Sono arrivati!

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18 febbraio 2013 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Claudia Frizzarin]

Il grande giorno è arrivato.

Quanto tempo è passato? Sembra un’eternità, ma alla fine erano solo pochi mesi. Pochi mesi che ci hanno fatto diventare ciò che siamo ora.

Sono arrivati i ragazzi e mi hanno portato anche una bella sorpresa, ed una meno bella.

Dopo aver fatto la spesa e aver preparato una “cuccia” accogliente per i miei bimbi, ho deciso di festeggiare un po’ bevendo la vodka che ho trovato lassù..

Allora, dicevamo, quanto tempo sarà passato? 4/5 mesi? Beh credo di non poterli nemmeno riconoscere, il loro ricordo è vago nella mia mente, ho solo delle immagini sbiadite nella mia testa.. Chissà, ma il sangue, la famiglia, quello mi porterà a loro. Ne sono sicura.

Così, in una frizzante mattina di febbraio un piccolo nodo allo stomaco mi ha svegliata, sarebbero arrivati da lì a poche ore, e fremevo. Ero felice, come non capitava, perché finalmente non sarei rimasta più sola. Un pezzo del mio cuore era tornato in vita, io ero in vita, per loro, solo per loro.

Sembrava il giorno di Natale in ritardo, ero indaffarata in cucina, non che potessi offrire loro, un gran banchetto (dato che ero una mezza sega in cucina) ma volevo preparare qualcosa di speciale.

Ok mentre ero in bilico tra il divano e la carrozzina (passaggio che richiedeva concentrazione) il cellulare ha cominciato a squillare, cazzo! Con una mossa da giocoliere raccato il telefono rispondo ed era Arianna, che mi urlava dallo spavento, erano inseguiti da una banda di zombie stronzi e putrefatti. Erano vicini a casa, ho detto loro di continuare a correre verso di me e che li avrei raggiunti: ho preso un bell’arsenale, pistola, sparachiodi, balestra e frecce, caricato nello zaino e sono corsa verso i ragazzi.

Ero talmente concentrata che solo dopo mi accorsi che non erano soli.

Li ho trovati a poche centinaia di metri da casa nostra, all’altezza della famosa pasticceria Mazzari. Non sapevo come se la fossero cavata fino ad ora, così ho lanciato ad Arianna la balestra con le frecce, a Mirko la pistola ed io mi sono tenuta la fidata sparachiodi. Abbiamo fatto fuori quel gruppetto di zombie in pochi minuti e senza riportare danni, i ragazzi si muovevano come se fossero sempre stati abituati ad uccidere, a trucidare.. Mi hanno lasciata senza parole, ma sapevo che erano dei cazzuti.

Siamo corsi verso casa e li ci siamo fermati e ho potuto osservarli.

Mirko, gli occhi azzurri, gli sono rimasti, lo sguardo triste però, non più vivace e peperino. Le sue fattezze erano da uomo, non più da adolescente, era il maggiore, ha dovuto prendersi carico dei sua sorella e di sua mamma. Arianna aveva perso i modi di fare da bambina, i suoi occhi non esprimevano più l’innocenza di prima, aveva fatto cose che una quindicenne non avrebbe mai dovuto fare e vedere.

Li ho visti grandi, cresciuti, con loro adesso si poteva avere un confronto che prima non c’era.

Mi si stringe il cuore guardandoli, perché avrebbero dovuto vivere la loro adolescenza in modo diverso, normale.. Che poi parlo io di normalità? Che cos’è la normalità? Bah..

Comunque in queste circostanze ho dei fratelli fighi, grandiosi e spaccaculi.

Tornati a casa ho capito che non eravamo solo noi tre, c’era un’altra persona: Consuelo!! Ahahah! Cons, grande Cons è sopravvissuta!

L’avevano trovata su per i monti, lei era scappata con Simone, suo moroso.. Solo che si erano persi di vista e non si sono più trovati, un’attacco improvviso, si sono divisi e ciao, più visti..

Mirko e Arianna l’hanno trovata e lei ha deciso di tornare a casa, ha capito che eravamo organizzati.. Adesso dobbiamo decidere cosa fare: posto ne avevamo, cibo abbastanza, dovevamo escogitare un piano, solo un piano..

Abbiamo bisogno di qualcosa di esplosivo, catastrofico. Consuelo, ha la mia stessa idea, questa è una vita di merda, ma anche lei ha una missione prima di andare al creatore, trovare Simo e vederlo almeno l’ultima volta…

Mi ha detto che mentre venivano qui ha sentito parlare di un gruppo di rifugiati che si erano nascosti non lontano da qui, troppo vicini, a Torre, ovvero nel quartiere limitrofo al mio. Ma perché io non ne so nulla? Ah si forse perché la mia esistenza è stata solitaria fino a qualche ora fa.

Ormai è sera. Non si esce neanche in punto di morte (.. no dai forse quello si!) nei prossimi giorni avremo qualcosa da fare..

I ragazzi mi hanno portato anche la brutta notizia è che se ne è andata, lei così forte, non è riuscita a sopravvivere.. Mamma è morta, non per un maledetto zombie, ma perché ha preso un cazzo di virus che non è riuscita a sconfiggere, siamo rimasti solo noi tre più la Consuelo.

Mi sento una merda, adesso la MISSIONE della Cons è diventata anche la NOSTRA missione, ma la MIA? Il mio progetto di vita (o di non vita) che fine ha fatto? Non so se me la sento di portare Mirko e Arianna alla morte…….. o forse devo?

………

Ciao Stronzi.

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