La notte che bruciammo Tinto

3

9 giugno 2012 di thesurvivaldiaries

Ehi, siete tutti ancora vivi?
Carlo C., ma non è che sei un troll anche tu? Cioè: ‘sta cosa è cominciata per colpa di una radice amazzonica? Cazzo, i fiori del male di Bach insomma. Io ho provato a chiedere un po’ in giro, restando sul vago, alle “autorità” qui presenti. Ho ottenuto solo risposte ancora più vaghe delle mie domande. Non lo so, non mi pareva mi stessero coglionando. Credo che la verità sia che neppure i militari sappiano cosa sta succedendo effettivamente e perché.
Mah, Carlo: hai ragione su di me: la mia bolla non è mai stata proprio al centro, fra le due tacche e per quanto riguarda l’onestà, ormai sono diventato troppo cinico per raccontare balle. Una volta sì ero un ballista nato, ora me ne frega così poco di tutto che raccontare la verità non mi costa nulla.
La mia verità di ieri mattina è stata questa: ero disteso sul mio lettuccio in aula A e non mi andava più giù.
Il cazzo, intendo.
Ho provato a far tutto ma ogni più piccolo movimento non faceva che aumentarmi il totem. E ci credo: da quando sono qui non mi sono mai segato neppure una volta. Quando dormi in una camerata con altre dieci persone viene un po’ difficile. A me serve intimità per scoparmi, cazzo. In quanto a donne: bé, vi ho spiegato la situazione, non fatemi ripetere.
Mi sono alzato circospetto tenendo con fare casuale un cuscino davanti al pube (la qual cosa ha fatto ancora peggio, dato che mi ha ricordato il morbido culetto di meglio-non-fare-nomi), sono andato in canale, dietro a San Sebastiano, l’ho tirato fuori e ho pisciato.
“Devo fare qualcosa.” Mi son detto, fissando la mia piscia che si univa alla piscia dei canali di Venezia.

E qualcosa ho fatto. Sono andato all’Accademia. Sì, lo so cosa state pensando: era il piano dei militari, prima che li intontissi con tutto quel porno, andare all’accademia e compiere uno stupro di gruppo. Bé, mica l’hanno fatto. Ma son quasi sicuro che non è stato per merito mio e del mio porno. Credo che Cesari, quello che comanda la baracca abbia a cuore che le cose funzionino nella Zona Libera. Io comunque continuo a non fidarmi di nessuno. D’altronde mi è difficile fidarmi persino di me stesso, soprattutto quando mi si accende il secondo cervello, quello che mi penzola tra le gambe. Bé, non sempre penzola.
A dir la verità le cose all’accademia sono quasi andate come speravo. Vi faccio notare però che quel quasi è grande come una casa. Ma andiamo con ordine.
Arrivato all’Accademia di belle arti, i ragazzi mi hanno accolto subito senza farmi troppe domande. Mi sono presentato con la maglietta di Aphex Twin e la mia espressione più svagata. In più è da parecchio che non mi rado o mi taglio i capelli, quindi ora sembro una specie di barbone vestito da raver. L’artista perfetto. Dopo cinque minuti che ero dentro avevo già un cannone in bocca e una birra in mano. Birra fredda tra l’altro. Saranno degli scoppiati i ragazzi qui ma hanno trovato il modo di coprire il tetto dell’accademia di pannelli solari. Hanno corrente elettrica e frigoriferi.Come mi aveva detto il tenente Ferro hanno costruito addirittura una serra idroponica e ci coltivano di tutto, anche la Maria Giovanna. Se non altro, ora possono farlo senza problemi.
Si sono proprio organizzati bene: hanno proprio tutte le comodità.
Persino Tinto Brass. Sì, un Tinto Brass zombie tenuto in una gabbia al centro del piazzale interno dell’accademia.

“Ma è lui?” Ho chiesto al tizio che mi faceva da guida.
“Cerrrto che è lui.” Mi ha risposto, imitando Ezio Greggio. “Lo abbiamo trovato zombificato in casa sua qualche settimana fa.”
“E lo tenete così?”
“Sì…guarda, stiamo facendo un contest di installazioni. Il tema è l’apocalisse zombie. Uno dei collettivi ha pensato bene di usarlo come installazione vivente. Bé vivente non è la parola giusta ma hai capito.”
“Mi sa che vincono.”
“Mi sa anche a me.”

Advertisements

3 thoughts on “La notte che bruciammo Tinto

  1. Adriana ha detto:

    La tizia che vuole solo pomiciare perché sta vivendo una relazione un po’ complicata mi ricorda la Sgnaccamaroni di Leo Ortolani :-D

  2. Adriana ha detto:

    P.s.: il titolo del post è un omaggio a ‘La notte che bruciammo Chrome’ di Gibson?

  3. Carlo Vanin ha detto:

    Sì, la figura della Sgnaccamaroni ci sta tutta nella tizia. Purtroppo a me ricorda un sacco di tipe conosciute oltre a lei…ma non voglio essere qualunquista. Ci son tante brave cattive ragazze là fuori! Sì, il titolo è proprio ispirato a Gibson, proprio come il mio post precedente “Gesù Cristo Cyberpunk”, ispirato a “Monnalisa Cyberpunk”, il cui titolo originale inglese (Mona Lisa Overdrive) è a sua volta citato (seppur criptato) all’interno del testo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

eBook – Stagione 1

Promo

BlogItalia - La directory italiana dei blog
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: