Come una jena

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22 agosto 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Paolo Ponti]

E che cazzo! Funziona!

Quasi mi commuovo… Devo dare un bacio simbolico a Pizzi che è riuscito a far funzionare ‘sti cazzo di pannelli.

Lavorare di giorno a ore alterne, con ‘sto caldo fottuto, senza armi di difesa e con solo me a fare da guardia mentre Alessia cerca di riposare, non è il massimo. E infatti ci abbiamo messo non so quanto tempo, ma adesso torniamo ad avere acqua corrente, calda e anche la luce elettrica.

Già mi sono stupito che funzioni il wi-fi, non ho idea di cosa lo alimenti, ma finché va avanti vi trasmetto, sperando che rimaniate vivi.

Adesso Pizzi e la sua ragazza Alessia dormono, io cerco di fare meno rumore possibile sui tasti. Non vorrei trovarmi di nuovo ad uscire bardato come l’ultima volta ad affrontarne qualcuno, armato solo dell’accetta; saranno morti, non morti o il cazzo che sono, ma fanno schifo quando li affetti.

E PUZZANO PERDIO! Puzzano da far schifo.

Però mi sono guadagnato il soprannome di Jena: è stato Pizzi a darmelo; dice che gli ricordo le jene quando si accaniscono sui cadaveri.

Per fortuna qui nella zona di via Giusti non ne passano tanti, e le mura di recinzione della casetta reggono bene; è il cancello che mi preoccupa… Ma con l’elettricità dovrebbe tornare a funzionare perfettamente la chiusura, l’unica cosa che mi preoccupa è che non trovo il telecomando di riserva, spero non ce l’abbia addosso la mia ex… Chissà chi se l’è mangiata la stronza. Spero solo sia stato breve e doloroso.

Domattina devo uscire per vedere se trovo qualcosa di ancora commestibile all’hard discount qui vicino, sperando di non diventare lo spuntino di qualche figlio di troia puzzolente nascosto tra i banchi. L’ultima volta non ce n’erano, e spero non ce ne siano nemmeno questa. Sarebbe figo del latte e dei biscotti. Magari del nesquik, cazzo, un po’ di cioccolata fredda ci starebbe.

Magari anche una torta per festeggiare l’elettricità, questa gliela devo tutta.

Ora vado a dormire.

Peccato avere la luce e non poterla usare per leggere.

Ma almeno fuori non passano i motorini a rompere i coglioni.

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