Il bicchiere mezzo pieno

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1 ottobre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Francesco Petriccione]

Che giornata di merda oggi… È iniziata proprio male (mia moglie è troppo buona) e finirà peggio… temo. Sono riusciti a passare. Come cazzo è possibile? Le barricate sono intatte ma, la zona è piena di zombie (ho contato una trentina di “Cabeza de Choto”), molti sono freschi, si vede da come si muovono, veloci (troppo) per i mie gusti. Devo usare le granate se voglio abbatterli rapidamente, dopo vado giù in magazzino e ne prendo un po’ a frammentazione, ne sono rimaste ancora trenta casse. Il lavoro sporco tocca sempre a me, cazzo, con la scusa che sono un militare. Mi sta anche bene dopotutto, mi piace vedere e soprattutto farli saltare, maciullarli e squartarli in mille pezzi (meglio di un film horror degli anni ottanta). Mi sento potente quando ne abbatto un gruppo con un colpo solo, mi sento un dio clemente che dona la morte eterna a chi non la merita, sensazioni uniche di onnipotenza in un mondo ormai al collasso totale. Finché dura me la godo. Mi sento come un bambino nella fabbrica di Willy Wonka, libero di fare tutto quello che desidera. WOW! Al mio gruppo non le racconto queste cose, potrebbero prendermi per pazzo. Meglio far finta che la cosa mi disgusti come disgusta loro. Meglio, non capirebbero. Ormai ho scavalcato il muro della “moralità” o forse già ero così prima di tutto questo ed ora sono me stesso più di quanto non lo sia mai stato. Li vedo solo come intoppi alla nostra sopravvivenza, insetti fastidiosi da eliminare. Quando non ho tempo gli sparo un bel perforante nel cranio facendogli volare via quel che rimane del loro cervello marcio. Quando ho tempo invece, allora si che mi diverto, due settimane fa tanto per raccontarvene una, ero di controllo al cordone esterno, mi sono trovato davanti un “grigio” sulla trentina, ormai rinsecchito dal caldo e dal lungo periodo da zombie (sicuramente più di quattro mesi), per non tirarvela troppo, gli ho piantato una granata da 40mm HE all’altezza dello stomaco, wow, che spettacolo! È esploso come lo starter di carmageddon, smembrato in mille pezzi, un abbattimento spettacolare. Il pezzo più grosso era la gabbia toracica completamente aperta dalla quale colava tutto il contenuto putrescente (peccato non avere una di quelle macchinette fish eye da applicare sull’elmetto) sarebbe stato un bel video… Sarà per la prossima volta. Devo andare ora, il dovere (piacere he he he) mi chiama. Vado a prepararmi per questo lavoro (ovviamente da solo), nessuno viene con me quando esco a caccia, molti vedono ancora “qualcosa” in queste carcasse traballanti, io invece… Nessuno qui condivide il mio piacere (per adesso), anche se devo dire che ho incrociato degli sguardi di approvazione da parte di qualcuno. Ok, a risentirci! Vado prima che il sole cali.

P. S. buona vita a tutti i sopravvissuti e… nessuna pietà! Siamo solo carne da masticare per loro.
P.S.S. se avete dubbi o non sapete come mantenere in efficienza un’arma, contattatemi, tutte le informazioni che ho le passo volentieri. Bisogna aiutarsi, siamo esseri umani dopotutto. Buona caccia a tutti quelli che vedono le cose dalla parte del bicchiere mezzo pieno ha ha ha!
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