Buon Natale, scusate il ritardo

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24 gennaio 2013 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Guly]

Fu durante i preparativi per cio’ che resta del natale, del resto dobbiamo sfruttare ogni occasione per far festa in questa situazione, che ci si presentarono. Il rumore lo si senti’ probabilmente a chilometri di distanza, la scena che evoco’ fu quella della Cavalleria dell’Aria e la Cavalcata delle Walkirie in Apocalypse Now.

Piu’ numerosi e piu’ armati ma non certo piu’ nutriti si avvicinarono dopo aver fatto fischiare i cannoni distruggendo, immaginiamo per caso o per errore, parte della recinzione fortificata. Difficile rispondere al fuoco, forse piu’ improbabile, ma nessuno lo disse ad alta voce e fu cio’ che accadde. Un sol colpo rimasto nell’RPG, mitragliatori pesanti, qualche mina sarebbero bastati e non c’era alcuna alternativa. Fu cosi’ che i colpi diventarono piu’ precisi spostandosi dalla recinzione al garage per poi salire al piano piu’ alto della casa dove alcuni di noi erano appostati. Non c’e’ tempo per pensare quando c’e’ piu’ piombo che ossigeno nell’aria ed e’ stato meglio cosi’ perche’ vedendo in lontananza un carro pieno di donne qualcuno avrebbe potuto decidere di passare di la’. Abbandonata la casa due di noi hanno cercato di aggirare quelli che ci si sono presentati come i liberatori passando per il fossato, non abbiamo avuto cenno da loro per quelle che ci sono sembrate ore, mentre gli altri tre rimasti hanno cercato di non dare indicazioni sulla propria posizione.

Problema: nei film si vede l’aggressore aspettare ed apre un dialogo per poi tradire le promesse, nella realta’ pare che trovata una breccia nella recinzione entri e dichiari suo il terreno. E non esiste notte che ti aiuti quando hai costruito una struttura com’era la nostra, illuminata a giorno ci fosse stata la necessita’ ed a prova di qualsiasi invasione di Ex-Umano ma non di colpi di cannone seppur leggero. Bisognava agire subito, prima che avessero rimesso in funzione le parti di difesa distrutte dai loro stessi colpi e rovinassero mesi di lavoro. Prima che di fatto spegnessero i motori del mezzo di trasporto armato di quello che sembrava un M20 e dei due fuoristrada, equipaggiati probabilmente con un M18 ognuno, in modo che gli altri mezzi battessero in ritirata. O almeno, e’ quello che speravamo.

Abbiamo perso due dei cinque uomini in questo tentativo, il primo era ancora vivo quando il blindato si trasformo’ in cometa e i quattro sul fuoristrada subito accanto, immagino accecati dalla bellezza dello spettacolo, rimasero folgorati dalle lamiere che colpirono anche il secondo quasi amputandogli un braccio. Forse l’adrenalina, forse la consapevolezza che era l’unica cosa sensata da fare, forse la curiosita’ di togliere la vita ad un umano dopo tanti ex lo spinsero a salire sulla torretta e caricare il cannone. Il tutto si svolse in un attimo. I colpi delle armi leggere lo misero in ginocchio, sapevano che la distanza era troppo stretta per usare il cannone e non lo usarono, mentre lui carico’ e sparo’. Salto’ in aria il secondo fuoristrada e salto’ in aria il primo di conseguenza.

La rapidita’ dell’azione non mi permise di entrare in scena se non pochi secondi dopo, raccolsi l’RPG e puntai al terzo fuoristrada. Poi attesi un nuvolo di zanzare di piombo, che non arrivo’ Il tutto si svolse in poco piu’ di 15 minuti, dal primo colpo alla resa incondizionata dei passeggeri del quarto fuoristrada che in effetti ebbero difficolta’ ad esprimersi diversamente dopo che quei due stronzi imboscati nel fossato, con molta gentilezza, chiesero loro di deporre armi e calotta cranica.

L’autista e la “guardia” del carro contenente cibo e donne hanno fatto la scelta migliore e si sono incamminati a piedi, nudi, verso il centro della citta’. A volte dispiace di aver fatto piazza pulita di Ex-Umani qui intorno ma sono sicuro qualcosa sia rimasto per loro. Quattro donne, non vogliamo nemmeno pensare cosa possano aver passato, di cui una con un figlio di pochi anni ed una ricercatrice biologa. Scorte di cibo in scatola per almeno sei mesi che ci daranno modo di far fronte alla magrezza dovuta al raccolto distrutto. Armi, principalmente leggere a questo punto, ma proveremo a risistemare almeno uno dei cannoni. E tre dei nostri morti, due umani ed un cane.

L’addestramento e’ stato duro ma e’ evidentemente servito. Solo ora riusciamo a metterci in contatto poiche’ la priorita’ e’ stata ricostruire in primis la recinzione fortificata poi il garage. Fortunatamente la stalla non ha subito alcun danno, nonostante fosse proprio dietro al garage un miracolo di balistica l’ha salvata. Le vacche non sono per niente contente ma si tranquillizzeranno; le galline, beate loro, non ci hanno capito niente ed hanno ripreso a beccare qui e la’ in poche ore. Piangeremo i caduti in un altro momento, abbiamo trovato una radio ad onde medie ed e’ necessario far pulizia in tutta la provincia. Non ci fidavamo degli umani nemmeno prima, ora per noi sono solo bersagli mobili. Ad eccezione di un medico o veterinario, gli altri hanno il valore delle paperelle al tiro a segno del luna park.

Aspettateci, stiamo arrivando a farvi gli auguri di natale. Solo un po’ in ritardo.

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