Il fottuto punto di non ritorno

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26 aprile 2012 di thesurvivaldiaries

Non so se domani questo post ci sarà ancora, e non so se tra due ore io ci sarò ancora. Ma visto che non c’ho un cazzo di meglio da fare, se non terrorizzarmi e pregare, io ci provo. Se qualcuno ha ancora la connessione, rispondetemi. Mi chiamo Elisa, abito in centro a Padova vicino a Prato della Valle. La zona è poco sicura, qui l’epidemia si è propagata come una cazzo di fottuta tempesta. La zona degli Ospedali è impraticabile, qualche settimana fa un paio di vicini hanno deciso di andare al pronto soccorso perché la bambina aveva la febbre alta. Non sono più tornati. E sinceramente, non credo ci sia più un cazzo da quelle parti. Le Riviere e le piazze sono barricate qui e lì, ci sono un sacco di macchine abbandonate ed è un casino camminare in quelle zone perché non hai molta visibilità. Io vivo barricata in casa da dieci giorni, sono in contatto con la mia famiglia che vive a Venezia, due settimane fa ho fatto “scorta” di cibi in scatola alla Coop, prima volta in vita mia che ho rubato. A casa ho qualsiasi genere di schifezza preconfezionata che farebbe incazzare a morte il mio dietologo, che probabilmente ora sbrana la gente per strada. Non so cosa sono, se avete informazioni vi prego fatemi capire qualcosa, gli ultimi telegiornali e siti internet che ho visitato parlavano di una droga devastante che ha spappolato il cervello di quei poveri stronzi. Però non ho capito come si è propagata, so solo che senza dubbio questa sarà la fottuta fine dell’umanità. Due settimane fa, cercando di far scorta di tutto quello che mi serviva, andavo in giro col machete.. comprato al Lucca Comics a venti euro. Se qualche mangiacervelli si fosse avvicinato un po’ di più, io ora non sarei qui a lamentarmi. Sono delle bestie, squartano le persone infilandoci le dita dentro, come fossero di pongo, mordono qualsiasi cosa si muova. Ho visto anziani arrampicarsi su per gli alberi come fottuti scoiattoli, due indiani del palazzo di fronte al mio prendevano a secchiate d’acqua i mostri che passavano sotto. E’ la fine, è follia, nessuno sa più il cazzo che sta facendo. Mercoledì scorso, passando per la farmacia ho visto due ragazzini lanciarsi dal tetto dell’università. Non ho nemmeno capito se erano infetti o meno, si sono semplicemente lanciati in volo finendo sbudellati in zona a traffico limitato. Ogni tanto le campane della chiesa suonano per 5 minuti, forse qualcuno lì dentro cerca di far sapere che hanno viveri o un posto sicuro dove sopravvivere, io però non mi fido, ho rischiato tantissimo per riempirmi casa di tutto quello che mi serviva. Il vero problema è che non ho un’arma. Ma ho deciso che domani esco col machete e provo a rubare una macchina e andare in centro. Ho speranza nell’armeria Bo, anche se temo sia già stata completamente svaligiata. Con una pistola o un fucile mi sentirei molto più sicura. A Venezia la situazione è molto diversa, la zona è ovviamente circoscritta, quegli stronzi non sanno nuotare e danno così la possibilità ai veneziani di scappare in barca. Il ponte della libertà è bloccato da settimane, sembra di essere tornati ai tempi della Serenissima, cazzo. La barca è la salvezza. Molti veneziani hanno deciso di restare, e fanno spola con la terraferma per portare cibo e acqua in città. I militari, sia qui che a Venezia, fanno veloci retate in giro per la città, sento i colpi di mitragliatrice che rimbombano per i palazzi. Secondo me neanche loro sanno quello che devono fare. So solo che vanno di quartiere in quartiere, ammazzano qualcosa qui e lì, caricano i corpi nei furgoni e se ne vanno. E’ qualcosa di terrificante. Cataste di corpi, litri di sangue. Spesso ho difficoltà a ragionare, quel barlume di realtà si affievolisce di giorno in giorno. Devo sforzarmi come mai in vita mia per essere in grado di restare calma, ragionare. Devo aggrapparmi a qualsiasi cosa, perché senza di quel timido aggancio alla realtà potrei essere la prossima a saltare dal cornicione. Vi prego, se qualcuno riesce ancora a connettersi, mi risponda. Ne ho bisogno. Per piacere.

One thought on “Il fottuto punto di non ritorno

  1. ivano reale scrive:

    ti ho trovata!!! cerco da giorni su internet altri soparavvissuti. ho provato anche coi telefoni tutto… manca solo che scrivas lettere e le imbuchi a cas senza indirizzi ahaha che stronzata, vero? e’ l’ansia, mi devasta… la cosa peggiore di tutte e’ quella … mi sento una tigre in gabbia!! io sono in campagna. qui di mostri ce ne sono pochi. nel condominio in cui vivo ci siamo barricati bene. abbiamo realizzato una specie di fortino apache!!! ahah scusa… rido da solo e devo scriverlo compulsivamente!! i cani!! ci aiutano i cani!! vanno a caccia e portano lepri e faggiani… a volte topi :-((!! ieri ho stprato la mia vicina! ….. si…. non dovrei dirlo.. e’ assurdo …. adesso penserai che… ma non so spiegarmi perche’ sono diventato … un animale si, mi sto traeformando anche io in un animale selvaggio.. credo che alla fine quelli di noi che non saranno contaggiati diventeranno peggio degli altri……. la mia vicina…. erano anni che mi passava avanti con quell aria sexy e presuntuosa, la mia vicina… rossa, 45 anni divorziata… aveva tutti i vestiti strappati… e deambulava … mi si e’ avvicinata con i denti da fuori emettendo una specie di rantolo…. il vestito e’ rimasto impigliato da qualche parte ed un tratto….era nuda completamente nuda, bellissima selvaggia e… fredda… un misto di paura e ansia e follia naturalmente … mentre cercavo di sopraffarla mi sono eccitato, allora l’ho legata l’ho portata dentro casa e …. adesso e’ li sul letto che mi chiama… arrivo!! mia bella principessa selvaggia eccomi! fammi tuo ! sbranami ti amo!

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