IL BURATTINAIO

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30 giugno 2012 di thesurvivaldiaries

Tonezza del Cimone
Bunker 3
4 superstiti

Grizzly – Quando arrivo Thomas è già lì. Capelli lunghi e neri e una faccia da sberle. Incredibile, ma un po’ me lo aspettavo così, si vede che ho molta fantasia. Mi pare uno a cui è meglio non rompere i coglioni il che equivale a dire: il compagno ideale se vuoi scaldare il culo agli zombie. L’abbraccio è di quelli che dicono tutto senza bisogno di aggiungere nulla. L’aria attorno a noi è carica del profumo degli aghi di pino mentre il cielo si sta tingendo del rosso sanguinante del tramonto. Gli scarponi grattano sul terreno sollevando ghiaia e schizzi di fango. Dopo aver sistemato le casse prendiamo quella che contiene gli snack e le bottiglie buone e partiamo alla volta dell’hotel.

Thomas – Ci stringiamo in un abbraccio senza parole. Grizzly apre subito il bagagliaio della sua auto: ci sono due casse di legno all’interno. Una contiene vari generi alimentari e alcolici, l’altra è piena zeppa di armi. Armi di cui ignoro completamente i nomi e le loro funzioni. Appoggio in cima all’arsenale, la mia roncola, la mannaia e il martello da pioli. Richiuso il coperchio, afferriamo la cassa piena di viveri per le maniglie e ce la trasciniamo dietro fino all’entrata dello Zombie Circus.
Il sole è appena tramontato dietro la croce del monte Spitz. Presto il buio avvolgerà l’intero altopiano. Sì vedranno solo piccoli lumi isolati qua e là in lontananza. Lumi ancorati alla vita. Lumi con la loro storia da raccontare.
Schierati come sulla linea di partenza, ci sono quattro fuoristrada e tre moto da cross parcheggiati davanti all’albergo. I due tizi all’entrata ci puntano i fucili addosso.
Quello più tarchiato ci fa: Ehi, frocetto, hai trovato l’amichetto. Ridono. Cosa c’è dentro la cassa? Fa l’altro senza smettere di ridere. Noto che Grizzly s’irrigidisce subito, le nocche delle dita attorno alle maniglie sono diventate bianche. Afferro il bordo del coperchio e lo apro lentamente mostrandone il contenuto.
I due diventano seri e ci fanno cenno di passare.
Gli occhi del nano brillano di commozione alla vista delle bottiglie di whisky. Ci consegna le due Vip-card congratulandosi con noi. Grizzly appoggia la pistola sul bancone ed io consegno balestra e faretra.
Entriamo.
Gli uomini sono tutti attorno ai tavoli da gioco. Sono circa una trentina in tutto. Ci sono un paio di tizi che vengono dal bunker 1, il resto non li conosco. Non ci sono cameriere e ci si serve da soli al bancone. Ci accomodiamo e ordiniamo da bere mostrando al barista con il naso a uncino le nostre Vip-card.
Il salone sembra più piccolo dell’ultima volta. Un tendone da circo copre completamente l’angolo opposto al nostro. Le gabbie appese al soffitto sono state ricoperte con delle stuoie rosse. Grizzly tracanna il cherosene senza batter ciglio, si asciuga la barba con la manica della camicia a quadri ed esclama: Grande! Che dici, un altro giro?
Un rullo di tamburi improvviso ci interrompe e introduce l’entrata del capo della baracca. Luci sulle tende da palcoscenico. Gli uomini ai tavoli da gioco prendono posto a sedere e Mangiafuoco allarga le braccia urlando: Benvenuti allo Zombie Circus.
Qualche risata, un paio di fischi d’approvazione e ritorna il silenzio. Il domatore di leoni non smette di sorridere e riprende: So che per molti di voi è stata una vera avventura arrivare fin qui, ma vi prometto fin da ora che ogni vostro sforzo sarà ben ripagato. Lo Zombie Circus non è solo un letto dove stare, tavoli da gioco e la migliore grappa in circolazione. No, lo Zombie Circus è molto di più. Noi oggi vi offriamo un’opportunità che a nessun uomo su questa misera Terra è mai stata offerta.
Con un gesto indica le gabbie appese, il barista dietro al banco tira una corda e le stuoie rosse scivolano sul pavimento.
Dentro ci sono due ragazzine che non superano i quindici anni. La magrezza anoressica è quella tipica delle modelle e delle cubiste, pure i bikini e le zeppe ai piedi sono gli stessi. E’ solo il carburante che le fa muovere a essere cambiato: la bianca bamba è stata sostituita con la carne dei vivi.
Anche se in un primo momento non si direbbe, ma sono due zombie.
Hanno entrambi una gagball di metallo infilata in bocca e assicurata con un cinturino di cuoio alla testa, le dita invece sono state mozzate e ricucite all’altezza delle nocche.
Sono ben conservate e non puzzano quasi per nulla. Sprigionano una sensualità animalesca difficilmente descrivibile. Ma sono pur sempre dei fottuti zombie del cazzo.
Mangiafuoco si sposta al lato del tendone che divide in due il salone, e il sipario si apre. La gabbia dei leoni. Solo che al posto dei felini ci sono tutti gli zombie che avevo visto nel seminterrato. Si muovono freneticamente, grugniscono e mulinano le braccia fuori dalle sbarre.
Mangiafuoco li indica e urla: Pescate dal gruppo e noi vi prepariamo il vostro giocattolino. Pronto per soddisfare ogni vostro desiderio. Non siate timidi. Non abbiate timore, è tutto organizzato con le più ferree regole di sicurezza. Voi scegliete e noi vi leghiamo al letto della vostra stanza il vostro giocattolo. Una volta chiusa la porta, non ci sono più regole e potrete sfogare come volete le vostre voglie più nascoste. Il nostro motto è: divertitevi e poi ci penseremo noi a ripulire la merda.
Il sorriso si allarga su tutto il volto, fa un inchino, saluta la platea e viene verso il nostro tavolo.
Faccio le presentazioni, si siede, complimenti per il locale, ci spiega come sono lavati e profumati gli zombie prima d’essere presentabili e bla bla bla.
Indico le gabbie appese al soffitto e lui dopo aver ingurgitato della grappa dalla nostra bottiglia, ci sorride giocherellando con una treccina della barba: Eh eh eh… Buon gustai. Quelle sono la mia riserva personale.
Si guarda attorno e abbassa la voce: Mi è stato riferito che avete portato tanta roba, bravi. Allora diciamo che se aggiungeste qualche regalino alla nostra buona causa, e poiché mi siete pure simpatici, le mie ragazze potrebbero farvi anche da subito un po’ di compagnia…
Io e Grizzly ci guardiamo senza dire nulla. Dopo un cenno con il capo Grizzly si alza e s’incammina verso l’uscita. Mangiafuoco si affloscia sulla sedia e tira su il bicchiere per un brindisi.
Io mi volto per guardare Grizzly e vedendolo di spalle non so se essere più preoccupato della gabbia di zombie affamati o della follia omicida che ho letto nei suoi occhi.
Brindiamo.

Segue…

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