Frecce Tricolori di Sto Cazzo

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14 giugno 2012 di thesurvivaldiaries

Sto scrivendo sta cosa sull’iPhone, quindi non aspettatevi chissà quali voli pindarici. Ha! Voli! L’avete capita?
Sto volando in tondo sopra Peschiera del Garda o qualcosa del genere, non ho una mappa, quindi tiro a indovinare dalla posizione sopra la A4. Qualunque sia il posto ha una copertura 3G funzionante e non me la lascio sfuggire.
La burrasca è finita l’altroieri ma il lago è rimasto ondoso fino ieri. Stamattina ho caricato tutto quello che secondo i miei calcoli l’aereo poteva trasportare e ancora decollare senza un oceano per la corsa di decollo e sono partito. Ho qualche tanica di carburante, il portatile, un po’ di provviste e il resto è birra.
Solo su Milano mi è venuto in mente di accendere la radio, non pensavo che il traffico aereo fosse particolarmente fitto in questo periodo. Ma appena ho girato le manopoline sulla frequenza concordata con Giulio, ho sentito la sua voce nelle cuffie. Parlava e straparlava. Sembrava un Jack Burton ubriaco che trasmetteva dal suo Pork Chop Express volante. Appena ha mollato un attimo il pulsante della trasmissione, mi sono infilato e l’ho salutato. Ci ho messo un po’ a convincerlo che non ero una allucinazione uditiva. Poi ha cominciato a parlare a raffica di panda e come si possano avviare con due fili. Solo dopo due o tre frasi ho capito stesse parlando di una macchina.
Visto che lui ha delle cartine aeronautiche e io sto semplicemente seguendo la A4, gli ho dato appuntamento sulla verticale dell’aeroporto di Bergamo e dopo un quarto d’ora ci siamo riuniti e abbiamo ripreso il volo verso Venezia in formazione.
Il ragazzo ha qualche problema con la cognizione del tempo, perché parla come se ci fossimo visti giusto un paio di giorni fa, mentre in realtà sono passati almeno una decina di giorni. Sono sicuro che una bella moretti quando atterriamo gli farà bene.
Il suo trabiccolo è un po’ meno performante del mio Drago Anfibio, quindi, quando ho visto che qui c’era campo, l’ho mandato avanti dicendo che lo avrei raggiunto su Padova per poi fare un’entrata trionfale in formazione su Venezia. Frecce Tricolori di sto cazzo.
Mi piacerebbe dilungarmi ancora e soprattutto parlare di quando ci hanno sparato mentre passavamo su Brescia, ma è meglio se procedo. Vi basti sapere che ho un buco nell’ala sinistra (per fortuna non ha beccato il serbatoio) e ci siamo fatti una bella salita d’emergenza al limite dello stallo fino a 10000 piedi. E voglio vederli quei bifolchi sabbipodi tirare a 3 chilometri verso l’alto. Brutti pezzi merda, c’ho una voglia di tornare indietro e mollargli una tanica di benzina incendiata in testa… No, devo procedere. Ci sentiamo dal Lido, spero.

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