A voi

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8 novembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Claudia Frizzarin]

Non ci accontentiamo mai, vogliamo sempre di più. Nella vita precedente, perché questa non è vita. Ci affannavamo per raggiungere obiettivi, che magari non volevamo del tutto. Per poi non sentirci realizzati e a ritrovarci a desiderare qualcosa di nuovo, di diverso. Mi ponevo sempre obiettivi, forse irraggiungibili, difficili da perseguire perché così era più semplice parlare di fallimento.

Perché la paura del fallimento è sempre dietro l’angolo.

Sono nella tana del lupo, o meglio nella casa del mio amico Gian. Era una bella casa, prima. Un cucinotto, una sala da pranzo, dalle mura colorate e con sopra un quadro di Marylin Monroe.

Un piccolo corridoio che portava ai bagni, allo studio e alle due camere da letto.

Adesso, non è esattamente incantevole, si vede che la donna delle pulizie è da un po’ che non viene a fare il suo lavoro.. Ahahah chissà perché…

Cmq cucina e bagno sono rimasti, e anche il bellissimo divano blu, in tessuto, adoro letteralmente quel divano. Per la precisione è un divano letto, il che è ancora meglio!

Sono qui da un po’ di giorni, che però sembrano un’eternità. L’infezione non passa e l’unico modo che ho per svagarmi è spulciare in giro per la rete alla ricerca di qualcuno o qualcosa di ancora “normale”, anche se la normalità è relativa.

Passo le giornate a guardare fuori dalla finestra, ad osservare ciò che rimane del mondo. Cerco di curarmi al meglio, questo virus che ho addosso. Le temperature glaciali, non aiutano..

Ho spiato anche nella casa del mio amico, mi domando a cosa gli serva una frusta……… Appena lo rivedo, devo assolutamente chiederglielo!!

Hai capito il mio caro, vecchio amico?? ;) ;) ;)

Osservo delle scene pietose, zulu che si cibano di sporcizia trovata in giro per la strada, carni spappolate dalle intemperie.

Sono al sicuro in questo rifugio, spero. Non so ancora per quanto. Prima di mettermi in viaggio devo rimettermi in sesto.

Stare qui, fa vaneggiare il mio cervello. Mi ritorna in mente, quella che era la mia vita, prima.

Andavo ai concerti, mille pare per nulla, amici, che vorrei fossero ancora con me. Legami che si spezzano e rapporti che nascono.

Sono quelli che si spezzano che mettono più malinconia, quelle persone che non senti/vedi da tanto tempo, ma a cui ti senti, allo stesso tempo, legata. Persone che facevano parte della tua routine e che non esistono più. Ti domandi se stanno bene o male, pensi ai motivi per cui le cose sono andate in un determinato modo, piuttosto che in un altro.

Ecco, il mio pensiero è a voi, a te, che eri un amico. Meraccomando fa’ el bravo!

A voi amici state vivi, che appena tutto sarà finito, vi voglio vedere!

Ciao stronzettini.

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