Sopravvivere a Porto Torres

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5 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Roberto Deaddis] Ciao ragazzi! Vi siete mai chiesti che succeda nella vostra amata isola delle vacanze durante questo schifo di apocalisse? ora velo dico io!
la regione Sardegna ha tentato in ogni modo di bloccare qualunque accesso non controllato di infetti e paradossalmente ci stava riuscendo.
Purtroppo il virus è stato portato da chi doveva garantire la nostra sicurezza, l’esercito.
Sono sati proprio i soldati in missione a portarlo! la diffusione è stata rapidissima.
Le forze di polizia hanno tentato di spegnere il focolaio esploso nella caserma del 152° reggimento a Sassari ma i risultati sono stati disastrosi.
L’incendio appiccato da questi alla caserma (in centro città) è sfuggito dal loro controllo e ha permesso agli Zulu di scappare e diffondere il terrore. La città ha bruciato per giorni e da quà ogni notte si scorgevano i bagliori della città in fiamme.
I “non contagiati” si rintanano agli angoli dell’Isola, chiunque nel golgo dell’Asinara fosse provvisto di una barca ha cercato accoglienza sull’isola dell’Asinara, un tempo carcere di massima sicurezza, poi parco nazionale, ora centro di accoglienza per superstiti.
Arrivano voci di massacri compiuti dalle motovedette della capitaneria di porto nei confronti di chi tenta di arrivare sull’isola di nascosto e con un parente infetto, soliti idioti ancora convinti che questo virus del cazzo si possa curare.
Ormai a Porto Torres non c’è più una barca ormeggiata, sono scappati quasi tutti. I pochi che sono rimasti, come me, si sono barricati nei 3 punti che fino ad ora resistono alla pressione degli Zulu che non accennano a diminuire a causa del continuo arrivo di disperati che cercano una barca per scappare e vengono sistematicamente infettati. I punti di resistenza sono quelli della capitaneria di porto, senza dubbio i più armati, impossibili da avvicinare perchè sparano a vista chiunque.
Altro punto di resistenza è la caserma della polizia appena fuori città, ma sono arrivati a un punto tale che non accolgono più nessuno, ma almeno hanno la cortesia di avvisare prima di sparare; se hai buon senso gli eviti.
Ed in fine c’è la “Brigata del faro” dove ho trovato approdo. Siamo 30 persone tra i 16 e i 60 anni, nessun bambino.
Ci siamo incontarti tutti al comando della polizia municipale nel disperato tentativo di organizzare una resistenza urbana al dilagare del virus.
Abbiamo gasolio e mezzi della polizia rurale ma di questa non è più in vita nessuno. Loro eredità, oltre ai mezzi, sono le munizioni, poche.. pochissime.
Ci organizziamo in squadre di 6 persone per compiere raid notturni. Abbiamo reso inagibile l’accesso al quartiere del faro e cerchiamo di accogliere nel quartiere quei pochi superstiti che becchiamo nelle nostre missioni.
Le regole sono poche e chiare: Non fare rumore e non prendere inizaitive, per quelle ci pensa il comando.
E’ inoltre proibito uscire dal quartiere e accendere luci, quei bastardi le seguono.
Penso che anche loro si siamo organizzati in “gruppi”.. raramente becchi uno Zulu da solo.
Mi faccio vivo solo ora perchè abbiamo recuperato un ragazzo capace che ha sbloccato i computers del faro.
Non sò perchè stia quì a scrivere, forse per smorzare la paura che segue ogni missione fuori dal faro?
Oggi dobbiamo fare i carichi di acqua e di provviste e sarò a capo della squadra.
Ho 5 ore per rilassarmi, poi si balla.
Se tutto va bene vi farò avere notizie.
Da Porto Torres è tutto per ora.
Vi ha parlato Roberto, studente di archeologia, per “ironia” della sorte a capo della squadra Delta della Brigata del Faro.
“Cacciatori di Zulu per necessità”.

5 thoughts on “Sopravvivere a Porto Torres

  1. Matteo Pain scrive:

    Mì un altro sardo! In bocca al lupo da Carbonia!

  2. Nicola Furia scrive:

    “Altro punto di resistenza è la caserma della polizia appena fuori città, ma sono arrivati a un punto tale che non accolgono più nessuno, ma almeno hanno la cortesia di avvisare prima di sparare; se hai buon senso li eviti.”

    ecco…menomale…pensavo che solo noi eravamo così stronzi :

    https://thesurvivaldiaries.wordpress.com/?s=diario+di+guerra

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