Confetti di piombo su di noi

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5 giugno 2012 di thesurvivaldiaries

Accovacciato sulla sella sembravo GrapeApe che fugge dall’inferno su di un fottutissimo monopattino a motore …

Venezia rimane un miraggio, la corsa ad ostacoli per raggiungere in nostro obiettivo si fà ogni giorno più pericolosa. Più che gli zulu mi preoccupano i vivi perchè sono armati fino ai denti e non fanno distinzioni quando si tratta di impallinare qualcosa o qualcuno, quando siamo scappati davanti al posto di blocco ero esattamente come un merdosissimo orso che fà il bersaglio in un tiro a segno al luna park !
La mia socia è una tipa spiccia, con le armi ha dovuto fare troppa pratica in poco tempo e quando tira fuori il cannone è meglio starne alla larga ma se sei nella merda fino al collo come sono io in questo momento è la cosa migliore che ti può capitare. Per il resto lei non parla e io non chiedo, lei non chiede e io non parlo. Il tempo che non passo a scappare e cercare di tenere in salvo il culo lo uso per provare a riposarmi un pochino ma il sonno non è più mio amico.
L’autogrill in cui ci siamo rifugiati è tremendamente lercio, il sudiciume è ovunque e la puzza non riesco nemmeno a descriverla, quando sono entrato mi bruciava il naso e mi lacrimavano gli occhi ma per oggi questa è casa.
Ho letto i post degli altri, a quanto pare l’ottimismo se n’è andato con Tonino Guerra e adesso lo puoi trovare un metro e mezzo sottoterra. Se volete farmi credere che quì fuori non è poi meglio che sull’isola sprecate tempo, preferisco crepare con un occhio in più in mezzo alla fronte piuttosto che essere mangiato vivo o diventare uno di loro.

L’altra sera la pioggia cadeva battente dal cielo e le gocce d’acqua parevano quasi confetti di piombo, ogni tanto un lampo di luce diradava l’oscurità e potevo vedere muoversi nella penombra la feccia dell’umanità che si sfaldava sotto il peso del cielo che piangeva su questa disgraziata terra. Gli zulu avanzavano lentamente perdendo brandelli sotto il diluvio torrenziale, sembravano sciogliersi piano piano ad ogni passo fino ad arrivare a terra e continuare a strisciare per poi scomparire liquefatti tra le fessure del terreno.
Quando chiudo gli occhi per riposare le loro anime sono lì ad aspettarmi, la terra è inzuppata del loro sangue marcio e sento il suo latrare tormentato che mi chiama. La terra trema e non smette di vomitare la Sua rabbia…

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