Ottima tomba

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19 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

Vi leggo tutti vivi. Mi fa piacere. A me più che a qualcuno di voi. Se qualcuno non vedesse l’ora di crepare, consiglio di urgersi con salsa barbeque, uscire in strada e cominciare a cantare My heart will go on. E magari filmarlo, così quelli che restano hanno qualcosa di divertente da guardare.

Arrivare alla Caserma Romagnoli non è stato facile. Gli ultimi kilometri li abbiamo fatti a bordo di un autobus dell’APS, il 10 Caselle, per l’esattezza. Mentre Michele guidava all’impazzata quel goffo bolide arancione, io dietro tenevo a bada un paio di anziani tritacarne che avevano deciso di usarmi come alternativa all’Algasiv.

Siamo riusciti a superare il posto di blocco, era deserto. Se c’era qualche militare lì, ora è in giro a sbavare e ingoiare i propri denti. Però c’erano un sacco di transenne e di sacchi di sabbia. Abbiamo anche recuperato due fucili, non sapevo manco come funzionassero. Ma a 50 all’ora per via Chiesanuova, col finestrino abbassato, il cuore su per il culo e il vento freddo, son riuscita a beccarne tre in testa.

Ce ne sono un sacco in questa zona. Occhio.

Arrivati nel piccolo piazzale davanti alla caserma abbiamo fermato l’autobus e siamo saliti sul tetto, urlando a squarciagola “Aiuto, siamo vivi”, cercando di scandire bene le parole per non farci colpire in faccia. E intanto si sparava. Ho scoperto di avere una mira eccellente. Peccato sia inglobata in un corpo molliccio e debole. Fossi un cannibale, non vedrei l’ora di rosicchiarmi. In ogni caso, dopo poco, abbiamo finito le munizioni.

Dopo circa 5 minuti, dall’entrata pedonale, sono usciti due militari. Bardatissimi. Fucile e pistole alla mano, hanno fatto un po’ di casino, permettendoci di scendere dal tetto e catapultarci dentro.

Bad news. Dentro è come fuori. Un confuso esercito di stronzi vestiti di verde e nero. Con un tocco di rosso qui e lì. Ho urlato così forte che ho perso la voce. Tre giorni che sembro la trans di me stessa. Ad ogni modo, il badile e il braccio del manichino ci sono serviti nuovamente. Ed è stato culo, la maggior parte dei non morti è bella stagionata. La carne è frollata. Le ossa si rompono facilmente. L’andatura è ciondolante e anche una come me riesce facilmente a tritare parti del corpo. Gli occhi invece continuano a terrorizzarmi. Grigi, piatti, opachi, inespressivi. Grondanti sangue e liquame vario.

I militari ci hanno portato dentro una struttura che si trova al centro della caserma. Una sorta di nucleo operativo. Pareti massicce, finestre rinforzate, porte blindate. Un ottimo fortino. Un’ottima tomba.

Sono rimasti in 8. Sono qui da un mese e mezzo. Li hanno abbandonati.

Quello che comanda è stato molto gentile con noi. Ci ha dato anche un letto e un posto dove lavarci. Hanno poco cibo ma di tanto in tanto escono, corrono nella zona mensa, prendono il prendibile e tornano nel fortino. Noi cerchiamo di mangiarci il nostro, di cibo, per non disturbare.

Hanno internet e la radio. E malgrado questo, nessuno ha detto loro che tornerà a prenderli. Credo si siano abituati all’idea di stare qui dentro, finchè tutto non sarà finito. Hanno umori e atteggiamenti differenti. Ieri ne ho visto uno piangere e dieci minuti dopo precipitarsi fuori a spappolare il cranio a un tritacarne in particolare. Urlando come se gli stessero scannando la madre. Un altro, un paio di volte al giorno, esce e cerca di tagliare la testa del primo stronzo che passa. Poi la mette dentro un sacco e la porta dentro, come trofeo.

Ho chiesto spiegazioni al capo. Dice che va bene così. Che almeno fanno qualcosa. Gli ho anche chiesto qualche informazione. Una qualsiasi. Mi hanno detto che loro sanno meno di me. Che è successo tutto troppo in fretta. L’unica cosa che sanno, è che è una cosa mondiale. Mondiale. Mondiale nel senso di good-bye human being, welcome hell. A quanto pare, sembra che finalmente ci siamo fottuti fino infondo. Un bel cazzo infettato nel culo.

E noi che avevamo paura della crisi. Avevamo paura che ci avrebbe tolto la dignità. La casa. Il lavoro. La famiglia. Terrorizzati di non poter più uscire a cena, permetterci la macchina, estinguere il mutuo, pagare le tasse. Lo schizzo di sangue sulla mia giacca fa un po’ cambiare la prospettiva.

A dirla tutta, da qualche giorno mi sento meglio. Uccidere per sopravvivere ti rende Dio. Sei sopra le parti, sei carne o carnefice. Sei tutto o niente. Fanculo la crisi, fanculo i suicidi. Più ammazzi più ti senti vivo. Uscite dalle vostre case del cazzo, guadagnatevi il diritto di essere ancora vivi e potervi lamentare per questo.

Sono entrati tre militari, devo andare. Non so cosa cazzo vogl

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