E così mi hanno rubato casa…

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30 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Claudia Frizzarin]

Non so che cazzo fare, non so dove cazzo andare, so solo che questa merda non è vita. Non è nemmeno esistenza, non è nulla.
Sono uscita a fare un po’ di scorte di cibo/bevande e medicinali, non ho più un cazzo e questa maledetta infezione non passa.
Non sono nella mia forma migliore, ma non ho nessuno a cui appoggiarmi, sono da sola.
Ecco cosa mi dà più fastidio, che sono sola.Più il tempo passa, più questa solitudine mi spegne, mi toglie il fiato.
Solitudine e handicappaggine, che coppia!!
Entro all’Auchan, le ruote scivolano come pattini, nel pavimento lucido. Si notano solo piccole chiazze di sangue, penso sia una figata, mi addentro nel supermercato e mi fermo, sembra sia scoppiata la terza guerra mondiale.
Un casino allucinante, a stento riesco a muovermi tra le macerie, uso un carrello come ariete per spostare tutto quello che posso, non ho nessuna intenzione di toccare nulla, chissà quali infezioni potrei prendermi.
Prima tappa parafarmacia: prendo tutto l’oki che trovo, asprina, imodium, buscopan, moment e tachipirina, non è rimasto nulla.
Seconda tappa vestiti: nel mio carrello-ariete scivolano dentro maglie e pantaloni, calze, canotte e reggiseni
Terza tappa cibarie: mie sono patatine, schifezze in genere, grissini, pane, crackers, acqua, coca, fanta,aperol, prodotti già pronti, affettati.
Mentre sto riempiendo il mio ariete di prelibatezze, uno di quei maledetti così si avvicina, non mi sento reattiva come le altre volte ed entro un po’ nel panico.
Per la prima volta ho paura, perché forse sono sola, non ho persone a cui interessa se vivo o muoio, se sopravvivo o se gli zulu hanno la meglio su di me.
Mi scrollo via di testa quei pensieri di guano che infestano la mia mente e ragiono, ho poco tempo e devo avere una botta di culo!
E forse ce l’ho. A qualche centrimento da me c’è il reparto casalinghi mi ci fiondo, come un bambino a Natale, con gli occhi guardo cosa posso avere a mia disposizione e lo vedo è un bellissimo coltello dalla punta affilata e dall’impugnatura in puro acciaio inox 18/10 lo afferro e mi giro in cerca del mostro claudicante.
Dopo qualche ispezione lo vedo che mi sta cercando, attiro la sua attenzione e come nei migliori film dei cavalieri, inizia una sfida, corriamo uno verso l’altro, sento il suo cattivo odore penetrare nelle mie narici, brandelli di carne che penzolano dal suo corpo marcio, gli arrivo vicino, forse troppo, non lo so, e infilzo il mio nuovo amico all’altezza dell’addome, mi serve un punto di partenza è troppo altro ‘sto infame! Lui si inginocchia ed è arrivato il mio momento: sempre con l’impugnatura ben salda gli trapasso il collo da parte a parte e lo decapito, il poco sangue che gli è rimasto zampilla. E’ il momento che io me ne vada, potrebbero arrivarne altri.
Recupero il mio bottino, e finisco rapidamente la spesa.
Torno verso casa, la mia solitaria casa.
Cazzoooooo casa mia è assediata da quelle merde di zombie. E adesso?????? DOVE CAZZO VADO?
Con la macchina posteggio in una vietta non lontana da casa mia, per la precisione in VIA LANARI, 17 dove abita il mio amico Gianmaria.
Non posso andarmene così, devo andare dentro casa e prendermi alcune cose che sono necessarie alla mia sopravvivenza..
Mi avvicino di soppiato, armata da una mazza che avevo preso al supermercato.
Riesco ad entrare nel mio appartamento puzzolente senza troppi problemi, raccolgo in uno zaino le poche provviste rimaste, alcuni giornali, i carica batteria per la macchina dell’iPhone e il tablet che hanno prestato a mia sorella, tanto a lei non servirà più.
Ero pronta a tornare di corsa alla macchina e svignarmela, quando uno di quei cosi entra in casa.
Avevo il cuore in gola, il respiro affannoso, sapevo che mi avrebbe trovata. Sentono il mio odore..
Io sono forte, sono sopravvissuta fino ad ora, e non mollerò di certo adesso.
Vedo che va verso la stanza di mio fratello, ed io scappo verso la porta, prendo l’ascensore, giù in cortile e corro verso la macchina.
Lo zulu che mi aveva notata anche prima, decide di corrermi dietro. Inizia un inseguimento come tra Lupin e l’Ispettore Zenigata, anche se non mi era chiaro se ero il ladro o l’ispettore!
Corro anzi, spingo la carrozza a perdifiato, lo zulu sempre dietro. Mi fermo in un angolo ben nascosto devo prendere fiato perché non ce la posso fare.
Mi sento il cuore che sta per uscire dal petto.Che faccio??
Lo zulu si avvicina sempre più. Non posso rimanere nel mio nascondiglio. Corro in direzione opposta allo zombie, ho guadagnato qualche metro, ma quel coso non mi dà tregua, non ho molto da perdere. Tento il tutto per tutto, mi lancio come una saetta verso tre gradini, li salto, come se avessi uno skateboard sotto il culo e non una carrozza.
Il mio nuovo amico non ha avuto così tanta fortuna, correndomi dietro è scivolato a terra sbattendo la testa sul marciapiede. Vedendo che non si rialzava, mi sono avvicinata e gli frantumato la testa con la mazza da baseball. Con soddisfazione mi sono girata e ho rotellato verso la mia macchina.
Non ho idea di dove andrò.
Per ora, sono a casa del mio amico, o meglio di quello che è rimasto di casa sua.

Sopravvisuti, spaccategli i culi!

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