La biblioteca

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7 giugno 2012 di thesurvivaldiaries

Carlo C.

La situazione non è buona. No, non lo è decisamente.

Vi scrivo dalla biblioteca universitaria di Padova in via San Biagio e, dettaglio che a voi magari può anche non interessare, la più dura si può imbottigliare. Chi ha orecchie per intendere intenda, il resto ovviamente in camper.

Detto ciò credo di essere solo all’interno di questo enorme palazzo. Il solo vivo sicuramente, per il resto non so. Sento rumori, passi furtivi, occhi che mi guardano. Questo posto mi manda letteralmente in paranoia e faccio fatica a distinguere il reale dall’immaginario. Sono alla ricerca del famoso libro cui accennavo nel precedente post. Avrei chiesto volentieri alla bibliotecaria, ma da quello che ho potuto vedere deve essere in pausa caffè. Credo per sempre, visto che ho trovato i suoi resti fra il distributore delle merendine e la macchina del caffè per l’appunto. Per essere del tutto esatti la testa ha sfondato il vetro del distributore delle merendine e ora è fra una fila di Kinder fetta al latte e una di Doriano salati. Non è nemmeno una non viva, dato che ha un bel foro in fronte. Probabilmente qualcuno che non ha gradito il libro consigliatogli…

Ad ogni modo sono qui. Ad aggirarmi fra enormi scaffali con pistola alla mano e una cazzo di paura fottuta. Ho novità per quanto riguarda il libro. Ve le accenno e, nel caso riesca a trovarlo, riuscirò pure a confermarvele.

Questa mattina, prima di partire, ho ricevuto una mail dal mio ormai famoso amico ex sfigato ( si, quello che si divideva fra lo studio in questi locali e la mano nel cesso di casa sua) con nuovi dettagli. Questa per riassumere la situazione.

Circa duecento anni fa, in un piccolo villaggio indigeno all’interno della foresta amazzonica, un piccolo gruppo di locali fece una scoperta incredibile. Distillando e poi essiccando le radici di una pianta, si otteneva una potente droga che induceva ad uno stato di morte per circa quattro giorni. Questo rituale, che si compiva una volta al mese, veniva chiamato “la visione dell’oltre” e regalava incredibili allucinazioni durante quel lungo momento di morte apparente. Dopodiché, il risveglio.

Il genere umano si sa, vive nell’ingordigia e questo dato di fatto vale ad ogni latitudine. Così gli stregoni della tribù aumentarono in maniera esponenziale le concentrazioni di droga, fino ad arrivare alla non morte perenne. Un viaggio lungo un’eternità.

Tenete presente che essendo cento anime in tutto, i non morti furono sterminati dai contadini mano a mano che uscirono dalla foresta. L’uccisione di questi strani esseri cominciò a diventare una leggenda che finì con il tramandarsi di padre i figlio, fino ad arrivare alla scrittura di questo libro circa cento anni dopo.

Come vedete le somiglianze con i nostri nuovi amici sono veramente notevoli. A questo punto mi viene spontanea però una domanda. Ammesso che ci sia un collegamento e che questa cosa sia vera, dove sono i punti in comune? Come ha fatto l’epidemia a diffondersi tanto rapidamente a livello globale? Questo proprio non ve lo so dire. Forse una risposta potrebbe arrivare dai file che stanno per essere decriptati. Per ora posso dirvi solamente che le cartelle, che in totale sono due, hanno entrambe lo stesso nome: “Cristal Dream”.

Ora devo andare, il tempo è tiranno. Ci tenevo a scrivervi queste poche righe nel caso qualche non vivo, o vivo, decida di farmi fuori. Se così fosse, qualcuno di voi venga qui a continuare la mia ricerca. Nel caso invece riesca a portare fuori il culo da questo antro spettrale, vedrò di arrivare a Venezia. Da quello che L’Alienone ci racconta non deve essere il miglior posto al mondo, ma forse quello che ci consente di riflettere con un po’ di calma.

@Psico Alienone. Fratello, non credo tu sia del tutto ok a livello sinapsi, ma ti stimo perché sei onesto e, di questi tempi, è una gran bella cosa. ( se poi mi passi qualche video di donne saponetta diventiamo ancora più amici.)

@Elisa. Non vedo l’ora di vederti arrivare in sella al tuo cavallo di ferro e di luce!

@Michele. Tien duro!

@A tutti gli altri. Stringete i denti e le chiappe. Bevete, fumate e scopate come se oggi fosse l’ultimo giorno di questa misera umanità.

Buona vita

Carlo C.

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