Mio fratello

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22 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Marco Puglia]

Sono di nuovo qua. Ho provato ad accendere il computer nei giorni scorsi, ma qualcosa non funzionava nel generatore ed ho impiegato più tempo del previsto per ripararlo. Ora che ho scoperto questo blog devo assolutamente trovare il modo di connettermi più spesso per sapere se qualcuno di voi ha notizie di Chiara… al momento però, ancora niente… E poi ho un fortissimo bisogno di comunicare, di raccontarvi cosa mi è successo e cosa mi sta succedendo, forse mi serve per non impazzire… da troppo tempo non parlo con qualcuno. In ogni caso cercherò di raccontarvi la situazione nella mia città, o quello che ne rimane. E’ stato terribile vedere come le istituzioni si sono sgretolate e come tutto sia caduto in rovina. In realtà Non sono sempre stato da solo, dopo le prime settimane di caos totale, ho ritrovato mio fratello Luca che abitava a circa tre km da casa mia. Il suo appartamento venne devastato dagli altri condomini in preda ad un attacco di follia collettiva. Mi raccontò di quando sfondarono la porta di ingresso di casa sua, di come cercò di difendere la moglie e i due figli. Ma quegli stronzi erano troppi, in cerca di cibo e non so cos’altro. Ne ha uccisi alcuni, ma continuavano ad entrare e poi anche i morti si sono rialzati e hanno iniziato e divorare i vivi. Deve essere stato terribile, soprattutto il momento in cui uno dei figli venne trascinato fuori da quegli esseri e la moglie cercando di salvarlo fu a sua volta azzannata ad un braccio e poi ad una gamba… la situazione divenne incontrollabile ed anche l’altro figlio, colpito da una mazza sulla nuca, ritornò in piedi con quegli occhi bianchi e quel gorgoglio che gli usciva dalla bocca. Lo vide prima strappare un pezzo di carne dal collo del fratello e poi avventarsi su di lui… dovette usare un tubo di ferro per difendersi, con le lacrime che gli scendevano lungo le guance. In qualche modo riuscì a farsi largo tra quell’orda di corpi morti e a scappare correndo fino ad arrivare davanti a casa mia. Gridò a squarciagola il mio nome e lo portai dentro prima che altri cadaveri ambulanti lo sentissero. Ha pianto per due giorni, poi all’improvviso ha smesso e ha deciso che non avrebbe più versato una lacrima. Nei giorni successivi abbiamo attrezzato il mio appartamento e l’abbiamo reso più sicuro. Al contrario di me lui è molto bravo nelle attività manuali… era più bravo di me…

 

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