The last summertime

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7 settembre 2012 di thesurvivaldiaries

[Special Guest: Cristina Cecchini] Roma, Vaticano, cantine papali.

Colonna sonora: Summertime, nella versione dei The Zombies, ovviamente.

Vi avverto subito che sono ubriaca.

Finalmente (ed è proprio l’avverbio giusto) abbiamo trovato un approdo. Con connessione, perché il santo padre evidentemente non si fa mancare niente..

Si vede proprio che sono i miei –i nostri- ultimi momenti, si avverano tutti i desideri…almeno quelli facili!

Avevo sognato di sconvolgermi e mi trovo in una cantina con tutti i migliori vini del mondo.

Avevo sognato di uscire viva dopo il molotov rama ed in effetti sono viva.

Viva ma infetta, siamo tutti infetti, ormai da tempo.

Al carcere la tempesta di molotov ha prodotto diversi morti anche fra di noi, subito passati al nemico (ci vediamo presto, a proposito, mettete in fresco le budella!).

Si sono aperte crepe e buchi ovunque nelle mura ed in pratica la sezione è diventata una specie di loft soppalcato a cazzo, con le scale che mi apparivano stile Escher, quindi ci siamo ritrovati coi Merdoni ovunque, avvelenati più che mai.

La fortuna è stata che i Morti de Fame si sono accaniti sui primi che sono riusciti a raggiungere, li capisco, mangiano un giorno si e dieci no….meglio un pezzo di budella oggi che un intero corpo domani.

Come vedete ci sto già dentro.

Io a un certo punto (lo vedi le donne) ho visto che si era aperta una crepona dalla parte del cortile, del Santo cortile degli Automezzi, siamo saltati su un mucchio di immondizia e siamo saliti sul blindo della penitenziaria, quello che usano per portare i detenuti in giro. I 100 allegri ragazzi non morti non riuscivano ad uscire dalla breccia, che essendo a V e partendo a metà muro doveva essere scavalcata.

Zombi fleshatoni!!! Stupidoni!!! Porelli…non capiscono niente, vogliono solo la pappa, in fondo sono come dei neonati. Con una dentizione aberrante. E un po’ d’ittero.

Una volta trasformata, il mio “diastema mostruoso” come mi disse il dentista una volta, mi tornerà utile…ahahhahhahhahahhAHAHAHAHAHAHAHAH

-sono venuti a controllarmi dopo questa risata, che ho trascritto, pensando che stessi iniziando la muta..Madonna che precisini dell’Apocalisse!!!-

Ma no, è solo il Barolo Riserva Monfortino (come non bere solo rosso in attesa….)..er Papa se tratta bene..

Insomma, quando finalmente siamo riusciti coi cavetti a far partire il blindo i Furboni stavano lentamente vomitandosi dalla crepa, e già qualcuno chiedeva un passaggio a pochi metri ma tiè! Tiè! Tiè!

Partiti! La nostra fortuna è stata la porta carraia aperta, probabilmente lo è sempre stata, o forse è saltata per gli scoppi e i boati.

Abbiamo vagato per tanto: Roma è deserta, pensavamo all’inizio, prendendo via della lungara in direzione di San Pietro. Lungotevere deserto, con le foglie che coprivano corpi, centinaia di corpi ovunque, la sagra dell’Interiora…Silenzio di tomba, rotto solo dal fruscio del Tevere, che in genere non si sente se non sul lungofiume sottostante. Tevere, sii contento perché se c’è un fiume che si adatta alla situazione quello sei proprio tu, sei verde e puzzi.

Ho cominciato a piangere a singhiozzi, e le lacrime mi sdoppiavano la vista di tutti i cadaveri incontravamo …e che..orribilmente, mentre passavamo, cominciavano a svegliarsi.

Lenta angoscia, l’atroce dilemma del “Dove Andare”…mentre sembrava di essere proprio nello scenario di una manifestazione: il camioncino delle guardie davanti, e i manifestanti dietro con i loro efficacissimi slogan “AAAAAAAAAAAHrrrr…EEEEEEEEEEEEEhhhrr”. Non c’erano striscioni ma erano incazzatissimi.

Durante un’Apocalisse hai tanti problemi, ma non certo quello del traffico; in un attimo stavamo su Via della Conciliazione, e come l’acqua s’adatta al contenitore, anche gli zombi aumentavano con l’aumentare della larghezza della strada…ed esponenzialmente saliva la puzza; se avessero saputo che eravamo solo in 5….che sòla!!!!

In 5 abbiamo raggiunto San Pietro. Tutti i portoni erano chiusi, tranne quello principale..due somali sono scesi, al volo hanno spalancato completamente la grande anta e siamo entrati con il blindo (che figata, astraendoci per un attimo dal contesto), con gli zombi ancora distanti…. ci siamo anche presi il lusso di chiudere.

Il tempo passato finora lo abbiamo impiegato a esplorare il Vaticano, che non è pulito per niente ma pieno di cardinali, guardie svizzere e turisti con le Birkenstock zombie. Il Papa non s’è visto.

Lascio a voi i commenti del caso, io sto a bere alla faccia sua…

Come arma ho rimediato una lancia e devo dire che rende, e alla fine abbiamo raggiunto questi cazzo di sotterranei dalla biblioteca (ah, non vi dico ai Musei che merdaio..); niente libri rivelatori ma quando abbiamo trovato l’enoteca Santa di Sua Santità di Santa Romana Chiesa alla fine di una scalaccia di pietra, mbè un po’ gli abbiamo voluto bene al Papa, pure i somali jihadisti. Perché alla fine siamo io, e quattro dei somali.

Alla fine.

Siamo stati tutti morsi, io sul braccio mentre infilzavo troppo tardi il collo di un Loffione, sotto le molotov..uno dei somali ha una guancia esposta e ormai marcia, ma non accusa malesseri.

Loro non si pongono il problema. Io si ma non lo so risolvere.

Intanto sono ubriaca, e zombanda da un po’…anche loro..ma non succede niente.

Niente, anche se vedo sempre più scavati i volti dei ragazzi..e mangiamo eh, perché la cantina ha una dispensa di formaggi e prosciutti pregiati…

Niente, anche se ogni tanto mi capita di avere un fremito, tipo Parkinson…

Niente, anche se abbiamo messo a scongelare la carne argentina del pozzetto e mi fa gola così, cruda e semicongelata…e il formaggio mi da la nausea…

E puzziamo. Non di sudore, non di merda, puzziamo come loro. Sempre di più.

Proprio in questo momento.., i somali si sono portati davanti la porta della cantina…., mi guardano. Mi stanno aspettando… con le teste un po’ reclinate e le bocche semiaperte…

E’ proprio ora di uscire a prendere una boccata di aria fresca……

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