Verso la fine.. Perché tutto ha una fine.

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13 maggio 2013 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Claudia Frizzarin]

Il mio sguardo si perde fuori dalla finestra, il sole bacia la mia pelle, la primavera è tornata.

La primavera, con le sue temperature miti, l’aria frizzante, i colori vivaci. Ma che cazzo di primavera viviamo in quest’apocalisse? Eh?

Una primavera morta.. Una morta – vivente.

La nostra “famiglia” si è allargata. Simo è con noi. La nostra missione è andata a buon fine. Non era zombizzato, era normale, per quanto si possa essere normale in questa situazione. Ognuno ha le sue cicatrici. Un incontro veloce in gelateria, qualche breve e frivolo convenevole, poi ci siamo diretti verso casa, era il posto migliore dove poter trascorrere delle ore in serenità, raccogliere le idee e decidere cosa fare.. Tornando a casa, abbiamo incontrato un gruppetto di mostri e Simone, si è dimostrato subito un ottimo acquisto per la nostra “famiglia”.. In pochi minuti li abbiamo fatti fuori, io con la sparachiodi e lui con la pistola calibro 22 che si era portato dietro. Una volta tornati a casa lo avremmo equipaggiamento con i nostri armamenti..

Aver ucciso quei maledetti, mi ha dato una carica inaudita, sto diventando una bestia come loro? Una persona senza cuore? O quest’apocalisse ha tirato fuori la vera Claudia? Forse sono un mix di tutto, con le mie fragilità, le mie emozioni e la mia spietata voglia di uccidere.

Il passato è passato, adesso pensiamo al presente, giusto?

Beh il presente è che siamo bloccati in questo quartiere, bloccati in questo momento infinito.

Non abbiamo vie di scampo, o si? Boh, forse dovremmo andare anche noi al Lago di Garda.. Vediamo.

Avere qui anche loro rende tutto più complicato, non sono più abituata a decidere assieme ad altre persone. Decidere per i miei fratelli, anzi con i miei fratelli, perché adesso anche loro devono prendere le LORO decisioni, sono cresciuti…

Quindi?

Vomito, il mio è un vomito di rabbia, dolore, acidità, malattia, odio.. Odio per me stessa, per essere stata così debole, da non aver preso LA decisione giusta. Rabbia per aver trascinato anche loro in questa situazione.

Guardo i miei ragazzi dormire e mi si stringe il cuore all’idea che forse non arriveremo alla fine assieme, ma cosa possiamo fare? Stare qui è impensabile, i viveri e le armi cominciano a scarseggiare.

Vado fuori di pattuglia…

Un pensiero va a Licia, così forte e determinata, ma allo stesso tempo fragile, di una fragilità quasi disumana.. Grazie perché hai messo nero su bianco ciò che porto nel cuore, in te mi sono riconosciuta..

Uno di quei cosi mi ha presa alle spalle, con le movenze di un robot, mi divincolo dalla presa, gli do un cazzotto e gli ficco un chiodo in testa.

La fine è vicina, the end is near..

Di tutti, anche la mia..

Stronzi.

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