Addio e grazie per tutto il porno

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29 giugno 2012 di thesurvivaldiaries

Sto seduto qui allo Zombar, cerco di respirare piano e farmi venire sonno a modo mio: sfinendomi di birra. Sembra che da un po’ non si trovi più né hashish né ganja in giro e anche le benzodiazepine scarseggiano. Rita, l’infermiera, è riuscita a darmi soltanto due pasticche di Patrol e una manciata di bustine di Brufen. Ho il fegato così ingrossato che sta per chiedermi di comprargli il motorino.
Ho chiesto un portatile e Michele me ne ha trovato uno. Nella mia testa si agita un pugno di immagini frante e ho bisogno della pagina bianca per metterle insieme e darci un senso. A volte credo di avere le parole nelle mani, nelle dita, non nella testa e oggi è più vero che mai perché sono stato solo mani per gli ultimi due giorni. Le sto guardando mentre scrivo. Sono scorticate, sporche, bruciacchiate e mi dolgono. Almeno credo che mi dolgano, visto che ho preso così tanta roba che il mio corpo non lo sento più da un pezzo.

Già, le mie mani. Le mie mani che stringono il lanciafiamme. Le nocche esangui dalla stretta. L’imene della barriera che tenta di evitare lo stupro della Zona Libera, anche se è già tremendamente lacerato. Per quanti ne brucio, gli Zulu continuano ad arrivare. Hanno imparato, come aveva detto Guile. Ora sanno come aprire la scatoletta con la carne dentro. Sembra che questa nuova consapevolezza li abbia resi ancora più forti. Non ci hanno dato tregua giorno e notte, nonostante le granate che gli abbiamo tirato, nonostante il fuoco, le frecce, i proiettili, i sassi, le bestemmie. Nonostante fossero diventati una poltiglia di mani tese per afferrare. Ho visto il fuoco fonderne assieme alcuni e non ucciderli. Ho visto l’orrore e ho continuato a bruciarli.
Certo, li abbiamo rallentati di un bel po’ ma se guardo là in fondo, verso Mestre ne vedo ancora troppi.
Il carburante del mio lanciafiamme finisce. Il tenente Zanin mi si affianca con la balestra e mi copre. Un altro militare, uno che non ho mai visto prima è con lui.
“Vecio, vai a dormire.” Mi dice Zanin.
“Ma non ci penso neppure.”
Zanin bestemmia mentre centra un ciccione senza un braccio alla testa. “Devi andare a dormire ti ho detto. Porno, guarda che questo è un ordine.”
“Zanin, io sono obbiettore. Mi dispiace che lo vieni a sapere così.”
Zanin bestemmia ancora. Io mi guardo in giro per trovare il tizio che rifornisce le bombole. Poi mi vedo una rivoltella puntata alla testa. Zanin ha perso la pazienza. Urla.
“Sei qua da quindici ore, mona. Che cazzo di lucidità pensi di avere?”
Io lo guardo negli occhi. Non sta scherzando. A dire il vero Zanin non scherza mai. Gli rispondo con una bestemmia smozzicata e comincio a togliermi le cinghie.
“Vaffanculo comunque.” Gli dico.
“Ma vaffanculo tu.” Risponde lui. Sembra sollevato dal fatto che io me ne vada. Non credevo di aver fatto un così pessimo lavoro. Voglio dire, basta premere il grilletto e dirigere il getto di fuoco verso Zulu facendo attenzione a non arrostire quelli intorno a te. Non è fisica nucleare. Consegno il lanciafiamme al militare che accompagna Zanin. Altri due ci si affiancano e ci coprono. Stiamo discutendo di cazzate a mezzo metro da una massa ameboide putrefatta da cui spuntano mani avide di carne viva.
Mentre mi avvio verso le retrovie sento che qualcosa mi colpisce alla nuca. E’ una mostrina militare con una freccia nera. E’ la stessa che ho visto portare ai caporali. Zanin me l’ha tirata. Lo vedo lassù. Cazzo, è tremendamente serio.
“Sei promosso sul campo, soldato.” Mi dice. “Fatti un sonno e poi torna qui che ce n’è da fare. Te ci servi. Fai morale.”
“Varda che no penso che sia regolare ‘sta roba.” Gli rispondo.
“Perché? Questi i xe regoeari?” Indica gli Zulu e poi comincia ad aiutare il mio rimpiazzo ad indossare il lanciafiamme. “Va in branda Porno!”
Io lo guardo un po’ interdetto. Sì, cazzo sono stanco morto. Il bello è che me ne accorgo solo ora. Laggiù, verso la ferrovia un gruppo di Zulu riesce ancora a scavalcare. Qualcuno li fa secchi con una mitraglietta. Si sentono grida, bestemmie. Viene lanciata un’altra granata.
Cazzo, le stiamo razionando. Non devono usarle se non in situazioni disperate.
Mentre guardo la mia mostrina credo che magari la situazione è già disperata.
E’ l’apocalisse dopotutto, di che mi lamento?

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