PLOF!

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16 novembre 2012 di thesurvivaldiaries

Sembra che il tizio che regola le apocalissi, lassù o laggiù, in questo periodo si stia dando parecchio da fare. Si è preso una pausa di qualche milione di anni dopo aver stecchito i dinosauri e ora è tornato di buona lena. Me lo vedo. Lo immagino un po’ simile a te, Guile. Un saltimbanco alto e dinoccolato con un cappellino da baseball, stravaccato su una sedia da ufficio con un bel mug col meme del tizio che sputa i cereali.
Tiene in mano un tablet col logo del paradiso o dell’inferno e sceglie di che morte dobbiamo morire. Mi sa che gli abbiamo dato qualche idea noi perché l’opzione “apocalisse zombi” non sembra proprio un suo marchio di fabbrica. Lui lavora bene con terremoti, meteoriti, blizzard e tutte quelle catastrofi che che amano tanto i warlock, quelli che hanno livellato pazientemente tirando pallette di fuoco a goblin e ratti e che hanno combattuto indefessamente per ogni goccia in più del loro mana.
Il tizio che regola le apocalissi. Come possiamo chiamarlo? Mah. Mi ricordo che mio padre, ogni volta che sentiva un tuono in lontananza diceva “Xe Toni che rumega e panoce!”. Ecco, lo chiamerò Toni.
E Toni ha un bel senso dell’umorismo visto che ha deciso di festeggiare il suo ritorno in gran stile proprio il giorno dei morti con un diluvio universale su Jesolo.
L’ironia è ben evidente. Chi cazzo si metterebbe a far festa nel giorno dei morti se non un pazzo fottuto?
Venite, venite morticini, fatevi baciare, fatevi mettere le coroncine hawayane! Volete mangiare qualcosa? Abbiamo un ragioniere fresco e bello grassottello giù in cantina. C’è anche uno scrittore alcolista che scrive su un blog di sopravvissuti ma quello è per i palati rozzi: tante ossa, poca carne e fegato e polmoni da buttare.
Giorno dei morti e Toni che rumega. Una bella accoppiata abbiamo avuto.
Ho ancora la schiena a pezzi. Ora vi sto scrivendo dal letto del mio appartamento. Il cielo là fuori è incredibilmente terso ora. Un’altra presa per il culo. Sembra che sia tornata la mia lombosciatalgia causata da ernia L5 S1. Devo dire che non vedevo l’ora, visto che il dolore mi ha dato la scusa per ciffarmi due pastiglioni di Tramadolo grandi così e altrettanti di Diclofenac. Ci ho anche bevuto un po’ di birra sopra, per non sbagliare e adesso Chloe mi sta pure tirando su qualche cannone per dessert.
Non riesco ancora dormire però. Ho visto troppe cose.
Certe goccie fanno traboccare il vaso, altre un mare intero.
E ziocane se è traboccato.

Ricordo che la mattina del giorno dei morti avevo appena litigato con Chloe. Diciamo che non è la prima ragazza francese del romanzaccio che si chiama “Alienone nel paese dei morti vivienti”. La prima, Seraphine, faceva finta di esserlo, credo. Chloe no. A meno che non sia un’attrice professionista con una vastissima conoscenza di Bruges e dintorni. Entrambe però hanno una caratteristica in comune: non vogliono fare sesso. Oddio, spero che Chole non legga sta cosa ma sono sicuro che non ha mai letto il nostro blog, dice che trova l’italiano scritto un po’ “sincopato” e che dopo un po’ le dà il mal di testa leggerlo. Cosa strana data che lo parla benissimo. Bé, benissimo è una parola grossa. Diciamo che si fa capire.
É quando si tratta del sano su e giù che fa finta di non capire.
Qui tutti voi maledetti trombate e io come al solito resto a bocca asciutta. E la mia non è una metafora visto quello che ho scritto nel mio primissimo post.
Così, la mattina del giorno dei morti, ci trovavamo a letto. Lei mi diceva che mi vuole molto bene e le solite cose ma non si sente pronta. Io mi trovavo con un’erezione al limite dell’hentai a due centimetri da lei e, per una volta, sono sbottato e devo averle detto qualche cattiveria di troppo.
Lei mi ha risposto che sono un idiota a pensare a “certe cose” proprio quando tutto il mondo sta andando in malora, io ho replicato che è proprio quando il mondo va in malora che si pensa a certe cose.
La cosa è continuata ed è saltato fuori di tutto, dal mio viziaccio di alzare il gomito, al fatto che lei scorreggia nel sonno (oddio, spero sinceramente che non lo legga altrimenti è finita). Vi giuro: siamo passati addirittura alle offese nazionali. Io odio i francesi, sono degli snob teste di cazzo che pensano di saper tutto loro e non si degnano neppure di considerarla una lingua diversa dalla loro, quindi mi è stato facile attaccarla sul vivo. Però una donna incazzata ne sa di più di un oratore greco e con poche semplici parole in un italiano malandato mi ha detto che noi italiani siamo un popolo di cafoni ignoranti e senza stile.
Io le ho citato Dante.
Lei ha detto che ha copiato tutto dai francesi.
Io le ho citato Montale.
Lei ha detto che Baudelaire è stato il più grande poeta della storia.
Io le ho detto che i decadentisti facevano a gara a spingerselo nel culo l’uno con l’altro.
Lei ha detto che D’annunzio probabilmente li aveva plagiati anche in quello.
Io le ho risposto che se tutte le donne fossero state come lei probabilmente gli eterosessuali ora non esisterebbero più e allora lei ha detto qualcosa che ha oltrepassato il segno: “Sei pgopio come Beglusconi”. Mi ha detto.
Non ci ho visto più dalla rabbia, mi sono infilato la tuta bestemmiando mentre lei rincarava la dose. Io ho stretto la lingua fra i denti, non so come ho fatto, e sono uscito.
“E non sbatteghe la pogta quando esci!” Mi ha urlato Chloe.
Non l’ho sbattuta.

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