Vita spezzata

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13 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

La morte ti cambia.
Ti cambia dentro, che sia di qualcuno che conosci o meno. Ti dà da pensare che tutto finisce in un lampo, in un secondo.
Chissà se gli zombie hanno un minimo di coscienza o se sono solo animali lo sbaraglio.
Come ho detto tempo fa, anche noi siamo animali che vivono in questo mondo infame. Costretti da protocolli sociali a tenere determinati comportamenti e non appena incontriamo qualcuno che non vive secondo questi schemi, lo giudichiamo strano, diverso…
Io sono diversa. Beh tutti siamo diversi.
Mi rendo conto di essere diventata “razzista” nei confronti degli altri disabili. Prima che tutto ciò accadesse, la mia amica Consuelo diceva che li squadravo, facevo i Raggi X a lui/lei e alla carrozzina. Che ci devo fare? Ahah sono pessima anche come “guerriera”.
Ma passiamo a noi. Sono passati alcuni giorni, dopo il mio ultimo incontro con i non-morti, ho deciso di stare tranquilla e di riprendermi a casa, sia fisicamente che psicologicamente.
Dal mio ultimo incontro/scontro mi è salita un po’ di febbre. In casa non ho nessun tipo di medicinale, per cui ho deciso di usare il vecchio metodo del sudare e buttare fuori tutti i batteri che ho in corpo.
Prima di partire dovrò andare all’Auchan a fare un po’ di provviste.
Passo le mie giornate a leggere i vostri post, mi donano sorrisi sapendo che c’è un sacco di gente ancora viva, che è cazzuta e cerca un posto sicuro.
Nella mente mi balena l’idea di andare all’estero, invece che a Caldonazzo.
Chi sa com’è la situazione?
Mi manca la mia migliore amica, forse ha raggiunto suo moroso a Londra. Lo spero. In cuor mio spero che sia viva, sana e salva da qualche parte nel mondo e che possa essere felice. Elisa, tata, se leggi questo post fammi arrivare tue notizie per favore.
Sono appoggiata alla finestra di camera mia mentre vi scrivo. Il mio sguardo è rapito da una scena che non vedevo da tempo: un padre che gioca con il figlioletto che avrà un paio d’anni… Il bambino è felice, ride… La sua innocenza mi scalda il cuore e l’animo perché penso che al mondo la bontà esiste ancora, forse…
Mentre nella mia mente nascono questi pensieri positivi, tutto è successo in un lampo: padre e figlio sono attaccati da uno zombie affamato e sudicio. Pieno di pustole e puzzolente che, svelto, come non mai ha attaccato prima il padre e poi senza pensarci ha morso il bambino che si agitava tra le lacrime. Lo divorava come se fosse un piatto prelibato. Ha affondato i suoi denti nella carne tenera e bianca del bambino, il sangue che usciva dal piccolo corpo gettato nel campo sotto una pioggia incessante. Le mie urla non sono servite a nulla ed ero troppo lontana per salvare il bambino, ho assistito alla scena impietrita, paralizzata e pietrificata.
Adesso vado a vomitare, vedere questa scena mi ha rovesciato lo stomaco.
Che schifo di mondo.

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