Ritorno alla vita

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28 novembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Claudia Frizzarin]

 

Pioggia incessante e freddo che penetra dentro le ossa, lo spettacolo che mi si prosepetta davanti non è dei migliori.

Mi sento decisamente meglio, fisicamente parlando. Psicologicamente sono ancora scossa.

Questa è la mia città, sono nata e cresciuta qui, non me ne vado, non posso. Anche se sono rimasta sola, voglio e devo ricrearmi una vita, un equilibrio, anche se precario.

Manca tutto, una nota di colore in questo paesaggio cupo è vedere altri umani, non sempre, qualche volta, che escono in cerca di viveri e beni. Dovremmo aggregarci, formare una comunità, perché in gruppo, forse, avremmo più possibilità di sopravvivere.

Siamo animali, l’ho detto anche in passato, siamo animali che brancolano nel buio di una società decaduta, scomparsa, morta. Eravamo messi male prima, figuriamoci ora.

Mi ricordo la profezia dei Maya: LA FINE DEL MONDO – 21 DICEMBRE 2012.

Ecco, la fine del mondo è arrivata prima, è ora. È l’apocalisse che stiamo vivendo.

Magari non era ciò che i Maya prevedevano, ma è ciò che viviamo.

La nostra realtà ora è formata da zombie claudicanti che saltano fuori all’improvviso, da uomini che fanno più paura degli zombie stessi, dai luoghi a noi cari distrutti, inesistenti.

A pensarci bene, ho più terrore degli altri uomini che degli zombie in sé, gli zombie sappiamo come ucciderli, ma il cervello e l’animo umano sono ancora un mistero, siamo degli esseri pericolosi, in preda ad una situazione irrazionale. Siamo psicologicamente instabili, quindi tutto e niente ci è permesso, non abbiamo regole, siamo in un far west, vince il più forte… Chissà se sono abbastanza forte da sopravvivere a tutto questo?

Squilla il telefono, un numero sconosciuto compare nel display dell’ Iphone, rispondo e sento una voce a me familiare, era mio fratello Mirko.

Loro erano scappati appena tutto era iniziato, io non ero con loro per cui ho perso le loro tracce. In questi mesi, ho sperato che fossero morti, non per cattiveria, ma perché preferivo pensarli morti, che zulu…

Mirko mi ha raccontato che si sono rifugiati a Roana, nella nostra roulotte, ma che stanno cercando un altro riparo, lui e gli altri miei fratelli stanno bene, anche mia mamma.. Mio padre è morto.

Hanno aspettato tanto a chiamarmi perché non avevano un telefono, poi ieri notte c’è stato un attacco da parte di alcuni zombie che hanno ucciso un altro gruppo che si era accampato vicino a loro, questo tizio, che ora non c’è più, aveva un cellulare e dato che era morto, hanno pensato di prenderselo e di usarlo. GRANDI!

Abbiamo concordato che quando avranno trovato una nuova sistemazione ci sentiremo e li raggiungerò.

Adesso so che devo essere forte per vederli, almeno l’ultima volta.

Prima che sparissero, io e Mirko abbiamo litigato, come spesso accade fra fratelli, sono volate parole grosse che non pensavo. Mi mancano!!

Aspettatemi!!

 

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