Game over

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15 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Andrea Rosso] Devo fare in fretta, non mi resta molto tempo.

Che volete che vi dica? E’ andato tutto a puttane…..

Il piccolo mondo tranquillo in mezzo alla tempesta, che credevo di aver creato con Yelena, non esiste più.

Nemmeno Yelena esiste più.

Nemmeno io, tra poco, esisterò più.

Cazzo! Cazzo! Cazzo! Yelena, mi dispiace! Mi dispiace tanto!…..

Ho speso mesi di fatica per cercare di tenere me stesso e lei al sicuro dai morti e alla fine tutto è andato in merda a causa dell’unico cazzo di pericolo che non avevo considerato: i vivi.

Scusate, non posso dilungarmi troppo, il tempo stringe e mi tocca essere veloce se voglio finire questo mio ultimo post.

E’ successo tutto un paio d’ore fa.

Quando sono tornato dal mio solito giro di approvvigionamento, ho trovato il cancello di casa sfondato da un grosso Hummer pieno di ammaccature e ho sentito chiaramente delle voci provenire dal giardino e dall’interno della casa. Risate e bestemmie in dialetto.

Erano in cinque davanti alla porta e stavano caricando su un’altra grossa macchina la roba che avevano razziato in casa.

Sciacalli, cazzo. Delle merde di fottuti sciacalli!

Non appena mi hanno scorto, uno di loro non ci ha pensato su due volte e mi ha sparato addosso col revolver che aveva in mano.

Fortunatamente la testa di cazzo aveva una mira peggiore della mia, così mi ha mancato dandomi il tempo di buttarmi di lato e nascondermi dietro il loro Hummer mentre lo stronzo continuava a sparare e gli altri quattro si avvicinavano armati di roncole e di grossi machete.

Non chiedetemi come, forse l’adrenalina che mi è andata fuori scala, ma imbracciare il mio M4 e fulminarne  tre con una sventagliata di piombo caldo è stata questione di un attimo.

Gli altri due, tra cui quello col revolver, sono rimasti bloccati dalla sorpresa per qualche secondo e questo mi ha dato modo di buttare a terra il fucile scarico, estrarre la Beretta e far saltare la testa al pistolero.

Mentre l’ultimo stronzo me lo sono concesso da dietro, con una pralina nella nuca, mentre tentava di scappare dentro la casa.

Non chiedetemi come cazzo ho fatto a uccidere cinque esseri umani nel giro di poco più di un minuto, io che non ho mai sparato addosso a nessuno.

Nessuno di vivo, intendo. I putridi, ovviamente, non fanno testo.

Non so, è stato come se mi fosse sceso una specie di velo nel cervello… credo che l’adrenalina mi abbia mandato a mille l’istinto di sopravvivenza, perché era proprio quello che ero diventato: puro istinto.

Era come se ci fosse qualcun altro a muovermi le braccia e le gambe…

Sono entrato in casa di corsa col cuore in gola e con la pistola pronta a sparare e ho chiamato Yelena a gran voce… no, un par di palle, urlavo come un pazzo il suo nome.

L’ho trovata nel salotto della taverna… morta e in un lago di sangue.

Aveva la gola tagliata e i pantaloni e le mutandine abbassate alle caviglie….. cazzo! Cazzo! Cazzo! Cazzo! CAZZOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!

Stavolta il velo dal cervello si è spostato sugli occhi, ed era un velo rosso come il sangue mentre, in preda alla follia e urlando come un porco scannato, mi precipitavo all’ingresso e finivo gli ultimi caricatori rimastimi crivellando di proiettili i cadaveri dei cinque figli di puttana che avevano distrutto tutte le mie speranze e le mie illusioni. Andatevene affanculo. Tutti quanti.

Yelena, povera piccola mia… non te lo meritavi!

Proprio adesso che avevamo smesso di scopare e avevamo iniziato finalmente a fare l’amore…

Proprio adesso che mi ero accorto di non poter restare senza di te…

Proprio adesso che mi ero accorto di amarti.

Ora sono qui, accanto a lei… l’ho ripulita e le ho risistemato i vestiti addosso.

Se solo mi avesse dato retta e avesse imparato a usare almeno la pistola… ma non ha mai voluto. Le armi le hanno sempre fatto orrore. Oh, Yelena!

Sto piangendo come un bambino mentre sprango per l’ultima volta la porta d’ingresso al vano scala della taverna.

Il casino e, forse, l’odore del sangue ha attirato un bel po’ di putridi… non credevo ce ne fossero ancora così tanti qua in giro!

Saranno minimo una cinquantina, e si stanno ammassando all’ingresso, dove ci sono i cinque pezzi di merda stecchiti che ancora sanguinano come porcellini al mattatoio… buon appetito ragazzi!

Pappa fresca per voi: oggi la casa propone filetto di figlio di troia al piombo caldo!

Abboffatevi pure, amici putridi, io intanto ho appena ingurgitato le sei scatole di Talbutal che ho trovato nella stanza della vecchia, innaffiando il tutto con la bottiglia di Ballantine che ho qui a fianco.

Tra un minuto mi stenderò accanto alla mia piccola e chiuderò gli occhi per non riaprirli mai più.

A voi amici del blog posso dire soltanto questo: forse ci stiamo difendendo dalle bestie sbagliate.

Ma oramai non è più un problema mio.

Addio a tutti.

Andrea R.

One thought on “Game over

  1. Dario Conti scrive:

    Arrivederci, amico mio.

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