Diario di guerra n. 8

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18 dicembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Nicola Furia]

 

RELAZIONE del Tenente Colonnello dei Carabinieri Nicola Furia del Comando Provinciale di Rieti (Lazio).

Dicembre 2013

Ma, poi, voi rimpiangete veramente il passato?

Sentite veramente la mancanza della società nella quale vivevate prima dell’olocausto?

Vi manca così tanto il potere opulento, ipocrita, inamovibile ed iniquo che i nostri governanti esercitavano per regolare la nostra vita nella collettività?

Soffrite per l’assenza di quelle regole che proteggevano solo i potenti ed i corruttori?

Vi manca sul serio la moralità dei preti pedofili, la saccenza degli intellettuali prezzolati, il finto buonismo degli opinionisti benpensanti, le gesta eroiche dei concorrenti del “grande fratello”?

A me no! …Assolutamente no!

Anzi, ritengo che questa invasioni di zombi è una dirompente opportunità per il genere umano. E’ come il diluvio universale. Ha spazzato via in un colpo tutta la merda che ci sommergeva.

E noi, nelle nostre Arche di Noè, siamo gli eletti. Coloro che faranno nascere un nuovo mondo.

L’invasione dei morti viventi è stata una RIVOLUZIONE assoluta e perfetta.

Oggi paradossalmente viviamo, finalmente, in una società giusta.

Non sono i corrotti o i corruttori che sopravvivono, e neanche i raccomandati o i leccaculo.

Sopravvivono solo i più bravi.

Questa è la vera meritocrazia! Cazzo!

Quanti anni della mia vita passata avevo sprecato ad indagare su mafiosi, trafficanti di droga, politici corrotti.

Quante ore passate con le cuffie incollate alle orecchie per intercettarli, quante ore trascorse con il culo attaccato sul sedile della macchina, in appostamento, per attendere che commettessero un passo falso.

A che era servito tutto ciò?

A un cazzo di niente!

C’era sempre l’avvocato strapagato che riusciva a trovare il cavillo per scarcerali. C’era sempre il magistrato arrogante e nullafacente che faceva scadere i termini e mandava a puttane il processo.

E me li ritrovavo nuovamente liberi, più forti e pericolosi di prima.

Avevo passato più tempo e più notti insonni io per indagarli che loro in galera.

Le legge uguale per tutti? Che cazzata!

La legge si applicava solo per i comuni cittadini, per gli “amici” si interpretava.

Quella degli zombi è la vera giustizia!

Quando uno zombi mette all’angolo la sua vittima non gliene frega un cazzo di chi sia. Può essere un onorevole, può essere un banchiere, può essere un generale… non cambia nulla! Gli strappa le palle e se le mangia, perché per lui non ci sono gli intoccabili, tutti gli uomini sono uguali davanti alla …fame.

Non notate la sublime “perfezione” in tutto ciò?

– “Colonnello, lei ha svolto un egregio lavoro” – mi disse 2 anni fa il Generale Pisano dopo avermi fatto accomodare nel suo lussuoso ufficio del Comando Generale di Roma – “un lavoro eccellente, mi compiaccio”.

Quella premessa non mi piaceva per nulla. Da tempo avevo imparato a diffidare dei superiori che si complimentavano.

All’epoca comandavo un Reparto Operativo e svolgevo indagini in Basilicata. Se Cristo si era fermato ad Eboli, a me mi avevano spedito oltre confine, nel profondo sud, e da 4 anni indagavo sulla mafia lucana. Traffici di armi con la Puglia, traffici di droga con la Calabria, connessioni con la camorra…ma finalmente le indagini avevano imboccato la pista giusta. Stavamo facendo luce sulle connivenze tra il potere istituzionale e la criminalità organizzata.

Un gruppo intraprendente di mafiosi del Metapontino aveva allestito un giro di prostituzione, arruolando nelle loro scuderie anche delle ragazze minorenni, attratte da facili guadagni e da pippate gratuite di bamba di ottima qualità.

Orge e coca-party ai quali partecipavano anche consiglieri regionali, avvocati di grido e fior di magistrati della Procura di Matera, che divenivano, così, facili prede della mafia, ricattabili in ogni momento.

Una giovane ragazza, che era stata coinvolta nei festini, si era pentita di tutto quello squallore e, convinta dal fidanzato, stava collaborando con noi. Segretamente ci aveva indicato la villa dove avvenivano gli incontri hard con i vip e, conseguentemente, micro-telecamere e micro-spie, abilmente occultate, registravano sia le sniffate di coca, sia le loro deludenti performance sessuali.

Stavamo per chiudere il cerchio quando all’improvviso arrivò quella urgente convocazione a Roma.

  • Colonnello, lei ha svolto un egregio lavoro” – mi disse il Generale Pisano sprofondato nella sua poltrona, avvolto dal fumo della pipa – “ma ora il dovere la chiama da un’altra parte” – concluse evitando di guardarmi negli occhi.

  • Come da un’altra parte? Lei lo sa che le indagini in Basilicata sono giunte ad un punto delicato. Non posso mollare ora!” – tentai di protestare.

  • Ma lo so, lo so, Colonnello, e infatti le indagini non si fermeranno. Chi la sostituirà le proseguirà con la stessa solerzia” – rispose placidamente il Generale, facendo finta di leggere un dispaccio.

  • Non mi sembra giusto, signor Generale. Anzi, se devo essere sincero, questo mio trasferimento improvviso mi lascia molto perplesso”.

  • Lei non è pagato per essere perplesso, ma solo per eseguire gli ordini. Suvvia, lo sa, siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile”.

  • Si, ma qualcuno non serve a un cazzo” – dissi tra i denti. La rabbia si stava impossessando di me. Quella rabbia che malgrado gli anni passati nella struttura militare, trascorsi obbedendo agli ordini senza discutere, non ero mai riuscito a sopire. Quella rabbia che aveva mandato a puttane la mia carriera.

  • Lei la prossima settimana prenderà servizio a Rieti” – mi comunicò con un sorriso ironico l’Ufficiale Superiore.

  • A Rieti?…e che vado a fare in quel centro dove non succede un cazzo di niente?” – ormai ero un fiume in piena che stava esondando – “Generale, sia onesto con se stesso almeno una volta nella sua vita, e lo dica chiaramente: mi state trasferendo perché volete insabbiare le indagini. Mi state trasferendo dove non posso fare danni!”

  • Colonnello Furia, farò finta di non aver sentito. Si accomodi pure fuori dal mio ufficio e vada a farsi i bagagli. Non ho altro da dirle” – concluse il Generale senza mai guardarmi negli occhi.

E fu così che l’apocalisse mi trovò a Rieti.

In Basilicata le intercettazioni si chiusero immediatamente. Chi mi sostituì consegnò rapidamente i nastri delle registrazioni, quelle poche che avevamo fatto in tempo ad effettuare all’interno della villa degli orrori, ponendole al vaglio della magistratura. E la magistratura le vagliò rapidamente deliberando che… nessun reato si intravedeva nel contenuto delle registrazioni.

Si, c’erano dei personaggi pubblici che facevano delle orge, ma, vivaddio, fare orge non è un reato.

Si, c’erano dei personaggi pubblici che consumavano droga, ma, vivaddio, far uso di droga non è un reato, ma solo una violazione amministrativa.

Vivaddio!

Qualche tempo dopo la giovane ragazza che aveva iniziato a collaborare con noi fu trovata morta, all’interno di una vasca da bagno, insieme al fidanzato.

Causa ufficiale della morte: una scarica elettrica partita da un caldo bagno.

Vivaddio!

Spero che a Roma gli zombi abbiano banchettato con il grasso e flaccido corpo del generale Pisano, che gli abbiano fracassato la scatola cranica e che si siano divorati quel cervello di merda!

Nutrire i morti viventi sarebbe stato, per il generale, l’unico atto utile della sua vita.

No, amici in ascolto, non sento per nulla la mancanza della società nella quale sono vissuto fino al giorno del giudizio.

E farò di tutto perché non rinasca mai più.

E’ questo il mio grandioso progetto. E quello che sto facendo qui è solo l’inizio.

RESOCONTO DELLE ATTIVITA’ PREDISPOSTE AL DIFFONDERSI DEL CONTAGIO

da Ottobre 2012 ad oggi

C’è voluto un mese per alzare quel cazzo di muro…ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Poi c’è voluto un altro mese per bonificare tutta l’area circondata dalle mura…casa per casa, edificio per edificio, strada, per strada.

E, infine, un ultimo mese per rastrellare palmo a palmo tutta l’area boschiva.

Oggi, però, siamo una comunità che conta 8.120 anime!!!
8.120 persone, protette dal Muro.
8.120 persone che possono muoversi liberamente all’interno di quella che tutti ormai chiamano L’OASI.

Sui bastioni del Muro, che circonda e protegge l’OASI, guardiamo il mondo invaso dalla morte che cammina, e ci sentiamo finalmente al sicuro.

Ogni tanto bussano, alle porte dei bastioni, gruppi di sopravvissuti che arrivano da sempre più lontano e che hanno attraversato l’inferno in lungo e in largo.
Nei loro corpi e nelle loro menti sono incise, in maniera indelebile, le storie raccapriccianti della loro odissea.

L’uomo deve riappropriarsi del pianeta, riconquistandolo zolla per zolla.
Noi ce l’abbiamo fatta, abbiamo iniziato la riconquista del mondo.


Certo, ci siamo riusciti perché quando il mondo è collassato ci trovavamo una piccola città di provincia.

E, grazie al generale Pisano, io mi trovavo lì.
In una grande città non avremmo avuto scampo.

Eravamo in 92 quando abbiamo iniziato, circa un anno fa, la nostra guerra contro gli zombi.
Di quei 92 CC…siamo rimasti in 10.

Ma nel contempo abbiamo arruolato i sopravvissuti che abbiamo salvato e siamo diventati un esercito. Un esercito inarrestabile, armato fino ai denti.

Aver creato l’OASI non è la fine del mio progetto, ma solo l’inizio.

Tra breve inizieremo a marciare alla conquista della terra.

Creeremo OASI in tutta la provincia Reatina, arruoleremo i sopravvissuti, li armeremo e li addestreremo. Diventeremo sempre di più e ci spingeremo lentamente, ma inesorabilmente, verso la Capitale.

E dopo aver conquistato Roma ci divideremo in due Corpi d’Armata.

Uno punterà al Nord e uno al Sud.

La rinascita è iniziata! Noi siamo il futuro!

Chi di voi, sopravvissuti in ascolto, ha finora letto le mie relazioni e vuole unirsi alla missione ci raggiunga. Sapete dove stiamo e cosa vogliamo fare.

Se, invece, non condividete il progetto, o se state lì, rintanati, a rimpiangere quello che avete perso… rimate lì, nascosti e perdenti.

Si… ho letto in questo blog di presunti “untori”, di mostri creati artificialmente, di strani esperimenti genetici.

Non so se ciò sia vero, o se, malgrado l’apocalisse, qualche buontempone trova il tempo e la voglia di cazzeggiare.

Sinceramente me ne fotto!

Se veramente esistete, anche voi sapete dove siamo. Vi aspettiamo con il colpo in canna, con i bazooka carichi, e anche con i cingolati ed i carri armati che abbiamo trovato all’interno della Caserma dell’Esercito di Rieti.

In caso contrario verrò a cercarvi io, e vi stanerò.

Vi arriverò addosso con tutta la mia potenza di fuoco,

con tutto il mio esercito,

con tutta la mia rabbia,

.con tutta la mia follia!

.e non avrò pietà!

continua….

cazzo se continua.

9 thoughts on “Diario di guerra n. 8

  1. Ivan zamorano scrive:

    Caro comandante, quanta ragione hai, quanto tempo sottratto alle famiglie, quanti Natali, Capodanni, Pasque passate al lavoro x nulla. Purtroppo la giustizia non è uguale x tutti! Ma questa dell’apocalisse non è giustizia, infatti, la giustizia persegue gli ingiusti, quanti innocenti sono caduti sotto i denti dei puzzoni? Poi in coscienza mi sento di dirti, fermati un attimo e rifletti per questa tua lucida follia, altrimenti invece di una statua avrai un plotone d’esecuzione e i libri di storia non ti ricorderanno come il Salvatore, ma alla stregua di Vlad Tapes, come il massacratore che ha giustiziato un carabiniere colpevole di un atto d’amore, far entrare la sua amata di nascosto in caserma.

    • Nicola Furia scrive:

      Ivan… le tue parole riscaldano il mio cuore e acquietano la mia esaltazione.
      Dici che anche tanti innocenti sono morti per colpa degli zombi?…è vero.
      Ma nella vita pre apocalittica, quanti innocenti sono finiti nelle maglie della mala giustizia…quanti di noi sono stati ingiustamente processati solo per aver fatto il loro dovere?
      Io lo so che non sono un “Salvatore”…sono solo un pazzo con grandiosi progetti…ma quanti pazzi sono ricordati dalla storia come grandi condottieri?
      Lo so… ho commesso enormi atrocità…e ogni notte sono perseguitato dai fantasmi.
      Ma tutto quello che ho fatto andava fatto.
      Solo così sono riuscito a mantenere l’ordine, solo così i miei ordini sono stati eseguiti…anche quelli più estremi.
      Quel giovane Carabinere è morto perchè colpevole di un atto d’amore…è vero.
      Ma se non l’avessi punito, chiunque si sarebbe sentito in diritto di far entrare senza controllo sopravvissuti nella base…e in breve i morti viventi ci avrebbero invaso.
      Non mi perdonerò mai per quello che ho fatto… ma andava fatto.
      Sopporterò il rimorso,,,ed i fantasmi.

  2. psyco oplontis scrive:

    non concordo con te, Ivan, anche se comprendo la tua buona fede … il colonnello non ha bisogni di avvocati ( anzi li schifa) ma io che lo sono non posso esimermi dall’esserlo ( come si può negare se stessi?) ritengo che abbia pienamente ragione.
    L’ingiustizia è le disparità di trattamento rispetto a fattori uguali solo perchè qualcuno è figlio di, amico di, parente di o ha più soldi di…ma se tutti, rispetto ad un evento, siamo uguali nel senso che abbiamo le stesse possibilità è potenzialità… allora GIUSTIZIA E’ FATTA! E gli innocenti vengono uccisi ogni giorno in nome di una giustizia ingiusta… e questo lo sai bene anche tu!

  3. Ivan zamorano scrive:

    Verissimo egregio Avvocato, ma tu mi insegni che la legge è di carattere generale, ma poi bisogna contestualizzarla. Se noi uomini di legge, perché nonostante tutto questa merda reale e letteraria credo ancora e mi sento uomo della e nella legge, non la mettiamo in pratica cosa ci rende diversi dagli zombi o dai predoni? Ho detto al comandante in una delle nostre confidenze, che bisogna essere spietati, duri, ma anche misericordiosi.
    Per gli innocenti della mala giustizia, purtroppo io non posso farci nulla, non sono sulla mia coscienza ed è per questo che non vorrò averli dopo. Vlad Tapes ha salvato il mondo occidentale dall’occupazione e dallo sterminio degli ottomani; lo ha fatto con durezza, e come lo ricordiamo? Come l’impalatore, come Dracula. Il comandante non è un pazzo esaltato, ma un comandante che fa scelte, che prende decisioni, ciò che tanti non fanno! Ed io non voglio che venga ricordato come un impalatore, ma che abbia il giusto se è quando tutto questa sarà finito.

  4. psyco oplontis scrive:

    IVAN, grazie per l'”egregio” ( un pò a presa per culo) ma non mi offendo, anzi, se mi conoscessi sapresti che tutto sono fuorchè uno di quegli avvocati che si considerano “egregi”…
    sono semplicemente una “folle” che facendo un lavoro dove altri si arricchiscono, più o meno lecitamente, continua a farlo perchè crede nella giustizia e nel valore della giustizia.
    Solo questo continua a darmi la forza di fare quello che faccio, credimi.
    Detto ciò, chi comanda spesso deve prendere decisioni impopolari, proprio per dimostrare la sua imparzialità.
    Ne sarei capace?
    Non credo, sono troppo sentimentale ed istintiva e per questo forse ho scelto un lavoro dove non devo eseguire gli ordini di altri, ma posso dire e fare quello che cazzo voglio…
    pagandone poi le inevitabili conseguenze!
    Io sono e mi sento padrona di me e la mia libertà finisce solo e soltanto dove inizia quella degli altri e non dove qualcun altro, magari un superiore coglione, mi dice che è finita.
    Non so come proseguirà la storia di Nicola Furia ( e non menziono i gradi perchè in questa storia alla fine lui è un uomo libero che si è sobbarcato della responsabilità di salvare altra gente!), ma penso che farà le scelte giuste e sarà ricordato come merita di esserlo ( visto che ha sacrificato per il bene degli altri ciò che aveva di più caro!)!
    Almeno lo spero…
    In ogni caso avrà guadagnato la stima ed il rispetto di tanti, compresa la tua e, per come la penso io, anche la stima ed il rispetto di pochi, quando è sincera e disinteressata, vale MOLTO di più di tanti encomi!
    La storia, mio caro, la scrivono i vincitori… e non sempre vincono i migliori o chi se lo merita …. ecco perchè è sempre poco attendibile e veritiera!

    • Ivan zamorano scrive:

      Se mai ne avrò bisogno ti assumerò :-) hai fatto bene a non prendertela perché ho usato un termine molto formale visto che non ti conoscevo. Certo se uso il termine “magnifica dottoressa” o ” dottoressa magistrale” o ” principessa del foro” il naso dovrebbe pruderti perché la presa per il culo è garantita :-).
      Detto questo tifo per il comandante e se riesco arrivo fino a Rieti e mi unisco a lui….

  5. psyco oplontis scrive:

    Ok. Ivan, mi presento : piacere, Licia!
    Ora che ci conosciamo… falla finita con gli epiteti “formali” ! ahahahahah
    P.S. buon viaggio!

  6. alessandro scrive:

    viva la meritocrazia

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