To be or not to be

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3 dicembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Enzo]

Salve a tutti. Oddio, non ci credo, allora c’è altro al di fuori di tutta questa merda, siamo in tanti, il mondo non è completamente andato? Gesù. Vorrei dire di essere contento, e forse in parte lo sono. In realtà vi ho scoperti qualche giorno fa, ho continuato a leggere il vostro cazzo di blog ogni notte sperando di avere il coraggio di prendere una decisione, che di questi tempi dovrebbe essere semplice, eppure…

Mi chiamo Enzo, scrivo da Marano di Napoli, un paese… città, vabbè in provincia di Napoli.
A questo punto, lette tutte le varie esperienze, se fossi in voi non me ne sbatterei un cazzo di un povero coglione del sud che scrive da depresso, ma non ho forse anche io il diritto di farmi sentire? O forse solo le vostre storie sono interessanti?

“Oddio che nottata sono stato chiuso in un bagno tutta la notte con i morti che bussavano alle porte…” “Ho perso mia madre mio padre e mio fratello tutti insieme perchè siamo delle teste di cazzo…”. A me chi mi dice che tutte le vostre storie del cazzo sono vere eh? Fottuti bastardi.

Scusate, un piccolo sfogo, sono solo contento di poter parlare con altre persone, anche se in modo indiretto. È un anno ormai che questa merda va avanti, e io sono chiuso in questo “Bunker” che prima chiamavo condominio, a causa di un coglione che ha giocato troppi videogames e guardato troppi porno per potersi preoccupare di costruirsi una famiglia.

Una parola che quasi non ricordavo più: famiglia. Beh, dovete sapere adesso perché, cazzo! Lo voglio scrivere e rendere pubblico a tutti voi straccioni: io avevo una moglie e un figlio. Luca e Rita, gli unici due motivi per i quali, durante ogni singola notte da quando il mondo ha cominciato ad andare a puttane, ho guardato questa piccola fialetta di vetro rinunciando a berne il contenuto. Quei motivi adesso sono solo un braccio e una gamba in decomposizione nella vasca da bagno in casa, in compagnia di vermi, scarafaggi. Entrare lì dentro è come cadere in un fosso pieno di cadaveri… come quelli del medioevo, un trip di ganja con gocciole di lsd. Sì, sono un drogato e ne sono contento; ho creato dei biscotti ficcandoci dentro l’ lsd e li chiamo gli abbracci di Enzo.

La droga, è questo l’argomento principale di questa piccola nota del cazzo. Da che avevo la tenera eta’ di 15 anni ho sempre fatto uso di stupefacenti, ho sempre avuto una barca di soldi e li ho sempre spesi bene in ogni tipo di sostanza, alla faccia vostra. Nonostante tutto ho tirato su una famiglia ed avevo un lavoro invidiabile, preside di una scuola elementare. Ogni mattina mi alzavo alle sette, palpavo il culo a mia moglie, che per la cronaca era l’infermiera della scuola; mi lavavo, pettinavo il mio tre quarti di testa con capelli, mi facevo la quotidiana tirata di coca, mi sciacquavo la faccia e olè, pronto a posare il culo nel mio Land Rover nero cromato per raggiungere un ufficio dove la mia unica preoccupazione era spendere soldi che entravano da soli, farmi fare un pompino dalla segretaria e poi scoparmi mia moglie nella nursery. Dio, i bei tempi di una volta…

Ma ritorniamo al discorso principale: la droga. Un amico, tempo addietro, un camorrista (non so se ne avete mai sentito parlare) mi consegnò una fialetta con dentro un liquido trasparente. Le sue parole furono “Compa’, si te pigl chest’ e ssient tutt quant dind’ a’ una botta” tradotto in italiano “Compare, se ti prendi questa, le senti tutte quante insieme”. Stupefatto e incuriosito, stavo quasi per farne un sorso subito, ma lui mi fermò: “Si’ o’ faje, li ha fa’ pecche’ t’e rutt o’ cazz e campa’” traduzione “se lo devi fare, è perchè ti sei rotto il cazzo di vivere”.

Lo presi in considerazione.

Ora sono qui, davanti al mio monitor lcd da trenta pollici a scrivere ad un mucchio di persone sconosciute, forse più inguaiate di me. Ma chi se ne fotte. Come vi ho anticipato, ho perso mia moglie e mio figlio, perchè ebbi la brillante idea di lasciare con loro il “Bunker”. Io potevo portarli lontano da quello schifo, io potevo far sì che vivessero in modo migliore, io…. Sono un emerito cazzone.

Neanche il tempo di mettere i piedi fuori dalle barricate che un gruppo affamato di quegli schifosi ci si è buttato addosso, con la bava alla bocca e qualche arto mancante, alcuni senza parti di faccia, la pelle cerulea e piena di lividi, ricoperti di sporcizia, grumi di sangue, pezzi di carne probabilmente umana. In un lasso di tempo talmente breve che le mie palpebre, chiudendosi in modalità di protezione, mi impedirono di osservare la scena.

Cazzo parlo come se avessi visto un film… Beh, l’ ultima cosa che ricordo era il volto di mia moglie nella bocca di uno di quegli abomini, il braccio che lentamente mi si sfilava dalle mani, e qualcuno che mi trascinava dentro contro la mia volontà ed infine il buio.

Qualche ora dopo mi svegliai con gli occhi ancora chiusi: il sangue, la sporcizia e le lacrime avevano fatto da collante. Davanti a me quel sapientone ricoperto di tatuaggi, manco fosse stato un carcerato, mi riempiva di schiaffi ed acqua per farmi riprendere. Cristo, se avessi avuto la forza gli avrei piantato una testata su quei cazzo di occhiali da coglionazzo.

Mi risvegliarono, mi alzai lentamente, un capogiro che ancora oggi non mi spiego: di fronte a me qualcosa come una decina di cadaveri ammassati e, tra quelli, un braccio di mia moglie, quello sinistro, dove la fede ancora splendeva lucida sul dito della sua piccola mano. E la gamba di mio figlio, quella con ancora attaccata la scarpa che gli comprai per il suo dodicesimo compleanno…

Il resto e facile da immaginare. E ora sono qui, davanti a questo monitor, dopo qualche giorno che finalmente tutto sembra essersi calmato, anche se la situazione qui giù e piuttosto precaria. La malavita controlla tutto.  Gli zombie, dal canto loro, continuano indisturbati a farsi strada tra le trincee di cassonetti della spazzatura. Ora sto guardando questa boccetta e non vedo il motivo per il quale non dovrei berla. Insomma, ho finito la mia scorta di droghe, e non ho materiale di scambio per procurarmene dell’altra, perchè sì, qui ancora tutto gira.
Non so cosa succederà nel momento in cui ingurgiterò questa sostanza, ma ormai non me ne fotte più un cazzo.

To be or not to be… alla salute.

One thought on “To be or not to be

  1. psyco oplontis scrive:

    benvenuto sopravvissuto dal profondo sud…bella la tua storia….

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