Il ritorno di Giano…

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8 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Michele Chilin]

Padova, zona stanga.

Sono uscito per recuperare i viveri necessari alla mia trasferta, voglio mollare questo nido del cazzo perché non mi sembra poi tanto sicuro come credevo. Ho bisogno di incontrare qualcuno con cui parlare e bere qualcosa di forte dopo la scampagnata di stamattina. In giro tira una brutta aria.

Sono uscito con gran calma armato di badile e zaino militare in spalla, i viveri sono a circa duecento metri da casa mia nel parcheggio dietro al centro commerciale. Nessuno a parte me ne era a conoscenza fino a questo momento, il container venti piedi è pieno a metà di acqua e cibo in scatola, lo avevamo preparato io ed un mio vicino di casa che lavorava nel supermercato. Ora lui è cibo per vermi insieme agli altri condomini e le piante in giardino crescono rigogliose.

Scavalco il muretto del parcheggio e sono in vista dell’obbiettivo, in giro è un macello in piena regola, l’odore è insopportabile, i conati di vomito mi assalgono di continuo. Mentre mi avvicino per aprire il container sento dei rumori in fondo al parcheggio, quando sporgo la testa per vedere oltre mi si ghiaccia il sangue nelle vene ed automaticamente serro il manico del badile.

Il non-vivo avanza verso di me lento ma non quanto vorrei, zoppica trascinando leggermente la gamba destra che lascia una scia sull’asfalto. Sarà alto quasi due metri, a prima vista sembra grottescamente deforme con una testa ed un busto sproporzionati rispetto alle gambe, sembra un fenomeno da baraccone perché con la mano sinistra cerca di afferrare quello che tiene serrato nella mano destra. Ogni due o tre passi il pugno sinistro colpisce il lato destro del volto ed il braccio destro risponde con un colpo di quella che sembra essere una rudimentale clava con una mazzata sul lato sinistro.

Ora che è a meno di dieci metri da me capisco tutto e mi guardo intorno per cercare una via di fuga, voglio andare fuori dai coglioni in tempo zero ma voglio anche riempire il mio zaino.

Giano, noi ragazzi lo chiamavamo così quando andavamo a scuola. Erano anni che non si vedeva in giro. Due gemelli siamesi attaccati per il tronco con due teste mezze fuse insieme. Nella mano destra tiene un braccio mezzo masticato e macilento, i due gemelli si litigano la merendina !

Non ci penso su due volte, faccio roteare il badile per aumentare la forza e lo piazzo in mezzo al bicefalo con tutte le mie forze aprendolo in due. La bestia cade a terra e per un attimo mi è sembrato di vedere due mezzi sorrisi sui volti deformati. Finisco il lavoro con due bei colpi di pala e mi rimetto a fare la spesa.

Tra i due litiganti il terzo gode.

Ora sono pronto, ho viveri e acqua a sufficienza per un paio di settimane, mi incontrerò con Elisa.

Forse nessun posto è più sicuro, oramai loro sono ovunque.

Michele

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