L’ultimo bacio

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19 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Sylvie Pepper]

La signora delle pulizie è appena andata via e io e il mio ragazzo ci buttiamo sul letto che profuma di lenzuola pulite. Due battute, qualche scherzo, un bacio… E ci ritroviamo a fare l’amore. Poi doccia e cena nel nostro ristorante preferito: la serata perfetta!

Mi sveglio di colpo, tutta sudata e il cuore che mi salta fuori dal petto.
Almeno stavolta non era un incubo.
Da febbraio non faccio che sognare la mia famiglia divorata da quelle creature orrende e fetide… Le poche volte che riesco a dormire.
Lui è passato dall’altra parte un paio di mesi fa. Era uscito di notte, cercando di fare meno rumore possibile, per raggiungere il supermercato poco più in là e portare a casa qualcosa da mangiare.
Mentre infilava velocemente i viveri nel sacchetto è stato morso da uno zombie nascosto tra le corsie. Quando l’ha sentito rantolare era già troppo tardi. Ha usato le ultime forze per tornare a casa a portarmi quello che era riuscito a prendere: carne in scatola e un pacco dei miei biscotti preferiti.
Si è preso cura di me fino all’ultimo.
È stato difficile doverlo chiudere fuori dalla porta e barricarmi dentro, ma non avevo scelta.
Ho pianto tutta la notte e non ho mai smesso di pensare a lui.

È da un pezzo invece che non sento urla provenire dalle case dei vicini…
Non sono mai riuscita ad abituarmici, nonostante sia successo almeno un centinaio di volte. Probabilmente sono rimasta la sola sopravvissuta in tutta la via e questo vuol dire meno alleati e più nemici.
C’è uno spiraglio tra gli scuri che chiudono le finestre del piano di sopra, è nella finestra del salotto che uso per tenere sotto controllo la situazione. Do uno sguardo e vedo passare lui: la carne violacea e verdastra lacerata, ha del liquido giallo che gli cola da una ferita sullo zigomo e qualcuno deve aver cercato di ucciderlo perché il braccio destro è tagliato di netto. Nonostante si trascini la gamba sinistra rotta e storta, col ginocchio rivolto verso l’interno, cammina abbastanza spedito. Ha lo sguardo perso, come tutti gli altri.
Ecco cosa rimane dell’uomo che amavo così tanto. Vorrei poterlo abbracciare di nuovo e guardarlo negli occhi azzurri che aveva… Ma quegli occhi ormai sono diventati spenti e opachi e non saprebbe nemmeno chi sono, cercherebbe solo di divorarmi per nutrirsi. Se solo potessi baciarlo… Ma il minimo contatto con la sua saliva vorrebbe dire solo una cosa: diventerei anch’io uno schifosissimo zombie mosso solo dall’istinto di nutrirmi di cervello umano, ed io non voglio certo fare quella fine orrenda.

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