Pekka Chronicles

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8 maggio 2013 di thesurvivaldiaries

Sei mesi. Sono passati sei mesi dall’ultima volta che ho scritto qualcosa qui sopra. Dovete scusarmi, ma sono stato occupato a vivere. Il mio esilio digitale è cominciato con la volontà di evitare le attenzioni di persone maleducate e violente, ma poi mi ci sono abituato alla mia vita bucolica in montagna. La mia fidanzatina, la mia famigliola allargata di un centinaio di persone e la mia flotta di mezzi volanti e non. Abbiamo lavorato parecchio per rendere il nostro fortino autosufficiente e difeso, e allargare la nostra rete di commercio e appoggio in valle e fuori. Abbiamo avuto i nostri problemi, attacchi dal di dentro e dal di fuori. Ma siamo riusciti a tenere duro. Il forte sembra qualcosa uscito da un film di fantascienza, pannelli solari di ogni genere su ogni tetto, tre antenne di 25 metri per tenerci in contatto con le altre comunità e un bel ponte levatoio all’ingresso. Un idillio.
Poi sono arrivate la paranoia e lo sclero, compagne di una vita. Non sto tanto bene con troppa gente attorno. Non ci soffrivo troppo quando c’erano problemi nuovi ogni giorno da affrontare e risolvere, ma da quando le cose si sono tranquillizzate e abbiamo creato la nostra routine, la cose si sono rapidamente deteriorate per la mia serenità. E’ cominciato con la mia relazione con Graziella. Andata a puttane quella, è stato solo una questione di giorni prima che decidessi di andarmene. Ho recuperato giusto qualche arma, qualche provvista, la mia valigetta speciale e uno dei tre spazzaneve tunati e sono partito. All’inizio avevo voglia di farmi un giro, ma poi sono passato da casa e ci sono rimasto per un mese. E’ tanto comoda la mia casa, e non c’è nessuno a invadere il mio spazio personale. Ho giocato con la xBox, ho letto libri e ho visto film. Ho mangiato scatolette e fatto lunghi bagni. La cosa più vicina ad una vacanza che ho avuto negli ultimi due anni.
Come il loro Ouroboro sono tornato alle mie origini. Mi sono mangiato la coda tornando a fare quello che facevo quando l’apocalisse mi ha sorpreso facendo cadere i server di World of Warcraft. Come allora, mi sono rinchiuso in casa per fuggire ad una relazione andata in vacca e un lavoro senza prospettive. Come allora, probabilmente è giunto il momento che mi dia una scrollata al culo da gamer e faccia qualcosa di utile.
Giusto l’altro ieri mi sono rimesso a leggere il blog. Ho letto di Coma, di Zamma, ho visto il video di Elisa. Ho letto tutti gli altri che hanno lasciato le loro testimonianze. E mi sono sentito in colpa. Io qui con le mie scatolette e i miei giochini e voi in giro a rischiare la vita e il contagio.
Domani parto. Ho il mio spazzaneve, le mie armi e soprattutto una valigetta piena di calci-in-faccia per la gente maleducata.
Fatemi sapere dove e quando e ci sarò.

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