L’unico giorno facile era ieri

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19 settembre 2012 di thesurvivaldiaries

C’e’ rete! Anche se adesso come adesso e’ l’ultima cosa di cui ho bisogno.

In ogni caso, vi copio quello che ho scritto nell’ultimo mese, non trovavo mai una connessione.

2 Agosto
Ho sistemato la batteria del portatile, yay!
Ieri ho visto una ragazza zombie in abito da sposa, era bellissima.
Le ho fracassato la testa con un secchiello per il ghiaccio (#10) e la cosa mi ha lasciato completamente indifferente, non ho provato niente.
Perdo le emozioni per strada, sto diventando un’ameba apatico e la cosa non mi va giu’.
Non trovo mai connettivita’, chissa’ quando potro’ farmi vivo di nuovo sul blog…

8 Agosto
A Conselve da un paio di settimane, ci sono pochi zombie e il posto e’ tranquillo. Mi correggo, era tranquillo fino a stamattina. Fino a quando non li abbiamo incrociati. Sciacalli.
Ben organizzati, motorizzati, armati e incazzati. Mi ricordano i cattivi del cartone animato Kenshiro. I problemi sostanzialmente sono due: fanno un sacco di casino e vogliono il nostro mezzo, le nostre armi e il cibo che ci siamo procurati spaccando teste e rovistando casa per casa.
La cal. 50 li tiene lontani ma si vede che stanno organizzando qualcosa. “Mentre loro pensano, noi leviamo le tende” suggerisce (ordina) Luca, il nostro boss.

14 Agosto
Siamo a Bovolenta da tre giorni e gli stronzi ci hanno seguito. Qua troviamo anche parecchi elementi dell’altro team di stronzi, quelli morti e affamati. Niente connessione, intanto scrivo, pubblichero’ quando sara’ possibile…
Sembra sia passato l’esercito da queste parti, ci sono parecchi bossoli per terra e molte auto carbonizzate. Siamo senza cibo da ieri, ci siamo divisi per cercare qualcosa nelle case.
Io e Ringhio entriamo in un palazzo, il silenzio che avvolge la tromba delle scale ci tranquillizza, restiamo comunque all’erta. Primo piano: niente. Secondo piano: nisba. Terzo? nothing.
Al quarto sento un verso che gia’ conosco dietro ad una porta. Aspetto… aspetto… mi sembra uno solo, ce la posso fare. Apro la porta e vinco all’istante la lotteria della sfiga. Sono in 5!
Mollo la mazza per prendere la pistola, ne becco due e batto in ritirata. Arrivo giu’ cosi’ forte che mi schianto contro il portoncino d’ingresso, lasciato socchiuso.
Si chiude e ovviamente non c’e’ corrente.
Mi metto a canticchiare “Sono un ragazzo fortunato….. RIIIINGHIOOOOOOOOO!!!”. Nessuna risposta. Vedo la porticina di un ripostiglio e mi ci chiudo dentro.

Sono chiuso qui’ da chissa’ quanto tempo, forse due ore. Due ore di interminabili bestemmie che vengono fortunatamente interrotte da tre colpi di pistola.
“Apri, sono Ringhio!”
“Potevi prendertela con piu’ calma sai… un altro po’ e chiedevo il cambio di residenza qui.”
“Scusa se ti ho salvato il culo. Ah, ho trovato un lettore mp3! E in un appartamento ho scovato una bottiglia di Aperol e del Prosecco!”
Magro bottino della giornata, assieme a qualche scatoletta di tonno, ragu’ e pan biscotto.
Gli sciacalloni si stanno facendo pericolosi, proviamo a spostarci di nuovo. Ci muoviamo lungo la provinciale 35, diretti a Legnaro, ci fermeremo tra poco poiche’ il sole sta tramontando.
Ho collegato il lettore mp3 all’altoparlante della radio e stiamo ascoltando “Share the Goods” dei Cowboys and Aliens… Cazzo erano mesi che non sentivo della musica, dell’ottimo stoner rock.
Se ci avessi trovato dentro Vasco o Ligabue mi sarei immolato agli zombie.
Pensavo che… a volte le piccole cose fanno la differenza. Quelle che trasformano un’altra giornata del cazzo in una con un po’ meno merda da spalare.
Ora siamo qui. Andiamo verso il tramonto.
Oggi e’ il mio compleanno e sto bevendo uno spritz.

Oggi, 19 Settembre
Queste potrebbero essere le mie ultime parole/cazzate/volonta’.
Siamo su un capannone dalle parti di Piove di Sacco. Quassu’ prendo una wireless debolissima, finalmente!
Si’, siamo sopra, sul tetto. Dentro e’ pieno di zombie, fuori e’ pieno di zombie.
Stamattina siamo stati attaccati dagli sciacalli, c’e’ stato uno scontro a fuoco, abbiamo perso il Lince e anche Ringhio.
Mi ha salvato la vita un’ultima volta, chiedendomi di sparargli in testa dopo che fosse morto. Era il minimo che potessi fare.
“Non voglio diventare uno di quei mostri mangiaumani” sono state le sue ultime parole.
Il gran casino ha attirato una marea di zombie e ci siamo trovati circondati, con il capannone come unica isola sicura.
Ora siamo qui, senza cibo, acqua, munizioni. Abbiamo solo il mio zaino (con il pc e qualche stronzata), una pistola e il machete di Mine.
Polli in cima ad un albero, e sotto un branco di lupi affamati.
Mine non prende anfetamine da una settimana e sta sbroccando di brutto, soprattutto ora. Luca pensa al da farsi, anche se l’ultima volta che mi ha parlato ha detto “la buona notizia e’ abbiamo 4 proiettili, bastano e avanzano.”
Low battery… tempo scaduto.
Non ho nessuna citazione da lasciare al mondo, non mi viene in mente niente. Non doveva finire cosi’. Non deve finire cosi’.
Spengo, mi serve la batteria del portatile, forse ho avuto un’idea geniale.
Nel caso non doveste avere piu’ mie notizie.. beh.. e’ stato bello. Cazzate, non e’ stato bello un cazzo, odio l’apocalisse e questi zombie di merda.
Per quanto riguarda gli sciacalloni stronzoni, se li vedete in giro, beh… fategli saltare il culo per aria da parte mia.
Statemi bene.
Addio, e grazie per tutto il pesce.

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