Grossa cazzata

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19 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Michele Chilin]

A mezzanotte due zombi escono dalla tomba e barcollando si avviano al cancello del cimitero. Improvvisamente uno torna indietro, prende la lapide e se la infila sottobraccio. L’altro gli chiede: “Che fai ?”.
E lui: “Di questi tempi e’ meglio girare con i documenti, non si sà mai che troviamo un posto di blocco…”

Sono seduto sul water con il pc sulle ginocchia e rido come un coglione ripensando alla barzelletta che mi è schizzata fuori come un pagliaccio a molla da un cassettino della memoria… Forse è lo stress che cala o magari è il seme della follia che si è ben piantato nel mio cervellino, dormo poco e mangio scatolette di tonno da qualche giorno, mi ci vorrebbero un paio di pinte di setosa birra scura per sentirmi a casa.
Arrivare alla caserma è stata una galoppata divertente, abbiamo preso l’autobus, ho sempre sognato di guidarne uno fottendomene altamente del codice della strada e adesso mi sento realizzato, mentre saltavo tutte le fermate Elisa svuotava i caricatori dei due AR70 che avevamo trovato, colpo singolo, quattro banane da trenta colpi a disposizione per ogni arma. La ragazza dice che non sa usare il fucile ma ha più culo che anima e le teste saltano allegramente facendo accasciare i corpi a terra. Pensavo che ci avrebbero scannato davanti alla caserma, eravamo rimasti senza munizioni in piedi sul tetto del bus, poi arriva la cavalleria e ci porta in salvo dopo aver piombato parecchi non morti. Anche il mio badile si è fatto onore, se sopravvivo mi voto alla coltivazione di zucche.
Certo, i militari ci hanno salvato il culo, certo, siamo in un luogo sicuro con pareti spesse e siamo armati, certo, abbiamo cibo e acqua ed abbiamo potuto quantomeno renderci “umani”, certissimo, quei pezzi di merda non mi piacciono. A parte il leader che sembra più preoccupato di gestire il suo gruppetto e mantiene un contegno gli altri sono tutti fuori di testa. Sanno che non li verrà a prendere nessuno, sanno che là fuori ci sono orde di carnefici che hanno pazienza e fame senza fine. Sanno che il contagio è globale e che non basteranno tante pire quante sono le stelle in cielo per purgare l’umanità da questo flagello.
Sanno di essere nella merda fino al collo e ora sò di esserci dentro anch’io. Ho fatto una grossa cazzata a venire fin quì.
Toc Toc !
Occupato ! E che cazzo ! Ho finito ….

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