Crocchette per cani

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24 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Clara Tadini]

E rieccomi.

Abbiamo finito la benzina due giorni fa ed ora siamo davvero nella merda. Solite ricognizioni, due o tre simpatici amici morti a farci compagnia. Abbiamo trovato un garage ancora chiuso (direi sigillato, a giudicare da quanto ci abbiamo messo per aprirlo). Dentro c’era ogni ben di Dio (per modo di dire, ma erano effettivamente mesi che non vedevo più simili provviste). Non abbiamo fatto in tempo a raggiungere il nascondiglio che la macchina ha iniziato a sbuffare e lamentarsi e si è fermata a venti metri dal rifugio. Prendere la roba e portarla dentro, con tutto il nuovo carico è stata la gocciolona che ha fatto traboccare il già colmo pasticcino ripieno di morte, acidità di stomaco e gambe molli.

 Ecco la cernita del carico:

– 1 pelliccia da donna tutta tarlata

-3 litri di aceto
-2 barattoli di tonno formato famiglia da due chili e mezzo l’uno

-1 confezione da un chilo di sale grosso e una di zucchero

-1 piccone

-1 caschetto militare risalente a non so quando (ma apparentemente in buono stato)

-1 avvitatore automatico
– 5 chili di croccantini per cani
– 3 barattoli da mezzo chilo di bocconcini per cani
– 1 tuta da sci da uomo

La zona dove stiamo è un incrocio di stradine più o meno strette: una era già bloccata da uno scontro tra un’auto, un muretto e un furgoncino dei traslochi, l’altra è stata un po’ più un casino renderla sicura ma alla fine non passano comunque visto che è una strada senza uscita; è infatti diventata la nostra via di fuga nel caso ci sorprendessero lontani dall’auto, visto che un cancello facilmente valicabile ed un cortiletto interno ad una serie di piccoli condomini dividono le due strade parallele. E’ abbastanza sicura perché salendo sul terrazzo si può fare un bel pezzo di strada sui tetti, scendere un paio di isolati più in là e fuggire con una moto che abbiamo lasciato lì, con un pieno pronto ed un altro paio di taniche di emergenza lungo il percorso.

Quei cosi ormai sono lenti, tutta l’estate intrappolati in questo infimo pezzetto di terra li ha trasformati in creature antropomorfe ambulanti, anche se ogni tanto qualche nuova leva la si può scorgere tra la mandria affamata, ma di roba “fresca” non se ne vede più in giro molta ormai. Da tempo l’umanità pare rattrappita, gli animali scomparsi del tutto, nemmeno i cani randagi più spelacchiati e rabbiosi scorrazzano più in cerca di carcasse non infette, e udire il grido di un uccello è cosa assai rara.
Mi guardo le mani, le metto sulla testa e sento una zazzera disordinata di peli corti e radi. Cazzo quanto mi mancano i miei capelli, darei non so cosa per riaverli ma ho imparato a mie spese che siamo già bersagli abbastanza facili per gli affamatissimi, figurarsi con una treccia di mezzo metro che ballonzola quando corri o affetti qualcosa.

 Il rumore della pietra che sfrega febbrilmente sul coltello in cucina mi fa rabbrividire e cerco di scacciare i pensieri che mi assalgono ogni notte, oltre all’incubo ormai persistente dell’amore della mia vita che torna dal mondo dei morti e tenta di mangiarmi. L’ultimo post che ha scritto risale ai primi di maggio: ”Credo che morirò. Non ho nemmeno una pallottola da spararmi in testa. Mi hanno morso una mano, sono febbricitante. Sto scaricando le ultime cose, scrivo il link del blog e imposto lo sfondo al desktop. Non sento la tua voce da così tanto, amore mio, ma se mi trovi spero che non avrai pietà. Ho finito, sono finito. E dire che speravo almeno di arrivare a potermi pagare un’urna funeraria lanciata nello spazio, o di morire di infarto (sempre nello spazio), che merda. Beh, addio e grazie per tutto il pesce, come direbbe qualcuno. Sarebbe il momento giusto per un Dottore”. Fissato. Viaggi nello spazio, viaggi nel tempo: gli unici viaggi che riusciva a fare erano quelli mentali, nemmeno di casa usciva, figuriamoci andare nello spazio.

Per i prossimi due o tre giorni mangeremo crocchette per cani e bocconcini. Salatissime le prime e pieni zeppi di conservanti i secondi, ma i nostri amici animali li trattavamo bene e forse i miei muscoli saranno contenti visto che non mangio carne da almeno due mesi e mezzo. Che sommati ai miei due anni da vegetariana fanno un bel po’ di tempo. A proposito di conservanti: ho visto dei ciccioni non-morti in giro. Alcuni sembrano ancora freschi, ma hanno le estremità completamente putrefatte, diciamo fino ai gomiti, il viso, il collo, e dal ginocchio in giù. Il resto è stranamente intatto. Saranno i conservanti contenuti nelle schifezze che mangiavano in vita?

Tempo fa, dopo settimane di assenza umana, abbiamo sentito passare delle motociclette: spari, derapate e schiamazzi si sono susseguiti per un bel po’. Probabilmente le bande di idioti che, frustrati e senza playstation, si divertono a sparacchiare ed abbattere viscidi sono già arrivati a battere le periferie prima di tentare la fortuna nei grossi centri; stamattina c’è stata un’altra “retata”. Mio fratello è irrequieto, va avanti e indietro in casa, affila coltelli, smonta e rimonta armi di sua costruzione (visto che non siamo stati così fortunati da trovare un’armeria; cazzo, Bologna è piena di nerd che hanno preso d’assalto l’unica vicino casa mentre pare che tutti i cacciatori della zona si siano dileguati ben prima dell’epidemia. Tra l’altro, non avvicinatevi alla caserma, nel caso capitaste a Bologna: quando è scoppiata la faccenda, ci hanno messo dentro tutti gli infetti). Lo sento e lo vedo che accomoda utensili e ora lo vedo armeggiare con delle borse e uno dei pochi zaini che abbiamo. E’ il suo modo muto di dirmi che vuole andarsene e credo di essere d’accordo con lui; qua inizia a diventare pericoloso, non so perché ma sembra quasi che quelle bestie non si muovano più da sole o in gruppi formatisi in maniera casuale. Pare quasi che con l’avanzare della putrefazione sentano il “bisogno” di stare in branco, come se la loro lentezza possa essere compensata con la quantità di corpi.
Basta, è giunto il momento di andare, credo. C’è una ciotola di crocchette che mi attende e forse anche uno degli ultimi pacchi di biscotti.

Tenete duro, io me ne andrò presto da questo schifo. Spero di poter scrivere di una rocambolesca e vittoriosa fuga, tra qualche giorno, magari al sicuro tra le montagne, accanto al mio fratellino, ad attendere che tutto finisca (come sono romantica).

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