I giorni delle lacrime

Lascia un commento

22 novembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Giuseppe De Santis]

Appiano Gentile, Novembre 2012

È tornata l’elettricità, non so come sia successo, ma credo sia meglio approfittarne sperando che qualcuno legga queste righe.

Ragazzi, com’è cambiato il mondo, non capisco più nulla, tutto ciò che un tempo era normale ormai sembra solo un sogno dal quale tutti si sono svegliati, per poi essere gettati in una realtà barbara e primitiva, con la sola voglia di sopravvivenza a guidarci.

Io e Chiara siamo barricati qui, a casa mia, da quando tutto è iniziato. I miei non c’erano quel giorno, sono riusciti a raggiungere mio fratello e la sua compagna nella loro nuova casa, noi invece non siamo nemmeno riusciti ad uscire, la paura e il panico dilagavano ovunque e non potevamo fare altrimenti.

Abbiamo tenuto per mesi i contatti con le nostre famiglie, erano tutti al sicuro, ma poi l’elettricità e le linee telefoniche sono state interrotte, e io e lei non siamo riusciti a muoverci di qui, non so nemmeno io se per paura o per qualche altro motivo.

Chiara adesso non piange più, probabilmente le lacrime saranno finite, o avrà preso il sopravvento qualcosa di più grande, non lo so… c’è stato sempre un motivo per versare lacrime, un solo pensiero, un gesto che ricordasse la nostra normalità, un bacio, una carezza, anche giacere insieme era un buon motivo per piangere insieme, sembrava quasi che questo cancellasse tutto il resto, che mettesse una patina opaca, un velo sopra al mondo che avevamo davanti agli occhi per farci sognare ancora un po’, per farci sperare, o magari era solo un modo per farci ricordare cos’eravamo un tempo.

Riusciamo a rifornirci e a tenerci in salute grazie a un super mercato a pochi passi da casa. Io giocavo a softair, quindi ho zaini, tasche e altre cose utili per mettere dentro i viveri, una coppia di walkie talkie che, grazie al cielo, funzionano a pile, con i quali io e lei riusciamo a tenerci in contatto mentre io vado a recuperare le scorte, e soprattutto abbiamo qui dei fucili e delle cartucce, visto che mio padre è un cacciatore. Ma ho capito che le armi da fuoco non sono sempre la soluzione migliore contro quei cosi, come ho sempre creduto… una volta ero sul tetto e ne ho visto uno scendere verso il cancello di casa, così gli ho sparato, senza accorgermi che ce ne erano altri 5 nei paraggi che, attirati dal rumore, si sono presentati subito. Chiara si è nascosta e io, da dietro il cancello, ho usato il coltello, credo che ormai tutti abbiano capito come funziona, solo la testa è vulnerabile. Li ho lasciati in alto alla piccola salita, magari l’odore distrarrà gli altri dal passare di qui.

Ogni volta che vado verso il supermercato ne devo affrontare qualcuno, eppure mi stupisco di come la strada si ripopoli ogni volta. Cosa li spingerà? Sembra quasi che vogliano vendicare i loro simili a volte, i loro occhi sembrano vuoti, ma sono pieni di odio… o magari si ricorderanno in qualche modo del luogo dove andavano spesso e cercheranno di raggiungerlo… ormai sto iniziando a delirare anche io credo, non so nemmeno più cosa sto dicendo.

Il problema però non sono solo i morti, ormai sono anche i vivi… un mese fa hanno cercato di spararmi per recuperare le mie provviste, ma hanno avuto la peggio, farei qualsiasi cosa per tenere al sicuro la persona che amo, niente mi potrebbe fermare. Ma perché l’umanità riesce ad essere divisa anche in queste situazioni, perché la solidarietà non ci appartiene più, perché di fronte al nemico comune preferiamo scannarci fra noi, mostrarci involontariamente vulnerabili pur di avere il proprio tornaconto? Per quanto ancora dovremo mettere cause sbagliate nelle nostre vite pensando che riusciremo a cavarcela? Sto dilagando lo so, ma queste cose fanno troppo male.

Aspettate…………………….

Hei, proprio ora siamo riusciti a metterci in contatto con la famiglia di Chiara, stanno bene, i miei invece ancora non rispondono, ma cosa sta succedendo? La civiltà sta riaffiorando, c’è qualcuno che è venuto a sistemare le cose e a cercare i sopravvissuti?

So solo che ora il coraggio è rinato, un piccolo barlume di speranza, o forse di pazzia, ci ha spinti a prendere immediatamente, senza nemmeno pensarci, una decisione: Caricheremo i cani e le provviste in macchina e andremo a cercare i nostri cari, dobbiamo correre questo rischio, non possiamo andare avanti così, non ora che c’è qualche segno di benevolenza che ci sta invitando a reagire.

Mamma, papà, tutti gli altri, se leggete questo messaggio, sappiate che stiamo arrivando da voi, veniamo a prendervi, ce la faremo, di certo questa non sarà l’ultima volta che scrivo, non permetterò a questa barbarie di avere la meglio…

A presto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

eBook – Stagione 1

Promo

BlogItalia - La directory italiana dei blog
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: