Sola

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23 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

Special guest: Marta Telatin

 

La morte… cazzo… mi dispiace… il tuo amico… Thomas… speravo di essermi sbagliata.

 

Leggervi tutti vivi, anche se in delirio, mi rassicura.

Il vostro contatto mi dà senso di famiglia. Un merdosissimo mondo virtuale che prima di questo casino, odiavo. Adesso, invece, mi ritrovo ad amarlo, ne trovo accoglienza e vita.

Prima, non avevo nemmeno paura della solitudine, ora, ne sono terrorizzata. Prima, amavo il silenzio e lo stare da sola…ora li prenderei entrambi a pedate in culo.

Prima, il sole sfiorava la pelle e il mio buio, ora, ci sono solo freddo e tenebre.

 

Sono ormai due giorni che ho finito anche i croccantini per il gatto… fortunatamente c’è ancora acqua.

Ho la pancia con i crampi dalla fame, lo stomaco con tanto di quell’acido che potrei diventare infiammabile, la nausea 24 ore no stop, manco fossi incinta, e la testa da prendere a martellate. M’imbottisco inutilmente di tachipirine. Non ho altri farmaci. Forse un oki.

 

Accarezzo il gatto, acciambellato sulle mie ginocchia. Sto tirando il filo della vita, con la speranza che non si spezzi.

 

Scrivere mi aiuta, sfogo le paure. Infondo le parole sono come le persone…si trasformano, viaggiano, si ascoltano, sono silenziose o urlano…ritaglio con loro, nuovi angoli di mondo…un giorno memoria… una sorta di “evasione semantica”.

 

Mi sto lasciando andare, naufraga nella morte, senza saper chi ricordare, senza un abbraccio, una carezza…

Senza un’ultima parola…un caldo respiro sulla pelle, un tramonto sul mare.

Non mi ero immaginata una morte così…non mi ero immaginata la morte…

 

Ieri forse sono svenuta, un ginocchio mi fa male e non mi ricordo di aver preso una botta.

 

Accendo un incenso e mescolo i tarocchi…

Carlo, secondo i miei calcoli, sarebbe già dovuto arrivare da tempo…e invece… magari durante il tragitto… non lo voglio nemmeno pensare… era bello sapere che qualcuno si stava preoccupando per me.

Non sono lucida per ascoltare le carte…anche se non sembra ancora morto…

 

Tanto… anche se arrivasse… che cazzo potrà mai fare? Non ha sicuramente svaligiato un supermercato, di conseguenza, fra due settimane sarei di nuovo qui ad attendere l’ultimo spasmo, l’ultimo stento.

 

È bello pensarlo in viaggio…per me…

 

andrò a chiudere gli occhi con questo pensiero… chissà se li riaprirò… ma sorrido e mi sento protetta…

 

Dei rumori… sembrano tonfi.. c’è qualcuno.. ho paura… aspettate, vado a capirne di più avvicinandomi al basculante…

 

Marta Telatin

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