Fino all’ultimo

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30 luglio 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Lorenzo Lazzarini]

Il Sole era sorto da poco quando ci siamo messi in marcia, giornata da schifo, pioverà, abbiamo dovuto ritardare la partenza perché il furgone non si metteva in moto. Il Defender ha il pieno, come pure il furgone. Brondolo, dove tengo la barca, sembrava una meta distantissima. Sapevamo tutti e tre che le speranze di arrivare vivi fino a Venezia erano poche, ma non c’era altro da fare se non provare. Il pompa carico, ci mettiamo in marcia per raggiungere la nostra destinazione. Accendo la radio e metto su un cd che ho preso dal Mercedes. Musica rap si diffonde nell’abitacolo, sembriamo una gang di messicani che va in “missione” nel quartiere rivale per sforacchiare qualche coglione………………….. È stata una cosa terribile. Eravamo all’altezza dell’argine, a pochi chilometri da Brondolo quando il furgone è esploso. Abbiamo inchiodato e siamo scesi. Un colpo ha tirato giù lo specchietto, mi sono buttato a terra e sono rotolato sotto la macchina: “SCIACALLI!” fottuti pezzi di merda, mi sono nascosto dall’altro lato della macchina con Stefano e abbiamo cominciato a sparare contro un branco di stronzi che avanzavano armati di pistole e fucili, ne conto cinque, quattro, visto che Stefano ne ha appena steso uno, poi tutto diventa confuso, miro e sparo, ricarico il fucile, metto il colpo in canna, miro e sparo, tutto ha un ritmo sincopato, tutto è morte e distruzione, dopo alcuni minuti mi accorgo che sto sparando all’aria, mi fermo. Giro la testa verso Stefano e vedo che un colpo gli ha portato via metà cranio, mi giro e vomito. Sono incazzato come una bestia e cerco qualcosa su cui sfogarmi. Sento un rantolo dal campo da cui ci stavano sparando, senza pensarci un attimo salto sul cofano e corro verso il punto da cui giunge il richiamo, trovo un ragazzo della mia età con il piede mozzato, si tiene la gamba. Gli dico:”non ti muovere, torno subito” ma non devo avere proprio l’espressione da boy-scout visto come mi guarda, il mio cervello è in stand-by, non penso più, voglio solo vendicare Stefano e Riccardo. Torno alla macchina e trovo quello che cercavo: una fune da traino. Faccio l’unico nodo che so fare: il cappio, metto in moto il Defender e mi avvio verso lo stronzo, gli lego la fune attorno al tronco sotto le ascelle mentre si dimena, stringo bene bene e torno alla macchina, metto la prima e torno in strada, parto a tavoletta, sento le urla del tizio mentre lo trascino sull asfalto dissestato, quel suono gratta nel mio cervello come un coltello passato sulla lamiera, ignoro la sensazione di nausea e schiaccio più forte, dopo alcuni chilometri arrivo alla darsena. Scendo, guardo la fune insanguinata, mi accascio a terra e comincio a piangere, la pistola di Stefano in mano, la guardo, mi infilo la canna in bocca, premo il grilletto. “Click”…. scarica. Questo fottuto mondo non mi lascia neanche suicidarmi, ma il suono dell’arma che spara a vuoto ha risvegliato qualcosa in me: la voglia di lottare fino all’ultimo. Mi alzo. Le taniche di benzina sono in macchina, mi porto di fronte al gommone… quanti bei ricordi, quante gite in compagnia in laguna. Travaso le taniche di benzina, prendo il trattorino e porto il gommone alla discesa di alaggio, lo ancoro ad una bricola, butto in acqua il carrello, prendo quello che mi serve dalla macchina, metto in moto e parto… speriamo bene. Carlo mi senti? Ci sei? STO ARRIVANDO CAZZO! Ho bisogno di una grappa, o qualcosa di forte. Sono Lorenzo e sparo a qualsiasi cosa mi capiti sufficientemente vicina. Peccato che gli zombie non sappiano leggere… Venezia I’m coming!!!!
Il gommone vola a pelo d’acqua… passo vicino ai cartelli dei limiti senza cagarli, zona a limite dieci km/h? Passo sparato a quasi ottanta. La laguna piatta favorisce la velocità. Da Brondolo un breve tratto in mare, rientro a Chioggia, e poi passo tutti i paesi dalla parte interna, soffermandomi un attimo ad osservare le case multicolore di San Piero in Volta Quando comincio a vedere pennacchi di fumo che si alzano da Venezia… un manicomio. Non credo sia normale, assisto per un po’ a quello spettacolo raccapricciante. Mi viene da piangere. E adesso? Che faccio? Di andare a vedere cosa succede non se ne parla. Fermo il gommone e mi metto a riflettere, a dir la verità un posto ci sarebbe…. non so come arrivarci fin la ma una maniera la troviamo. Thomas, come si arriva a Tonezza del Cimone? Quanto dista? Ci metterò un po’ visto che devo rifare un bel pezzo di strada, sperando che la mia macchina ci sia ancora. Aspettatemi, tu e quell’altro guerrafondaio di Grizzly. Arrivo! Ci sarà qualcosa da fare… ho visto che vi siete organizzati per bene… datemi le coordinate e arrivo!

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