Memorie dell’apocalisse

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10 novembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Diego Sonzogni]

Sono un sopravvissuto… destrezza o bravura? Finalmente segni di vita, persone con cui posso condividere quello che mi succede, persone vive. Sto tergiversando, scusate, meglio che parta dall’inizio.

Quando successe il casino stavo tornando in moto a casa dal lavoro. Lo ricordo come fosse ora. Trovai davanti a me una macchina ferma, in mezzo alla strada, cazzo! Feci per sorpassare l’idiota, ma quando guardai il misero abitacolo di una Fiat Panda, presumo molto datata, vidi una donna che stava facendo letteralmente a pezzi il collo di un uomo sulla cinquantina. Feci per rallentare ma urtai qualcosa che mi fece decollare, per franare poi rovinosamente sul ruvido manto stradale da poco asfaltato. Feci per alzarmi e mi fu subito addosso un ragazzetto, sui 16 anni, lo sguardo vuoto e impazzito di un cane rabbioso, desideroso di un’unica cosa: la mia carne. Un cazzotto ben assestato e me ne libero, prendo il mio vecchio e malconcio F10, mio umile compagno di strada e mi precipito a casa, evitando la fila di macchine ferme, gente che urlava e correva. Una lacrima mi sfiora la guancia, il ricordo è ancora troppo vivido. Comunque, mi presento: Sono Diego, 25, quasi 26 anni il 29 Novembre, e vivo con il mio compagno Mirko da due anni in provincia di Bergamo, per l’esattezza Almè. Due anni fa abbiamo preso questo piccolo castello fatato di soli 52 metri quadrati per coronare il nostro sogno, oggi divenuto il nostro bunker di salvezza. Fortuna vuole che trovai quel giorno a casa lui, la mia ancora di salvezza, perché ero letteralmente a pezzi. Non credevo ancora a quello che avevo visto.

Chiusi a più mandate la porta e mi misi sul balcone ad osservare. Quello che vidi fu il vero inferno, nella piccola via secondaria in cui abito, al secondo piano. Gente che urlava, una donna si lanciò dal terrazzo e stramazzò al suolo subito seguita da un uomo. Ma, mentre la donna non si mosse, l’uomo si alzò barcollando ed anziché aiutarla si mise a banchettare con le sue carni. Urlai.
Comunque questo è il passato, ormai ho pure addestrato il mio compagno ad autodifendersi. Fortuna vuole che siamo entrambi appassionati di armi orientali, abbiamo un ampio assortimento in casa di armi da taglio che ho perfezionato limandole ben bene. Oggi sono ancora mezzo ubriaco, ma questo è l’unico modo per non deprimermi più del dovuto. Ho appena scoperto che la mia famiglia è morta, fatta eccezione per mio fratello che resiste in mezzo ai monti. Qui non ci sono grosse città e chi ancora è in vita ha molti mezzi per difendersi. Rimango in attesa e resisto, appena riesco vi descriverò il mio metodo per rendere una casa sicura e, per quanto possa servire, offro riparo e cibo a chi mi circonda. Passo e chiudo ragazzi, mi auguro di ritrovarvi tutti… un giorno. Diego.

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