Non siamo infiniti

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10 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Andrea Rosso] NON SIAMO INFINITI….

Eccomi di nuovo qui a cazzeggiare sulla tastiera…

Ah, scusate, non vi ho ancora detto come siamo organizzati Yelena ed io: la casa è a due piani più taverna interrata,  praticamente autosufficiente.

Grazie all’impianto fotovoltaico abbiamo corrente a non finire, l’acqua (incredibilmente) arriva ancora e per il gas ci son tre bei bomboloni proprio sul retro, accanto alla rimessa.

La taverna poi è una figata unica: due camere, un cucinino e una sala con un televisorone da 54 pollici, lettore DVD e un bel camino ampio con cui possiamo scaldarci quando farà freddo e magari farci pure qualche costicina! :-)

La sera ci basta scendere giù, chiudere la massiccia porta del vano scala e siamo più al sicuro che in un rifugio antiatomico: “ottimo e abbondante” come direbbe un mio vecchio amico triestino… spero si sia salvato anche lui.

Yelena oggi mi ha fatto un dolce, una specie di ciambella gigante con la frutta a pezzetti.

Buona, nulla da dire… mi ha messo decisamente di buon umore dopo una giornata abbastanza piatta. Stamattina sono uscito presto a fare scorte (preferisco muovermi non appena fa luce, stranamente i putridi che incontro sono più lenti e più rincoglioniti del normale di prima mattina) mi sono fatto i consueti cinquecento metri di stradina spingendo la moto a motore spento (questione di prudenza… meglio non far sapere agli eventuali putridi nelle vicinanze dove sto di preciso, anche se non ce li vedo a cercare di sfondare un cancello blindato o arrampicarsi su un muro di due metri e mezzo con spuntoni acuminati in acciaio infilati sulla sommità) e, giunto sulla strada principale, mi sono diretto al mio centro di approvvigionamento preferito, il Famila di Curtarolo, visto che, nonostante i saccheggi dei giorni iniziali del finimondo e le mie “incursioni” settimanali, è ancora abbastanza ben fornito.

Tra l’altro non sono nemmeno più costretto e mettermi il fazzoletto sul naso ogni volta che ci entro: credo che, coi prodotti deperibili e quelli freschi, i vermi abbiano oramai quasi finito di fare il loro dovere dal momento che l’odore, ora, è più sopportabile… beh, diciamo che non c’è ancora profumo di violetta, ma è senz’altro più sopportabile di quello dei putridi.

Ho fatto la consueta scorta di cibo in scatola, farina, caffè, zucchero, acqua, birre, ecc. più qualche DVD e qualche libro per passare il tempo, e ci ho riempito il bauletto, i due borsoni laterali e il capace zaino da trekking che mi sono procurato due mesi fa al Decathlon di Padova insieme con qualche altro oggetto utile.

Gran comodità lo zainone… anche se mi è costato non poca fatica, e una buona dose di cacarella: ho dovuto stendere col mio M4 sei putridi dentro al negozio, poi correre fuori con uno scatto, infine seccarne altri due fuori, nel parcheggio… mi è partito un intero caricatore (visto che a mira non brillo per precisione) ma almeno ho portato a casa intera la pellaccia.

Ora scusatemi, ma io, sinceramente, visto che è passato un po’ di tempo, comincio a farmi qualche domandina.

Questi putridi del cazzo sono sempre più lenti, marci e cadenti ogni volta che li vedo… si, d’accordo, spesso  ce ne sono alcuni nuovi di zecca (i più pericolosi, perché sono veloci, i bastardi >.<) che vanno a rimpolparne le schiere, probabilmente qualche fesso che si fa ancora mordere, ma cazzo, prima o poi finiranno, no?

Voglio dire, siamo poco più di sei miliardi di esseri umani, se le cose nel resto del mondo sono andate come qui da noi, di questi sei miliardi almeno l’ottanta per cento sarà oramai carne putrida semovente che prima o poi raggiungerà la fine del processo di marcescenza e cadrà a pezzi per strada… quanto cazzo ci mette a decomporsi un cadavere?

Un anno?

Due?

Alcuni che ho visto si trascinavano per terra perché le loro gambe erano talmente putrefatte da staccarsi dal resto del corpo… e questo già dopo qualche mese.

Si, insomma, ‘sto esercito di putridi finirà di marcire e cadere a pezzi definitivamente, una buona volta! Mica siamo infiniti, su questo pianeta!

Boh, magari sono io che mi sto facendo un mucchio di seghe mentali su questa roba.

Eppure non riesco a non pensare che se noi sopravvissuti sapremo tener duro per qualche anno, forse il problema si risolverà da solo.

Forse alla fine quei putridi del cazzo saranno talmente marci e a pezzi che basteranno un bel po’ di caterpillar per ammonticchiarli ben bene e poi… un gran falò e via, si ricomincia daccapo!

Con un mondo molto meno affollato e (spero) molto meno stronzo di prima…

Va bè, forse sto di nuovo sragionando…. E poi si sta facendo scuro, meglio scendere giù in taverna e magari, per stasera, farsi una bella cenetta e guardarsi un bel film insieme col mio angioletto moldavo.

Si, perché sto cominciando a volerle bene sul serio, sapete?

Ok, per oggi basta cazzate… alla prossima!

Andrea R.

P.S.  @Zac: cazzo, ho capito chi sei! Se mi leggi, io sono il Quod. Spero vada tutto bene li da voi!

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