La sfiga è finita

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13 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

Ciao ragazzi, mi chiamo Carlo ma potete chiamarmi Alienone. Vi dico la verità: non son mica tanto contento
che voi siate vivi.
Io e gli zombie stavamo benissimo assieme perché si capisce bene cosa vogliono e cosa fanno. Le persone
no, invece, mi hanno sempre dato problemi.
Non fate quella faccia da culo, adesso. Vi piaceva vivere nel mondo di prima? Sul serio? Allora siete proprio
malati.
Oh, capisco. Non sono empatico fino a questo punto ma vedo che c’è gente fra di voi che se la passa
parecchio male. Bé, il mondo non è mai stato un posto per tutti neppure prima. E’ che la gente non
lo sapeva. L’idea di sei miliardi di persone su una palla di terriccio che gira attorno a una merda di
reattore nucleare esposto grande miliardi di chilometri mi faceva venire il voltastomaco. Vi giuro. Come
quando vai nelle disco troppo piene. Cazzo, c’era troppa gente che girava insieme a farsi sorrisi falsi e
cercare di dimenticare la morte inventandosi qualche cazzo di religione. Adesso la morte nessuno se la
può dimenticare, visto che cammina sulle strade. E nessuno sorride, almeno credo dato che quando è
cominciata questa cosa mica ho visto ancora nessuno.
Meno male che sono arrivati gli zombi. Adesso finalmente c’è un po’ di silenzio in strada. Basta camion
che sgasano alle tre di notte, basta col ronzio costante delle auto che correvano sul passante, basta figli di
puttana con motorini del cazzo, basta con quella merda di figlio di papà del vicino e la sua mania di provare
il motore della sua moto d’acqua ad ogni ora del giorno, basta stronzi motorizzati insomma.
Vi dico com’è successo per me, anche se a questo punto vi starò già sulle palle. Bé, è reciproco, ma scrivere
non mi costa niente e a detta di molti è la cosa che mi viene meglio dopo i toast e il cunnilingus.
Qualche giorno fa mi era venuta una depressione così. I motivi sono cazzi miei e magari neanch’io li so
bene. Allora mi sono riempito di alprazolam da 0.50 e mi sono buttato a letto per qualche giorno, così,
per dimenticare quanto fa schifo essere me in un posto pieno di voi. Penso di aver dormito per uno o due
giorni, svegliandomi solo per pisciare, scolarmi una birra, cagare la mia solita diarrea da alcolizzato, farmi
due toast. Poi, ad un certo punto, ieri, mi sono accorto di avere l’uccello duro pensando a qualcosa che non
v’interessa. Me lo sono tocchicchiato un po’ ma la cosa non funzionava così ho preso il portatile e il mio
hard disk da due tera di porno.
E’ stato allora che mi sono accorto che la corrente non c’era più.
Sono sceso per andare a vedere se erano ancora saltati i tappi del salvavita, saranno state le 4 del
pomeriggio e l’ho visto. Ho visto il mio primo zombo. Mi piace usare la parola zombo al singolare. Fa ridere.
Camminava come cammina uno zombo, trascinandosi e cantando la canzoncina dello zombo, quella che
fa: “ohhh”, “ahhh”, “ehhh”. Era vestito in giacca e cravatta e non aveva un braccio. Teneva in mano ancora
una ventiquattrore. Come dire: testadicazzo lo sei anche dopo morto.
Nascondendomi dietro al muretto di casa mia, l’ho osservato trascinarsi lungo la strada.
Prima sensazione? Sollievo. Fine di tutto finalmente.
Ero così contento che avrei esultato se non fossi stato ancora rincoglionito dall’alprazolam.
Sono salito su in casa e ho acceso il gruppo elettrogeno che usavamo coi fioi per le feste in spiaggia.
Rumore e puzza. Non posso usarlo mentre sto disteso a letto quindi devo per forza usarlo qui in studio con
la finestra aperta. Per poco però, perché magari gli zombi sentono. La cosa peggiore sarebbe se lo sentisse
anche qualche buon samaritano che vuole aiutarmi o, peggio, che vuole essere aiutato. Gente del cazzo,
rompicoglioni. Immagino ce ne siano rimasti anche troppi là fuori.
Di siti qualcuno è ancora attivo, youporn c’è sempre grazie al signore e ci siete anche voi, purtroppo. Così
ho pensato di scrivervi. Io qui non ho ancora deciso il da farsi. Sono andato in terrazza e oltre allo zombo
businessman che si strascinava ne ho visti altri, in giro.

C’era un tizio che sbatteva su un muro e non riusciva ad andare avanti, tipo robot guasto. Segni di esseri
umani (vivi intendo) non ne ho visti anche se laggiù, verso Marghera, c’era una colonna di fumo gigante che
si alzava nel cielo.
Boh. Chissene.
Mah, ora mi studio un bel piano d’azione coi controcazzi, come nei film. Viveri, elettricità, armi. Per prima
cosa sbarrerò la porticina d’ingresso del castello Alienone. Non vorrei che entrasse qualche zombo mentre
sono ubriaco marcio. Sì, perché per seconda cosa voglio prendermi una balla colossale. Peccato che ho
finito la ganja altrimenti sarebbe stato il massimo della vita.
Vi giuro: sono proprio gasato da questa situazione, finalmente la sfiga è finita. In un mondo di mostri come
questo, finalmente un mostro come me ha qualche speranza.
Salute!

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