Viaggio al centro della spugna

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5 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

Elisa cazzo, ma sei ancora viva anche tu? Grazie a Cthulhu! Mi sento come se ti dovessi le mie scuse per la storia di Venezia. Vi ho portato proprio nell’occhio del ciclone alla fine. Io non ho proprio avuto più notizie degli altri. L’ultima volta che vi ho visti è stato quel giorno a Venezia. Il giorno che non dimenticherò più, quando anche le ultime speranze di una razza già in via d’estinzione si sono sciolte come la neve colpita dalla pisciata di un ubriacone.

Ho appena finito di leggere Cipì a trenta bambini moccolosi e rompicazzo. Per un po’ sono stati buoni poi qualcuno ha tirato qualcosa a qualcun altro e si è scatenato l’inferno. Non scherzo. Per un secondo, per il battito d’ali di un colibrì nano ho desiderato di tornare sulla barriera e avere a che fare con gli zombi. Almeno quelli non continuano a chiederti Perché.
Perché Cipì è un uccellino? Perché parla? Perché il fiume è un nastro d’argento? Perché Maria non ha il pisellino? Guarda, se tuo padre non avesse avuto il pisellino io sarei stato più contento.
Fanculo ai bocia.
Per tenerli buoni gli faccio imparare una filastrocca che ho imparato da piccolo.

Mi commuovo un po’ quando la ricordo perché anche un mona di Alienone come me ha dei bei ricordi. Ricordo, ad esempio, quando la mia mamma Annuska mi portava in ludoteca. Era un posto speciale, uno dei primi esperimenti di ludoteca dalle mie parti. Era come una biblioteca ma al posto dei libri potevi portarti a casa un giocattolo.
Mi ricordo che una volta ho portato a casa una specie di roulette fatta di legno. C’erano delle palline e una trottola. Mettevi le palline al centro del piano di legno e poi ci facevi girare la trottola dentro. Le palline, spinte dalla trottola, finivano in alcuni buchetti posti attorno al piano, ad ogni buchetto corrispondevano dei punti.
Mi ricordo che la sera in cui abbiamo portato a casa la trottola abbiamo giocato tanto io e mia mamma e poi si è aggiunto pure mio padre, che di solito non giocava quasi mai. Eravamo una bella famiglia cazzo, una volta.
Non so quando le cose siano andate a puttane ma non ho tanti altri bei ricordi come questi e i pochi che ho me li tengo stretti, qui, dentro a questo cuore in cui sono ficcati più spilloni di una bambola voodoo.
Sto divagando. Vi dicevo della filastrocca.

In ludoteca non c’erano solo giochi ma anche libri per bambini. Ce n’era uno in particolare che mi aveva affascinato in un modo che non so spiegare. Era un libriccino di non più di una ventina di pagine, su ogni pagina c’era il verso di una filastrocca e l’immagine che quel verso descriveva. Il libretto si chiamava “Viaggio al centro della spugna” e cominciava così:

Tizio, il tizio qui raffigurato
una spugna ha raccattato
strizza un poco per provare
e ne esce tutto il mare.
L’acqua arriva fino al petto,
salta dentro un bariletto
ma c’è un buco giù nel fondo
giunge un cuoco tondo tondo
non c’è posto col grassone,
Tizio cambia imbarcazione.

Non so perché ma da piccolo, trent’anni fa o poco meno, ho preso in prestito dalla ludoteca quel libretto più di una volta. La mia mamma si chiedeva se non volessi prendere altro ma io volevo quello. Avevo appena imparato a leggere e leggevo quelle parole avidamente, guardando le illustrazioni, perdendomi in un mondo fantastico, dove tutto era meraviglia, dove da una spugna poteva uscire il mare e i topi erano giganteschi e i bastimenti avevano i piedi. Fatto sta che l’ho imparata a memoria e, stranezza della mente umana, ora mi son quasi scordato il mio numero di cellulare ma quella filastrocca me la ricordo ancora bene. Ed è quella che uso per calmare i bambini. Gli faccio disegnare i versi ed è come se stessi cercando di creare di nuovo quel libretto, quel momento di felicità e meraviglia in un mondo che è diventato solo tristezza e orrore.
Questo sforzo dovrebbe darmi gioia, ma mi sembra che stia peggiorando le cose.

2 thoughts on “Viaggio al centro della spugna

  1. andrea scrive:

    molto molto bello, complimenti

  2. Credo fosse Tizio , tizio qui illustrato etc etc. Era la mania di mio figlio, ora 38enne!!!

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