.

Quello che leggerete e che proverete sarà del tutto autentico. L’idea è quella di togliere qualsiasi filtro romanzato, e calarci noi stessi nella parte. Non ci sono personaggi, non ci sono caratterizzazioni fittizie.
Ogni scrittore parla di sé, seguendo la prima e più importante regola del blog: la verosimiglianza. Chiudere gli occhi e immaginare realmente cosa faremmo se domani ci svegliassimo e le strade fossero infestate di non-morti pronti a banchettare con le nostre carni.

Lo stile di scrittura è volutamente accelerato e approssimativo. Chi mai scriverebbe in modo virtuoso con una decina di zombie che sbattono alla porta? Breve, conciso. Lo stile che possiamo trovare nei social network come Twitter o Facebook, leggermente dilatato.

Quello che ne esce è un calderone eterogeneo di sensazioni, sentimenti e azioni contrastanti. Una sorta di psicanalisi creativa di noi stessi ma soprattutto un’analisi filo-antropologica della società odierna.
Uno sguardo, più o meno timido, alle infinite capacità dell’essere umano messo alle strette, costretto a regredire allo stato in cui la sopravvivenza è davvero la priorità. Spogliarsi di quei fasulli valori sociali e variare quelli morali. Uccidere o essere uccisi.

La trama orizzontale del blog è un’idea originale del cast principale, l’ambientazione e l’immaginario apocalittico è frutto dell’ispirazione derivante da film, libri e videogames.

L’impronta dell’intero blog, come potrete vedere, è cinematografica. E’ senza dubbio un omaggio a George Romero, immenso padre spirituale del genere zombie, ma anche un’occasione per fondere letteratura e cinema in un gigantesco ingranaggio creativo. L’idea è di poter trattare un blog come una serie tv che si sviluppa in stagioni, mantenendo una solida trama orizzontale ma riuscendo comunque a creare un’infinita rete di avventure secondarie. Cast, locandine, retroscena, ogni componente passa attraverso il filtro di una pellicola e diventa immaginazione di celluloide.

The Survival Diaries è aperto a tutti. Le linee guida sono semplici e assolutamente non impositive. Cerchiamo appassionati della scrittura ma non solo: qualsiasi persona che ami questo inquietante e affascinante mondo parallelo può contattarci.

A prescindere dalle pubblicazioni in formato e-book del progetto TSD, il blog resta e resterà sempre ad uso gratuito dei lettori.

Ricordiamo che il progetto TSD non è incline a invidie o diatribe, la passione per gli zombie è aperta a tutti e crea delle ottime e stimolanti amicizie. 

Quando si uniscono le forze, possono uscire eventi o progetti davvero incredibili.

Stay alive!

TSD staff

1 Gennaio 2012

15 thoughts on “Manifesto

  1. mad90 scrive:

    Grandi, ho preso ebook, molto bello!!!!
    Finalmente qualcosa di nuovo in questo genere!
    Idea veramente folle ma allo stesso tempo geniale.

  2. pasric scrive:

    Ho apprezzato la lettura, mi piace l’idea del costante “work in progress”, di certo alla base sta un’idea innovativa che va sviluppata. Complimenti.

  3. Massimo Mazzoni scrive:

    Scusate ma così dice il vocabolario:
    innovativo: Che ha un contenuto di novità tale da cambiare, perlopiù in meglio, lo stato di cose esistente.
    Questo se il vostro furbo progetto lo fosse, innovativo, invece è solo la copia del SURVIVAL BLOG un’altro progetto di scrittura condivisa, ben più partecipato, che ha lasciato molte tracce nella rete, a partire dal Novembre 2010. Segnalato tra l’altro anche su “ZOMBIE Knowledge Base”, che voi ben conoscete, visto che lo avete “piaciato” su FB.
    Niente di male, anche noi ci siamo ispirati al filone catastrofico e lo abbiamo da subito ben specificato. Se fossero esistiti altri progetti simili in Italia, bastava cercare un minuto su google e sarebbero saltati fuori.
    Ma non ce ne erano, siamo stati i PRIMI IN ITALIA, anche quelli di “Ammorbo” (che ben conoscete) sono venuti dopo di noi, ma a differenza di voi furbetti non hanno sbandierato ai quattro venti la loro presunta innovativa.
    Vi è stato fatto notare più volte negli ultimi mesi, ma niente, dritti come nulla fosse.
    Non si chide molto, solo una nota che faccia riferimento al progetto al quale vi siete ispirati, nella struttura generale e nel titolo, oltre che per la copertina.
    Tra persone oneste si fa così, ma evidentemente….

    • Ciao Massimo, tempo fa ho scritto la risposta ufficiale a tutte le polemiche. ti consiglio di rileggerla attentamente, non ci saranno altre repliche in merito. stay alive :)

      • Salve,
        si potrebbe avere un link a questa risposta ufficiale?
        Grazie.

      • Certo, la copio qui :)

        Per chiarezza mi vedo costretta a scrivere queste righe, anche se avrei preferito dedicarmi ad altro, non sono solita approfondire questo tipo di polemiche.
        The Survival Diaries nasce da un’idea di Lorenzo, un mio amico di Milano. Mi ha semplicemente detto “facciamo un blog di sopravvissuti alla pandemia zombie?”. Io ho detto “fico, ok, ho altri amici scrittori e fissati di zombie, proviamoci”. E così siamo partiti, con le nostre idee, con il nostro stile, con i nostri traguardi.
        Chi più chi meno sapeva dell’esistenza di altri blog similari. Per quanto mi riguarda conoscevo quelli americani, non sapevo di quelli italiani, ma forse gli altri scrittori sì. Il punto è che poco mi importa. Sono felice che altre persone, prima di noi, abbiamo avuto un’idea simile. Sono eccitata dall’idea che esista una nicchia di appassionati del genere, di scrittori che portano avanti le loro storie e fanno fiorire la loro immaginazione.
        Tuttavia, se anche se fossi stata a conoscenza di blog italiani già esistenti, non avrebbe fatto alcuna differenza. Li stimo e li rispetto, ma continuo a non coglierne lo sconforto. Il tema “zombie” non ha il copyright, deriviamo tutti da Papà Romero. Non è mai stato detto che The Survival Diaries è l’unico e solo progetto di questo genere. Il “copiare” non ha ragione d’esistere, non in questo contesto. Mi fa un po’ sorridere perché è come se George Romero si incazzasse ogni volta che qualcuno fa un film zombie.
        Non ho letto i blog in questione, probabilmente un giorno li leggerò, ma non mi sentirò mai di aver copiato. Il nostro blog nasce dalla passione genuina di un gruppo di scrittori, l’impronta che abbiamo dato al progetto è completamente personale, e se il format è simile ad altri progetti precedenti è solo perché il suddetto format è diventato una struttura comune. Il blog collettivo, la letteratura digitale, l’immedesimazione. Ne esistono migliaia, con diverse sfumature, tutte personali, tutte uniche.
        Per noi è tutto un “pretesto” per scrivere, per esprimerci. Se domani aprissero un blog simile al nostro, pensate che mi arrabbierei? Anche se usassero lo stesso nome, io ne sarei felice. Siamo o no sopravvissuti? Dobbiamo spalleggiarci.
        Il tema zombie, quasi paradossalmente, è solo marginale. A noi piace scrivere, a noi piace immaginare. Lo zombie è un tema che piace a tutti e 7 gli scrittori. Tra qualche anno il tema comune potrebbe essere il Flying Spaghetti Monster.
        Non mi interessano le polemiche, mi interessa creare terreno fertile alla creatività. E al massimo costruire ponti, non muri.
        Nessuno è obbligato a conoscere tutto quello che succede sul web, grazie a dio. Nessuno effettivamente è in grado di farlo. E, sopra ogni cosa, nessuno “avrebbe dovuto conoscere” i blog in questione. C’è una grande differenza tra l’orgoglio per il proprio lavoro e l’arroganza nella pretesa che tutti lo conoscano.
        Io sono orgogliosa del nostro lavoro, ma lo prendo con l’umiltà e la semplicità che si merita. Malgrado i traguardi che abbiamo raggiunto e quelli che raggiungeremo, mai mi aspetterò che tutti conoscano The Survival Diaries.
        Avrei preferito una via tranquilla, di stima reciproca. Avrei preferito che i redattori dei blog in questione mi avessero scritto, personalmente. Avrei esordito con un bel “figata, gemellaggio!”. E invece è andata così, e il web ha contribuito. Le frecciatine alle spalle, i chiacchiericci, le polemiche sterili. Nessuno che affronta i problemi di petto. Io mi chiamo Elisa Gianola, ho 29 anni, abito a Padova, sono una grande appassionata di zombie, organizzo progetti e mi diverto, è una carica che mi riempie il cuore. Non sono solita copiare perché io (come gli scrittori che partecipano al progetto) ci tengo alla mia individualità.
        Questa sarà la prima e ultima replica. Preferisco indirizzare le mie energie verso qualcosa di costruttivo. Ad ogni modo, The Survival Diaries sarà sempre aperto a collaborazioni, gemellaggi, omaggi e tributi a chi è venuto prima e a chi verrà dopo di noi. La scrittura, la creatività e l’arte non devono essere per alcuna ragione motivo di battibecchi ed esternazioni da primedonne. Quello che stiamo facendo deve unire, non allontanare.
        A tutti i sopravvissuti, un grosso abbraccio e STAY ALIVE!

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