Il fine ultimo della situazione

Lascia un commento

26 settembre 2013 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Cristina Cecchini]

Il Dottorino. Che poi si chiama Necro, non se capisce se de nome o se de cognome.

E’ incredibile come anche in questo momento io continui a pormi dubbi del tutto inutili; d’altro canto, il cervello cerca di sfuggire a tutto quello che prepotente mi ritorna in mente, come la lezioncina di neurologia che ho appena ricevuto dal Necro. Mi ha catturato ieri notte, fortunatamente in uno stile un po’ più inglese rispetto all’ultima volta, che s’è presentato cogli zombi pitt bull scoattando in una maniera assurda; mi ero rintanata  in attesa degli eventi quando si è presentato, solo, e non ho opposto resistenza.

Anche perché stavo male, sto sempre più male.

Castel Romano, in seguito al mio post, è stato sgomberato subito: questi qui a Roma non sono gli stessi che avete da voi, sono una frangia ostile di super umani, scesi giù a Roma per creare una base competitiva con quella di Area. Gli ho guastato i piani, ma si sono riorganizzati subito, mi chiedono di non dire nulla nel post e io da buona cavia obbedisco.

Siamo arrivati nel nuovo quartier generale dove mi accoglie il re merda, che è un dottore pure lui ed è l’artefice dell’esperimento. Sempre un gran viscidone rimane, comunque.

Mi portano nel suo ufficio, c’è il Necro, poi quello con la lacrima tatuata (devo dire un po’ sbattuto)  e subito sbotto: “Che cazzo è ‘sta lacrima, che poi è sputtanatissima oltretutto!”

“Contraddistingue voi cavie, e comunque piacere, Re Merda, come mi hai chiamato tu, che scambi un centro autopsie per un salone torture…” Come continuare a fare figure di merda anche durante un’apocalisse.

In ogni modo, che fossi una cavia c’ero arrivata, mancava solo la ruota per criceti e l’elettroshock. Poi la miopia ti rimane eh, non è che sparisce automaticamente perché ci sono gli zombi, da lontano vai a distinguere! Al posto della lacrima potevate fare un gatto stilizzato comunque, un tribale che ne so. Ma lo tengo per me.

“Arrivo subito al punto: stai qui perchè sei stata morsa, ma non ti sei trasformata subito come quasi tutti. Abbiamo avuto la fortuna di trovare il blog e volevamo venirvi a salvare, ma quando siamo arrivati, solo tu ancora non avevi subito attacchi irreversibili, eri stata morsa, ma viva…”

Che culo eh? Sempre nel mezzo.

Il Necro mi spiega che loro sperimentano un doppio vaccino: da un lato placano le sinapsi elettriche (quelle dell’attacco) e sedano leggermente la parte “rettiliana” del cervello. Dall’altra stimolano le sinapsi classiche e la parte mammifera del cervello, che dovrebbe potenziarsi.

In pratica, questi non sanno bene che cazzo succede, se è un virus, un morbo, una magia, però potenziano la parte buona e sedano quella cattiva in attesa di vedere che succede quando si sviluppa la zombaggine.

Omeopatia, in pratica.

Io sono l’ultima sopravvissuta delle cavie, o la penultima, dipende dell’altro lacrimato. Gli ho detto che se fosse esistito ancora il gioco d’azzardo sarebbe stata la scommessa del secolo. Lui è stato trattato costantemente, io massicciamente. Mi ha fissato tutto il tempo e capisco bene perché: i suoi occhi cercavano ossessivamente ogni minimo segno di zombizzazione in me, come io ho preso a fare con lui.

Succederà che, chiusi nelle nostre celle, sorvegliati a vista, piano piano ci trasformeremo. Piano piano significa che il nostro cervello e tutte le sue funzioni cesseranno lentamente. Non sanno quanto lentamente, ma noi siamo già nella fase che chiamano premorte fisica: ancora ragioniamo perfettamente, ma non sentiamo i bisogni fisici essenziali, a parte la fame; il cuore batte lentamente (come nella fase di sonno profondo) ed il respiro è impercettibile. E stai male.

Grazie al vaccino, il cervello è l’ultimo a morire, e se dovesse funzionare e bloccare la situazione (la migliore e improbabile  ipotesi) allora poi hanno già pronte delle procedure di stimolo fisico, che la premorte fisica  secondo i loro calcoli dovrebbe essere reversibile.

Ci tengono rinchiusi perché temono il suicidio, perché finora nessuna cavia è rimasta umana, e perché l’ultimo stadio, quello che precede il compimento del processo, ti rende un umano assetato di carne umana. Sei vivo, cosciente di esserlo, ma preda del più barbaro istinto. Sei un cannibale costretto a letto. Ed il cannibalismo, a scopi scientifici ovviamente, viene assecondato, qui nel Grande Laboratorio dei Buoni. Quindi, mi hanno spiegato, avremo un menù speciale, tutto per noi due lacrimati.

Poi s’è pure offeso, il Re. (E continua pure ad offenderti!)

Le mie opinioni e i miei sentimenti al riguardo oscillano tra il delirio d’onnipotenza di stampo nazista e la cupa disperazione di stampo esistenzialista, mentre il mio corpo sembra andare per conto suo, come previsto.

Tenterò di tenervi aggiornati, hai visto mai a questi je riesce ‘sto bluff.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

eBook – Stagione 1

Promo

BlogItalia - La directory italiana dei blog
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: