La follia del dio senza freni

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5 dicembre 2012 di thesurvivaldiaries

Ricordo quando i miei si sono separati e da lì è cominciata la lenta discesa negli inferi della confusione psicologica. Ricordo la sensazione di galleggiamento, scaturita dalla mancanza di una base, una sicurezza, dove poggiare i piedi. L’adolescenza mi impediva di contro-reagire alla perdita, di accettare, vomitare il lutto e proseguire senza danni. Ricordo la visione dei muri che crollavano, delle mani che scivolavano su braccia che scappavano, l’impossibilità di ristabilire un ordine che mi era stato presentato come realtà. Sono ricordi e dolori lontani, che mi hanno cambiata e forgiata per sempre. Solo in quel modo ho intuito che la vita è una fenice, che brucia e rinasce, all’infinito. I flash-back mi rincorrono famelici, in un loop di degenerazione. E io, ora, sento di nuovo quella sensazione di galleggiamento universale, trasportata da una corrente spaziale completamente incontrollabile.

Charlie se n’è andato.

Dopo il messaggio sul blog di Area, qui è successo il finimondo. Sei stata brava, hai raggiunto il tuo scopo. Tuttavia, in questo modo, la mia vendetta su di te sarà ancora più prelibata. Culinariamente parlando, la salsiccia che volerti farti con le mie chiappe è fast food, in confronto al delicato filetto con patate che fagociterò, una volta che ti avrò macellata.

Charlie è partito con i cani. La sua casa, la nostra casa, è in mezzo ad un bosco, nascosta dai rami caduti e dalle foglie sul portico, che non spazziamo mai. Charlie tiene una riserva di cani di taglia piccola. Li ha addestrati al combattimento, rendendoli quasi letali. Li teneva nel cortile dietro casa, protetti da un robusto recinto di filo spinato, controllato elettronicamente. Se da fuori la nostra casa sembra un rudere abbandonato, da dentro assomiglia alla navicella di Navigator. Una serie di pulsanti colorati, lucine, monitor, congegni di localizzazione e, in cantina, un piccolo laboratorio chimico. Le pareti sono rinforzate internamente con assi di ferro pieno, tenute assieme da una struttura ultra-bullonata. La fortezza fantasma.

Charlie se n’è andato. E prima di farlo si è sparato una pappetta unta e trasparente dritta sul cuore. L’ho spiato, nascosta tra le coperte, alle prime luci dell’alba. Ho visto i suoi occhi sbattere troppo velocemente e ogni muscolo del suo corpo contorcersi per qualche minuscolo istante di surrealismo fisico.

L’ho visto farsi un piccolo zaino, e schiacciare qualche bottone, prima di avvicinarsi alla porta.

 “Dove stai andando?” ho chiesto, uscendo  con la testa dalle coperte.

“Rileggi quello che ha scritto il tuo amico Pekka, lì tu e i tuoi amici avrete le risposte che cercate.”

“Blanka?”

“Blanka, Area. Loro non si fanno problemi. Il desiderio di onnipotenza si è esteso ben oltre il loro compito, la sostanza che prendono li rende divinità, sebbene a breve termine. La follia del dio senza freni.”

“Charlie, non capisco. Cazzo. Stai andando da Area?”. Di nuovo nessuna risposta.

“Abbiamo sperimentato per anni, senza alcun vincolo morale. Cercavamo la vita e abbiamo portato la morte.”

Ho sbuffato forte. Ho sbuffato come sbuffo ogni volta che inizia a parlare come un maledetto predicatore voodoo.

Poi me lo disse. Si voltò lentamente verso di me, lasciando la testa bassa. I suoi muscoli smisero di pulsare. Lo vidi deglutire più volte.

“Sai, quello che dicevano i giornali era vero.”

“I giornali ne dissero di tutti i colori.”

“Sostanze antiche, messe nelle mani delle persone sbagliate. Persone senza morale, sopraffatte dalla fame di conoscenza degli antichi rituali. Mai, mai scavare così a fondo. Mai lasciare all’uomo ciò che appartiene al divino.”

Detto questo ha afferrato il pomello della porta ed è uscito, sbattendola violentemente. Due libri e una tazza son caduti a terra. L’ho sentito prendere i cani, legarli attorno a sé come fa sempre, creando uno scudo di denti. I suoi passi si sono allontanati e poi svaniti.

E io son rimasta qui, da sola, nella mia piccola grande fortezza non-sense. Charlie non è stato utile nemmeno stavolta, ma a una cosa ci sono arrivata. La pandemia è stata evidentemente scaturita da una o più droghe lasciate alla massa.

Alla tv, sulla stampa, via radio, ne abbiamo sentite davvero di tutti i colori. Nelle prime settimane di contagio massiccio ero convinta che gli alieni fossero finalmente venuti a depurarci tutti. Il grande morbo dell’universo. Ma questa era solo una proiezione decisamente arrogante e egocentrica di come potevano essere andate le cose. E invece alla fine ci siamo fottuti da soli. Con una ”sostanza antica”.

Sinceramente non credo che qui c’entri molto il divino, Charlie prende sempre una piega sciamanica quando si mette a delirare. E ora mi ha lasciata sola, in un posto che neanche conosco esattamente. Ho una casa che mi protegge, ma mi sento comunque galleggiare.

Ora mi faccio una cioccolata calda e passerò il tempo. Magari leggo uno dei suoi libri, anche se ci ho già provato e sono troppo difficili. Stupida filosofia.

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