Gesù Cristo Cyberpunk

Lascia un commento

6 giugno 2012 di thesurvivaldiaries

Ciao supervissuti!
Ho appena letto il post di Comas, no, volevo dire Thomas. Gliel’hai fatta vedere fratello! A me gli scout sono sempre stati sul cazzo poi. Già il fatto che ti chiamo fratello vuol dire molto, credimi. Prima di mettermi qui in aula computer a scrivere sono andato all’indirizzo che mi ha dato Elisa, quello della casa dei suoi. Capirsi con gli indirizzi qui a Venezia non è che sia molto facile ma penso di aver trovato la casa giusta. O magari sono entrato in casa di un maniaco con un casino di foto tue, Eli. I tuoi non c’erano, mi spiace, ma non c’erano segni di lotta, né di sangue, né di niente. La casa era a posto, a parte la finestra che ho dovuto sfondare per entrare (a proposito: quella non te la pago).
Non so come prenderai questa notizia però ti dico una cosa: secondo me sono scappati durante la prima ondata, quando le cose ancora erano un casino. Probabilmente si trovano su qualche isola qui in giro. Ferro mi ha detto che le isole attorno a Venezia sono ancora più sicure, dato che non c’è Zulu e non ci sono nemmeno militari. L’ha detto ridendo ma sotto sotto ci credeva. L’ho conosciuto meglio in questi giorni, non sembra proprio il classico militare. Certo: è puntiglioso fino allo spasimo e parla quasi solo per ordini quando non beve. Però beve molto e questo me lo rende sopportabile.
Ormai sono l’uomo del porno, grazie a lui. Certo, questa qualifica non mi ha fatto recuperare neppure un mezzo pompino ma meglio che essere il re degli sfigati, almeno credo.
E’ stato proprio Ferro che mi ha mandato al Muro, ieri.
“Senti, se hai finito con le cose che ti avevo chiesto, serve uno che vada a portare il rancio ai ragazzi sul Muro.” Mi ha detto, incontrandomi in mensa.
Io non c’ero mai stato al Muro, prima di allora.
Mmm. Magari non ve ne avevo mai parlato ma penso che l’abbiate intuito da voi: c’è un muro fra noi e gli zombie, un muro sul Ponte della Libertà. Una barriera, una recinzione, come volete chiamarla. Sul Muro c’è la gente che fa il lavoro più sporco, proprio come su Game Of thrones. Tengono lontani i mostri. O meglio: controllano che i mostri non si avvicinino troppo, dato che le munizioni sono contate. E quindi, come vi dicevo: ieri ho visto per la prima volta il Muro e ho scoperto una cosa che i film di zombie non ti dicono: gli zombie puzzano.
Portando il carrello delle vivande su e giù per i ponti, avvicinandomi a Piazzale Roma l’ho sentito distintamente: un puzzo immane di letame misto a morte. Fortuna che ho incontrato un soldato semplice che mi ha spalmato della canfora sotto il naso, altrimenti avrei dato di stomaco sul rancio.
Bé, non sarebbe stata la prima volta che vomito a Venezia.

Il Muro. Il Muro non è un muro, lo chiamiamo così solo perché non ci sono altre parole per definirlo. Non è neppure una barriera, né una recinzione. Non so neppure come fare a descriverlo bene. La prima volta che l’ho visto (ieri, appunto) mi sono ricordato di quello che mi diceva la Borella, la mia prof. di educazione artistica, una veneziana DOC con una cofana di capelli biondi così e dei perenni pantaloni aderenti di pelle nera. Diceva che le chiese più antiche di Venezia, come San Marco, erano state “assemblate” più che costruite. Assemblate con le amenità architettoniche più varie che i mercanti trovavano in giro per il mediterraneo.
Ecco, il Muro di Venezia è questo: una catasta di materiale disomogeneo che occupa circa un centinaio di metri del Ponte della Libertà poco dopo lo svincolo del Tronchetto. I mattoni del Muro sono oggetti di grandi dimensioni come automobili, camion, pullman accartocciati l’uno nell’altro come nell’ingorgo perfetto, ma sono anche masegni tirati via da chissà quale chiesa, televisori, ferri da stiro, addirittura alberi. E’ una specie di discarica, come dicevo, che si abbarbica a due giganteschi container finali, ultima barriera prima della gigantesca marea di Zulu.
Avvicinandomi col carretto portavivande ho notato un’altra particolarità del Muro, che lo fa somigliare ancora di più ad una chiesa: è pieno zeppo di ex voto, foto di cari (non so se estinti), candele, santi e santini di ogni religione. Sembra che tutti abbiano voluto rinforzarlo in qualche modo e chi non aveva niente di pesante da mettere, ha messo la fede.
Sapete una cosa? Io sono un coglione senza Dio. Sono un bestemmiatore che si vanta della propria abilità di creare nuove saracche da inviare nell’alto dei cieli. Però non ho dubitato neppure un secondo che i lumini, le foto dei PadriPii, Donboschi, Buddi, Shivi, i crocefissi, le menorah stessero effettivamente funzionando a tenere salde le macerie del muro. Cazzo, ne ero e ne sono ancora certo. Non so come sia possibile ‘sta cosa ma non so. Forse è come quando entri a Notre Dame. Ti fa pensare che effettivamente qualcosa deve pur esserci lassù, laggiù, da qualche parte in questo universo del cazzo.
Oh, non sono diventato un credente, eh? Ma vi giuro che un po’ di sicurezza in più me l’ha data.
Come me l’hanno data i tizi sul muro, quelli che stanno sui container. Anche loro sono militari ma non è che siano proprio così militari. Ne ho conosciuto uno, l’unico che mi ha ringraziato quando gli ho portato il rancio. Tutti lo chiamano Gonzo e non so in che cazzo di reparto operasse prima. Sta di fatto che ha una pancia così, due baffi così e una carnagione giallo/marrone. E’ l’unico che non indossa l’uniforme, a parte un paio di pantaloncini corti mimetici e una camicia hawaiana. E sì, si stava anche fumando un sano ceppo di Marja. Me ne ha offerto un tiro e poi me ne ha offerto un altro. Poi mi ha offerto una birra, poi un’altra. Poi mi sono trovato sul muro a circa un metro dalle mani degli Zulu rosto duro.

Segue 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

eBook – Stagione 1

Promo

I più letti

BlogItalia - La directory italiana dei blog
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: