Ridere

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4 dicembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Maynard]

Carissimo Blog
E’ la prima volta che ti scrivo, e probabilmente sarà anche l’ultima.
Come questo sia rimasto uno dei pochissimi rifugi rimasti a disposizione non riesco a spiegarmelo, ma negli ultimi tempi mi riesce sempre più difficile rimanere sorpreso di qualcosa.
E’ da un po’ che leggo gli interventi, è impressionante come una valanga di pura merda possa essere interpretata in tante maniere così diverse. Ognuno con la sua testa, le sue storie. Storie che mi ricollegano finalmente a una realtà che avevo completamente perso di vista da qua dentro.

Ormai è pronta, settimane di lavoro per arrivare a questo.
Le ultime ore di Macomer, Sardegna.
Consegnerò il mio personale regalo a questo paesino di merda e poi potrò finalmente andarmene. E’ inverno, viaggiare sarebbe da considerarsi un’idea stupida ma ormai i medicinali sono finiti, e personalmente dopo tutti questi mesi chiuso in casa mi è venuta voglia di fare il mondo. Perfino così com’è adesso.
Il palco è allestito, ho collegato un’intero magazzino di grosse casse acustiche, tiro su il fader del volume e posso sentire l’elettricità del gruppo elettrogeno, il lieve fruscio che fuoriesce dai coni. L’insieme è maestoso, farà un casino tremendo, abbastanza da attirare ogni figlio di puttana vivo o morto nel raggio di chilometri. Parecchi chilometri. E’ bello essere soli e permettersi certe follie, non tutti avrebbero giudicato saggio uno spreco di risorse simile. Sento una nausea incredibile, vorrei accendermi una canna per calmarla ma non posso ora, non è decisamente il caso. Devo tenermi gli effetti della chemio così come sono, cercare di rimanere lucido.
La chemio è l’unica cosa che mi tiene vivo, dovrei ritenermi fortunato ad essere entrato in questo mondo con le medicine già a disposizione. Sembra tenga a bada il piccolo morso sul dito, mi sarei già dovuto trasformare, ma sono ancora qua. Un cancro a 22 anni si è trasformato all’improvviso in una grande occasione. Come tutto il resto qua, è una cosa assurda.
Premo play e parte l’unico Cd a disposizione, Lateralus dei Tool, le tematiche sono particolarmente adatte ad accompangare dall’altra parte i miei cari compaesani.
Controllo l’ennesima volta la disposizione delle taniche e della benzina. Gli alberi secchi e morti di questi giorni renderanno questo posto un vero inferno.
The Grudge è appena finita quando vedo i primi. Comincio a recarmi alla mia posizione, nascondendomi di albero in albero attento a non farmi vedere. Esco fuori dal parco, posso vedere distintamente il palco e lo spazio davanti che veniva rapidamente riempita.
Puoi capire tante cose di uno zombi solo guardandolo. La grande maggioranza è quella marcia, quelli che sono stati i primi ad andarsene, quando è successo il casino. Poche ferite di morsi, il corpo malandato dalla decomposizione, che comunque sembra essere decisamente più lenta di quella che dovrebbe. Questi bastardi dovrebbero essere solo ossa ormai, ma niente.
Quelli che invece erano riusciti a sopravvivere più a lungo invece…
Immaginate di essere un morto affamato, il cui unico scopo è NUTRIRSI. Immaginate di vedere della carne succosa, fresca, per la prima volta in 3, 4 mesi, dopo quegli incredibili giorni di saldi sulla carne quando nessuno sembrava capire che cazzo stesse succedendo…
Pensate vi fermereste al primo mostro?

Sono praticamente solo ossa, con poche grottesche parti integre sparse a caso che si sono salvate con la trasformazione.
Contare le ora ossa ti fa capire da quanto sono così. Come gli anelli degli alberi al contrario.
NATURA MORTA.
Parabol è quasi finita ormai. E’ il momento. Ricordatevi che il dolore è un’illusione.
Ho irrorato ogni parte strategica del parco con decine di litri di benzina, accendo il più vicino. E la canna.
Le fiamme divampano subito, iniziano a diffondersi con una rapidità che non mi sarei immaginato. Corro via il più velocemente possibile e non posso fare a meno di sghignazzare. Oggi ho fatto il Dj, il piromane e lo stragista, è una vita veramente piena di possibilità.

Obiettivi per il futuro: scappare il più lontano possibile finchè non troverò veramente un posto dove varrebbe la pena vivere.
Imparare a scrivere gli avvenimenti al passato.
Ricostruire il mondo con la canapa.

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