Ego te absolvo

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15 giugno 2012 di thesurvivaldiaries

Carlo C.

Quello che ho visto e fatto oggi, tornando a casa di Marta, ha dello sconvolgente. In piena Piazza Insurrezione, solo, in mezzo a carcasse di auto bruciate e sopra ad una cassetta rovesciata di acqua Vera, ho trovato un prete.

Un prete impegnato in un sermone urlato a squarcia gola. Peccato che non ci fosse nessuno ad ascoltarlo.

Quando mi sono avvicinato ho notato la tonaca bianca strappata e macchiata di un rosso che somigliava tanto al colore del sangue. Gli occhi invasati ed i capelli bianchi tutti arruffati. Cazzo, ho trovato il predicatore dell’apocalisse…

Farneticava sulla vendetta di Dio, sull’angelo della morte e sul fatto che tutti i sodomiti ed i peccatori erano risorti per portare l’inferno in terra.

Ora, che l’inferno sia sbarcato in questo mondo morente immagino non ci siano dubbi. Che la colpa sia esclusivamente dei sodomiti e dei peccatori qualche perplessità la nutro ancora.

Ho visto vivi ammazzare vivi, quindi permetterete che abbia qualche dubbio su chi sia il buono e chi il cattivo in tutta questa merda che ci è piovuta addosso così velocemente.

“Tu!” mi ha urlato all’improvviso. “Tu, sei uno spirito puro?”

“Non credo, padre” gli ho risposto.

“Tu devi confessarmi” ha continuato mentre un filo di bava gialla gli colava dalla bocca. “Io sto diventando un demone e tu devi assolvermi.”

A quel punto si è alzato la tonaca e allora ho visto. Un morso, una specie di squarcio all’altezza dell’addome. Quel povero prete pazzo era infetto, ecco perchè voleva la mia assoluzione. Per quello che stava diventando. Un non vivo.

“Io non credo di essere la persona giusta per assolverla, mi dispiace.”

“Manca poco, figliolo. Manca veramente poco che mi unisca a loro. Che mi aggiri per queste strade alla ricerca di carne, alla ricerca di viscere. Sento dentro di me già pensieri impuri. Sento voglie che mi ammorbano, voci che mi parlano, voglia di uccidere. Tu devi assolvermi.”

Ho guardato il prete negli occhi ormai gialli e con le pupille quasi spente. Il momento del passaggio era veramente vicino.

“Padre, non mi chieda di fare quello che non voglio. Chi assolverà me, dopo che io avrò assolto lei?”

Il prete è sceso goffamente dalla cassetta e ha cominciato ad avvicinarsi. Era metà e metà. impressionante.

Ho preso la pistola dalla cinta dei pantaloni e inserito il colpo in canna.

“Io ti assolvo dai tuoi peccati, figlio mio. Io ti assolvo per quello che stai per fare, perchè tu, stai facendo il giusto. Perchè tu mi rimanderai da Cristo nostro Signore. Perchè eviterai che un demone si aggiri in questo mondo morente, alla ricerca di persone da uccidere.”

Si è inginocchiato a pochi passi da me.

Dagli occhi ormai spenti è scesa una lacrima, poi ha cominciato a rantolare. Un rumore che ormai conosco fin troppo bene.

“Fallo adesso” mi ha implorato con una voce che da far accapponare la pelle. “In nome di Dio, fallo ades..”

Il silenzio della piazza è stato violato da un unico colpo di pistola. Degli uccelli si sono alzati in volo.

Il corpo del prete è stato scosso da un tremito, poi è caduto faccia in avanti.

Ho riposto la pistola, mi sono fatto il segno della croce ed ho continuato a camminare senza più voltarmi.

 

Ps. Sopra al tavolo della cucina di marta c’è un grosso libro vecchio e polveroso.

 

Carlo C.

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