La missione del Vagabondo del Porto – parte I

Lascia un commento

19 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

Le teorie della sopravvivenza inglobano alcune regole che dovrebbero essere universali. Ma dato che non c’è nessuno ad imporle, la gente fa il cazzo che vuole.

Malgrado il cinismo, l’odio e tutto il sarcasmo generatosi negli ultimi anni, l’uomo cerca l’uomo. E credo lo cercherà per sempre. La chimica che ne deriva è poco importante. Talvolta discutere di cazzate è quasi più importante di trovare del buon cibo.

Sono stata assieme a Mattia per circa un mese. La sua teoria della sopravvivenza comprendeva lo spostamento continuo. Il Vagabondo del Porto, così lo chiamavo. Ci spostavamo la mattina, andavamo a cercare cibo e acqua in bottiglia, litigavamo un po’ parlando di cinema e poi cercavamo un posto sicuro per passare la notte. Questa era la nostra routine, che durò bene, almeno per le prime tre settimane. Attività lineare, prestabilita, in grado di dare un ritmo alla follia. Non è che mi stesse particolarmente simpatico, o che notassi in lui particolari componenti carismatiche di attrazione fisica. Tuttavia, lui era lì, e per qualche motivo mi teneva con sé, mi difendeva, non mi rompeva troppo le palle. Era un ragazzo lineare, di tonalità grigia, quel rassicurante grigio che denota mancanza di estremismi pericolosi. Ogni tanto, dopo aver scopato, gli chiedevo “Secondo te come finirà?” e lui rispondeva sempre “Finirà bene”.

Per lui, come per molti di noi, la cosa più importante era raccontare la propria storia.

Abbiamo girato Marghera in lungo e in largo. In quella zona ci sono pochissimi Zulu, e sono pure putrefatti. Contemporaneamente, ci sono davvero poche persone ancora in vita. Al tempo del censimento degli MT Area inglobò gli abitanti di Marghera nella zona del porto, tra capannoni, industrie ed edifici di stoccaggio. Portò con sé tutte le provvigioni che riuscì a strappare alla città morente, attraverso i grossi camion che servivano le industrie lì attorno. Dopodichè costruì una gigantesca barriera attorno al suo regno, controllata notte e giorno. A nord e a sud creò due grossi portoni, per l’entrata e l’uscita delle auto. Gli MT fanno razzie nel resto del territorio, uscendo soprattutto di notte. Hanno benzina, musica, alcol. Vanno a battere le zone di Malcontenta, Chirignago, Marghera e Mestre. Ogni tanto tornano anche con persone. Piccole persone. Morbide persone.

Mattia mi spiegò più volte la storia, giusto per essere sicuro che avessi capito. Da quando gli raccontai del blog, mi disse che dovevo cercare connessione e far sapere a tutti della situazione di Marghera. Mi pregò che se fossi riuscita a scrivere ancora in internet, dovevo fornire un’adeguata descrizione del luogo. E così farò.

Tre settimane dopo il nostro primo incontro, mentre stavamo visitando un palazzo a 6 piani in zona nord, trovammo il nostro primo fucile. Era mollato in mezzo ad un lungo corridoio, a pochi passi da un militare stecchito.

“Oggi è decisamente la nostra giornata”

“Lo è?” chiesi. Insomma, gli Zulu in quella zona erano a tutti gli effetti dei grossi budini ambulanti.

Mattia prese in mano il fucile, controllò i colpi e se lo passò da una mano all’altra. Quella rassicurante tonalità di grigio si era sostituita ad un meraviglioso nero fumo, tossico come quello delle ciminiere. Si passò la lingua sulle labbra secche, accarezzando la lunghezza dell’arma con amore e devozione, ipnotizzato e perso nei suoi pensieri.

“Elisa, devo raccontarti un’altra cosa. Ma promettimi che non la scriverai nel blog.”

“Te lo prometto”.

 “C’è solo un modo per entrare nel territorio dei Magna Tuto senza farsi sparare in testa. Ed è attraverso il Mercato.”

“E da quando vogliamo entrare nel territorio degli MT?”

Mattia si voltò di scatto, alzando il tacco degli anfibi e infrangendolo contro la porta dietro di sé. Il legno si sgretolò all’istante, proprio come la mia illusione di normalità.

“Tu non capisci vero? Questa è la MIA casa, la MIA città, la MIA gente.” La sua rabbia rimbombò tra le pareti come una palla impazzita.

Mi ritrovai col culo sul pavimento e la schiena volta alle scale. Gli occhi fissi su di lui, i piedi puntati a terra in attesa di una valida conferma per scappare e non tornare mai più.

“Cos.. cosa vuoi andare a fare al Mercato, Mattia? Perché stai alzando la voce adesso?”

Mattia sbuffò e si sedette a terra. Le mani attorno alle tempie e lo sguardo disperso nei corridoi del palazzo.

“In un capannone a Fusina c’è il Mercato Nero. Quello più grande, perlomeno. Area lo istituì fin dall’inizio. Voleva controllare lo scambio di merci in entrata ed uscita. Chiunque può andare a barattare lì senza essere ucciso. A volte ci va pure lei, se non sta al Palladio.”

“Palladio? Intendi la centrale dell’Enel?”

“Certo che intendo la centrale dell’Enel. Non ti sei ancora chiesta com’è che abbiamo l’energia?”

“E’ da una vita che ce lo chiediamo.”

“Bene, ora lo sai. Lei controlla tutto, ricordatelo sempre. Ad ogni modo, entrare al Mercato con la scusa del fucile e poi disperdermi tra la folla è l’idea migliore per arrivare a lei.”

La verità è che se avessi intuito, anche solo per un secondo, che il mio caro amico e compagno di letto era in realtà un kamikaze… sarei comunque rimasta con lui. Perché l’uomo cerca l’uomo. Questa è la realtà.

Ora non posso più scrivere, la mia ora d’aria virtuale è finita. Questa storia ve l’ho raccontata subito dopo aver letto il post di Alienone. Ma c’è un seguito. E anche una morale: le cose belle, a volte, le paghiamo col sangue.

Stay alive.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

eBook – Stagione 1

Promo

BlogItalia - La directory italiana dei blog
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: