Nebulosa NGC604

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14 novembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Clara Tadini]

Pensavo che non avrei mai più guardato il cielo in vita mia.
Dopotutto, cosa ci rimane, se non il cielo? Abbiamo perso gli animali, abbiamo perso amici, parenti e persone care, abbiamo contaminato acque e terreni. Non possiamo più nuotare, bere l’acqua, sfamarci con i frutti della terra senza avere paura di schiattare. Non possiamo correre, cantare, fare rumore, giocare con i bambini, andare al mare. Non possiamo più goderci una passeggiata in un prato e respirare a pieni polmoni senza sentire la puzza del mondo che marcisce.

L’universo è lì attorno a noi, pronto per essere ammirato. In cielo non c’è morte, solo stelle e ammassi galattici in perfetta armonia con il tutto.
Può esserci ancora meraviglia in un mondo infetto?
Il mio sangue è infetto, il mio corpo è infetto, la mia mente e la mia morale sono infette. Ho ucciso, ho sudato ed ho pianto tanto, per paura dell’ignoto, e nulla è cambiato ora che, ridotta ad uno scricciolo senza via d’uscita, non sono che l’animaletto impaurito di prima elevato all’ennesima potenza.

Guardo il cielo e penso alle poche immagini che ho scorto in quella miriade di informazioni scaricate a pacchi dai brevi sprazzi di connessione che lo permettevano, oltre a quello che già conoscevo. L’ho fatto anche io, sapete? Tutto quello che potevo, lo scaricavo. Musica, libri, articoli di giornale, immagini dei bellissimi quadri di un ormai dimenticato passato, tutto.

Perduto. Tutto è perduto in quell’auto dimenticata ai piedi dell’Abetone.
Leggo i vostri post, come sempre, gente che muore, oasi felici, bambini, elicotteri, discariche. Mi sembra tutto così surreale, noi qui in mezzo a un disastro apocalittico che scriviamo febbrili su un blog, e c’è pure qualcuno che lo tiene in piedi, che l’ha creato. Paranoie. Mi sento come in Saw, vittima di un gioco che non posso smettere di fare. Ho in testa quegli ebeti programmi tipo candid camera, dove in studio la gente osserva le figure di merda degli altri, o il grande fratello dove topolini in preda a sindrome da spettacolo devono convivere per mesi in una casa e fare di tutto per uscirne vincitori. Mi avete messo in testa delle paranoie enormi, e io non sono facile a questo tipo di pensieri. Ci osservano? Ci aspettano al varco? C’è chi ha già la sua boccetta di veleno e chi come Socrate aspetta la cicuta in gabbia, ma alla fine siamo tutti qui a sperare nel nostro antidoto, nel nostro valium quotidiano sia esso una scopata o una bottiglia di rhum sgraffignata o barattata con l’ultimo pacchetto di sigarette.

Avete mai visto la nebulosa NGC604? Bene, questo bellissimo fenomeno è un ammasso di materia che fa da nursery a nuove stelle. E’ un vero e proprio incubatoio di baby stelle ed ha un colore verdastro misto al giallo, come una serie di radici e materiale vegetale con all’interno un seme che dovesse poi germogliare. Visto, c’è ancora meraviglia nel mondo in fin dei conti.
Vorrei morire sapendo che tutto questo finirà al meglio, che la morte vagante decadrà e che nonostante il sacrificio di innocenti vite tutto andrà per il meglio. Che ci saranno ancora alberi, fiumi e terra in cui credere, e semi da crescere e ciliegie da cogliere.

Sono al buio, buio pesto. Tornerò, ancora non sono morta.

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