Partenza

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26 marzo 2013 di thesurvivaldiaries

In fuga, di nuovo. Ora capisco il senso della parola nomade. In un mondo in cui ci sono più case che occupanti, non riesco a stare in un posto per più di qualche mese. Ho fatto appena in tempo ad abituarmi alle schiefezze ambulanti, ed ecco spuntare i bifolchi cannibali, i Magna Tuto. Che siano maledetti, loro e la loro regina del cazzo!

I rastrellamenti proseguono: dal loro campo base nel castello del Cataio, gli MT si muovono sistematicamente in ogni direzione, e razziano, bruciano, uccidono. Da Padova si alzano alte e nere nuvole di fumo. Anche da Abano e Montegrotto.

Stanno perlustrando anche le colline, con quei loro “cani” del cazzo, e il mio rifugio è compromesso. Sono arrivati fin quassù, mentre mi nascondevo. Quando sono tornato ce n’erano ancora due che si arrostivano un coniglio nel mio giardino e bevevano la mia birra scura. Ho capito che quello che cucinavano non era un coniglio, quando ho visto uno dei due sistemarsi sul suo lurido cappello da baseball la pelle di Felix: Davy Crockett dei miei coglioni.

Ho tirato la granata, non si sono nemmeno accorti di morire. Per la verità, uno è crepato subito, sparpagliato nel giardino, ma la Giovane Marmotta era ancora viva. Gli mancava qualche pezzo, sì, ma in testa aveva ancora Felix.

Mentre gorgogliava qualche implorazione vomitando sangue, gli ho tagliato le orecchie e poi gli ho fatto un buco in testa.

Il botto della granata si sarà sentito anche a valle, ed è solo questione di ore che una squadra di MT salga a vedere cos’è successo.

Alienone, Elisa: nonostante abbia poco tempo, ho letto i vostri ultimi post, e sono stati illuminanti.

Carlo ha avuto la visione di un laboratorio al (nel?) Lago di Garda, e tu Elisa l’hai confermato. Le tue coordinate, però, sono quelle che i militari usavano per localizzare il Lago, ma non indicano una località precisa. Tu hai indicato Gargnano, probabilmente perché è il posto più vicino al punto segnato dalle coordinate, ma è sbagliato.

Io so dov’è. Io so dove si trova. Leggere del lago mi ha fatto ricordare una cosa che avevo rimosso ormai da mesi, perché, fino ad oggi, per me non aveva alcun significato concreto.

Adesso, ripensandoci, credo che Bub mi avesse condotto al magazzino della Fidia perché io trovassi ciò che ho trovato. Un pezzo fondamentale del puzzle, che questi mad doctors del cazzo non volevano si trovasse (ecco perché l’esplosione), finchè uno zombi troppo pimpato di nome Bub, non ha deciso di fregarli.

Ve l’avevo detto, no? In quel magazzino trovai una cosa che, lì per lì, il mio istinto mi suggerì di prendere.

Una foto satellitare, molto ravvicinata e sgranata, di un’isola. Più che un’isola, una striscia di terra brulla masticata e sputata nel blu. Solo che non vi erano altri riferimenti: poteva essere ovunque nel globo terracqueo.

Poi siete arrivati voi e avete detto del Lago di Garda, e allora perché non verificare? Ho aperto santo Google Maps (sempre sia lodato!) e scandagliato l’immagine satellitare del Lago in lungo e in largo, finchè eccola lì, la piccola ed apparentemente insignificante isoletta, a nord, davanti alla costa veneta del lago.

L’isola di Trimelone.

Ho deciso di andarci: tanto qui non posso più rimanere, e un posto vale l’altro. L’alternativa alla fuga è diventare una bistecca per Area ed il suo popolo di mentecatti.

Ho paura, lo dico chiaro. Adesso più di prima, ora che so che il vero pericolo non sono i morti, bensì i vivi.

Tanti, troppi interrogativi a cui trovare una risposta. Mi domando se valga veramente la pena sapere chi, cosa e perchè. Cosa cambierebbe? Sicuramente nulla, ma la ricerca della verità (o parte di essa) potrebbe essere la chiave per sopravvivere, lo scopo per cui continuare ad esistere, il motivo per continuare a chiamarci Uomini.

Sarà un viaggio lungo, difficile e pericoloso. Tenterò di evitare Verona per quanto possibile, non vorrei imbattermi anzitempo in Rosa e le sue mostruosità da dott. Frankenstein. So che più mi avvicinerò all’isola più ne troverò.

Tra poco parto, giusto il tempo di caricare il pick-up.

Le orecchie di Davy Crockett pendono già dal retrovisore, al posto dei due dadi di peluche rosa.

Avrete mie notizie. Spero.

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