Non ragioniam di lor, ma guarda e passa

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27 novembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Felix]

Carissimi…
noto con piacere che il mio precedente post ha raccolto entusiastici consensi (mai letto tante variegate maniere di mandare affanculo qualcuno, anche in lingue straniere, tutti insieme!! Mi sento orgoglione di aver scatenato così tanta “vita”in rete) ed eccomi qui, come promesso, a raccontarvi cosa mi aspettava nei mesi seguenti alla mia ritirata nel cantiere.

Seguendo il lucidissimo ragionamento”nessun rumore,non farsi vedere, nascondersi se necessario” (traduzione onesta:la paura rende cauti a livelli di psicosi e non me la sentivo ancora di sfondare crani) raggiunsi il parcheggio del locale dove tutto era iniziato…

La stessa strada percorsa qualche notte prima in una corsa cieca a culo rotto ed in pochissimo tempo, mi impegnò per oltre due giorni per essere ripercorsa a ritroso… non era infatti passato molto dall’inizio del casino,e le strade brulicavano ancora di zombie, discretamente freschi, quindi abbastanza veloci (per i loro standard) ed ancora particolarmente reattivi.

Giunto a destinazione osservai che doveva essere stata una seratina caliente, a giudicare dai resti dell’incendio che aveva consumato il locale e buona parte dei fabbricati vicini… peccato,mi piaceva quel postaccio… e quella sera non ero neanche riuscito a finire il mio mojito.
(Nota Pubblicità progresso: Non bere se devi guidare….Se stai per morire bevi, chissenefotte)

Il parcheggio inoltre,recava i segni di una frizzante sagra della frattaglia mixata con un contest di “teste di cazzo spaventate al volante”… immaginate il puttanaio!
Ovviamente,come sospettavo, la mia auto era stata incidentata e resa inutilizzabile… (chissene,era assicurata…ma vaff…)

Ottima situazione.
…Emmòchecazzofaccio….

“Quando hai di fronte alternative inaccettabili, segui il tuo imperativo” Bella sta frase, no? Scommetto che un paio di voi sono già corsi a scriverla come stato su Facebook… tranquilli, lo feci anche io , prima dell’era dei mordaci.
Noi Italiani siamo figli della citazione.

Comunque, non ricordo dove avevo sentito sta fanfaronata, ma fondamentalmente fu quello che guidò le mie scelte ed azioni immediate e nei tempi seguenti.

Iniziarono infatti così i lunghi mesi per strada, nel pieno di uno degli inverni più freddi che si ricordassero … ma a voler esser pignoli, un inverno passato in strada, senza abiti adeguati, riparandosi in costruzioni prive di riscaldamento e luce, con una fame perenne, venendo braccati e combattendo costantemente con esseri che in teoria non dovrebbero esistere sarà sempre ineguagliabile (nota per i nonni che hanno fatto la guerra: adesso ce la tiriamo ad armi pari)!

A differenza di molti di voi, che hanno scelto di crearsi un caldo rifugio aspettando di morire, il mio obbiettivo a breve termine rimaneva tornare a casa e trovare tracce dei miei pochi cari, e lo perseguii con una tenacia folle.
Volevo vivere, a tutti i costi, ma con egual forza desideravo morire con le palle in mano se proprio dovevo, piuttosto che rintanato in qualche buco di culo di rifugio.
Schiattare per strada nel tragitto era un’opzione che accettavo, se non altro per l’assoluta preponderanza delle sopracitate alternative inaccettabili.

Nota senza parentesi per te che lo stai pensando: hai ragione, è molto probabile che non ci stessi più con la testa.
Ma a modo mio conservavo una lucidità mai avuta.
Come dire,ero come un balcone: fuori… ma solido.
Ed a sostenerlo la rabbia di cui già vi ho parlato.
Lato oscuro quanto ti amo…

One thought on “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa

  1. alessandro scrive:

    Ti confermi nella tua bravura, grande!

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