Poesia dell’apocalisse

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18 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

Special guest: Marta Telatin

 

Ho pensato, aspettando che qualcosa succeda o che Carlo bussi al basculante, di regalarvi questi versi. La poesia in poco ha sempre detto troppo.

 

APOCALISSE

 

vetri rotti

in porte abbandonate

galleggiano

nei contorni

di case

fatiscenti

 

le ombre

danzano

con la strada

 

puzza di marcio

 

in un asfalto

di sangue

viscere

e morte

rigurgitiamo

un noi

nel finito

 

carcasse

di macchine e cadaveri

sorridono

beffardi

alle scarpette

di un’altalena

 

tra le fiamme

un ritaglio

d’inquietudine

e silenzio

 

 

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