Zulu non fa surf

Lascia un commento

25 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

Goooooodmorning Zombieland!
Sono ancora vivo e se vi dico dove sono adesso mi sa che non ci credete. Io ve lo dico lo stesso.
San Sebastiano, Venezia. Facoltà di Lettere. Zio cane, la MIA facoltà, la MIA stronzissima, odiatissima facoltà. Quella che ho fatto per anni mandando a fan culo professori che non capivano nulla di letteratura e continuavano a parlare di D’annunzio. Fanculo D’annunzio e il suo aereo del cazzo.

Uff. Sto delirando, ma sto bene: davvero. E’ che ho un po’ di febbre e neppure mi sarei dovuto alzare dalla mia barella. Seriamente, per una volta: qui è pieno di gente. Gente viva. Elisa, ho riletto il tuo secondo post, le cose sono andate proprio come dicevi tu qui a Venezia. Il caos, all’inizio. Tanti sono scappati in barca e si sono rifugiati sulle isole, altri sono rimasti. Tutti quelli che avevano una pistola, un fucile, una fiocina, un mocio.

Si sono ripresi Venezia, da quanto ho capito e hanno costruito un muro sul ponte della libertà. Una barriera come quella dove hanno spedito John Snow. Cazzo, mi sento anch’io come John Snow perché sembra che siano passati anni da l’ultima volta che ho trombato.

Merda, ecco che deliro ancora. Andiamo con ordine.

Stavo morendo. Veramente. Ero sul tetto di casa mia. Mi ero portato tutto: quel po’ di acqua che mi era rimasta, quel molto di birra. Una sedia, un ombrellone. Avevo steso le lenzuola con su scritto “qui c’è un mona vivo” o una roba del genere. Gli elicotteri però non sono arrivati né il primo giorno, né il secondo, né il terzo. L’acqua era già finita al primo così mi sono ridotto a bere la birra calda. Dato che mi trovo a Lettere potrei dirvi che si tratta di un classico caso di contrappasso. L’ubriacone a cui resta solo birra da bere. Non ho pensato neppure per un secondo di scendere ed affrontare gli zombie in strada, come vigliacco sono il pacco completo.
Ad un certo punto non mi ricordo più niente. Ero svenuto, addormentato, collassato, andato, fottuto.
Poi l’ho sentito. L’elicottero. So di aver visto distintamente, nel collasso, l’immagine di San Schwarzenegger da Thal che mi urlava “RUN, GET TO DA CHOPPA!!!” e ho aperto gli occhi.

Mi hanno tirato su in qualche modo. Della cosa ricordo solo alcuni dettagli.
Il tipo che mi scuoteva, ad esempio. Aveva una divisa da lagunare e un accento chioggiotto da manuale della chioggitudine. Merda, aveva l’ottavo tankobon di Naruto in tasca. Forse quello me lo sono sognato, però. Il tizio mi ha scosso di brutto per farmi ripigliare. Mi ha chiesto se avevo qualcosa che volevo portarmi dietro.
Sì, avevo qualcosa. Mi ero preparato lo zaino, da bravo Vergine ascendente Bilancia.

Ecco il contenuto del mio zaino:
-10 paia di mutande, 10 paia di calzini;
-8 magliette, tra cui quella dell’Amnesia e di Aphex Twin;
-2 pantaloni della tuta;
-1 felpa;
-1 pennetta usb contenente tutti i miei romanzi, racconti, poesie, lettere d’amore a donne stronze;
-2 hard disk da 2 tera ciascuno contenenti gran parte della creme della pornografia della rete, roba orientale compresa;

Nell’elicottero mi sono un po’ svegliato. Mi hanno dato dell’acqua e una coperta. Io ho farfugliato: “Ma che cazzo mi date una coperta che ho un caldo bestia?”
Ara che te si drio tremare come na foja.” Mi ha risposto il lagunare Naruto.
Probabilmente avevo la febbre alta. Se adesso, dopo un botto di tachipirine ce l’ho ancora a 38 mi sa che prima ce l’avevo a 50, se possibile.
Mi sa che poi ho perso conoscenza di nuovo.
Mi sa che ho anche vomitato l’acqua che mi avevano dato.
Poi ho visto una cosa che non credo dimenticherò più per quanto viva, quindi ancora non molto, credo.

Il ponte della libertà. Scarpa diceva che Venezia è un pesce. A me è sempre sembrata un feto. Un feto collegato alla madre terraferma dal cordone ombelicale del ponte. E quel cordone ombelicale ora era pieno di morti. Pieno non rende l’idea. Era zeppo, riempito all’inverosimile. Da allucinato ho pensato che probabilmente quelli erano tutti gli zombie del mondo. Tutti lì.

Ho sentito partire qualche scarica di mitra. Poi una risata. I militari nell’elicottero si divertivano a sparare a casaccio sul mucchio. Non so perché ma non ci ho trovato niente da ridere. Il lagunare Naruto mi ha guardato ad un certo punto e mi ha detto: “Zulu non fa surf.” Con un ghigno da faina.
“Ma che cazzo vi hanno fatto adesso gli Zulu?” Chiedo io.
“Zulu. Gli zombie. Quelli lì.” Mi risponde il pilota dell’elicottero. “Te sei stato fortunato che ti abbiamo trovato. Era l’ultimo giro che facevamo nel Miranese. Là è tutto andato a puttane.”
“Eh, ci vorrei andare anch’io.” Rispondo. “Sapete com’è la situazione a Villach?”
I militari si sono messi a ridere.

Poi sinceramente non è che mi ricordo altro. So che siamo arrivati a Venezia, so che mi hanno messo su una barella. So che ho vomitato di nuovo. So di essermi svegliato qui, qualche ora fa e di aver parlato con un’infermiera di duecento (non scherzo) chili. Coma si trova le hot nurse di nome Giulia e a me tocca blubberella. A proposito: Coma, tirati fuori presto dalla merda e raggiungimi qui.
L’infermiera mi ha indicato la sala computer/telefoni nel caso volessi contattare qualcuno. Mi ha anche detto che era meglio se non mi muovevo dal letto. Invece mi sono mosso. Sono qui. Ho pensato a qualcuno da contattare. Ho pensato a voi.
Ditemi grazie, per Dio.

In ogni caso, vi voglio scrivere ancora presto. Magari questo figlio di puttana vi salva il culo stavolta. Venezia è zona libera. Una zona libera circondata da Zulu ma meglio di un morso sui coglioni, che dite? Riuscite a farcela fino a qui in barca? Da quello che ho visto di questi militari ci si può fidare. Ovviamente non posso garantire per le signorine. Elisa, Michele mi spiace per quello che vi è capitato, veramente. Non sono così stronzo. E’ un periodo di merda. Forse ha ragione il pilota dell’elicottero: sono stato fortunato. Mi piacerebbe spartire un po’ di fortuna con voi.

Bon, vi saluto ora: vado a spararmi una sega.
Con la febbre vien meglio.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

eBook – Stagione 1

Promo

BlogItalia - La directory italiana dei blog
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: